Forniamo servizi di Analisi | Progetto | Gestione | Costruzione | Soluzioni Chiavi in mano Il termine "bio" è entrato ormai a far parte del lessico comune: all'inizio usato per definire i prodotti di origine biologica, si è poi diffuso anche ad altri settori del vivere, compresi quelli che riguardano le nostre abitazioni. Parimenti al termine bio anche il termine "eco", è diventato un termine piut
tosto inflazionato anche in campo edilizio. Biosostenibilità, ecosostenibilità, Bioedilizia, Bioarchitettura®… chi più ne ha più ne metta! È evidente che c'è un gran bisogno di ridare il giusto significato ai termini. Si definisce Bioarchitettura® la disciplina progettuale che attua e presuppone un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale. In una visione caratterizzata dalla più ampia interdisciplinarietà e da un utilizzo razionale e ottimale delle risorse. La Bioarchitettura® tende alla conciliazione ed integrazione delle attività e dei comportamenti umani con le preesistenze ambientali ed i fenomeni naturali. Ciò al fine di realizzare un generalizzato miglioramento degli standard qualitativi della vita attuale e soprattutto futura. Biocompatibilità ed ecosostenibilità, sono termini spesso trattati erroneamente come sinonimi. In realtà, tra i due termini, insistono sono sostanziali differenze. La biocompatibilità è la caratteristica di un materiale di essere in armonia con l’ambiente, essa è propria di materiali che, se immessi nell’ambiente, non lo inquinano. I materiali biocompatibili per eccellenza sono i materiali naturali . Un materiale si definisce ecosostenibile se la sua presenza in termini di inquinamento, è facilmente “sopportata” dall’ambiente. Si tratta quindi di materiali il cui approvvigionamento e la cui produzione, non provoca il consumo sfrenato di risorse non rinnovabili e che, in quanto riciclabili o riutilizzabili, non si trasformano unicamente in rifiuti dopo l’utilizzo. Per far capire meglio le differenze fra i due sostantivi si può fare l’esempio classico dell’amianto: l’amianto è un materiale naturale, fa risparmiare tantissima energia, si scava facilmente, si trasporta facilmente, serve per impedire che le persone si ustionino, contrasta il caldo e il freddo, messo nei tubi consente degli spessori molto minimi, ha un solo difetto: fa venire il cancro. L'amianto è un materiale eco-sostenibile, ma non è bio-compatibile. E ancora: il legno delle foreste dell’Amazzonia, è un materiale fantastico, gode di caratteristiche tecniche eccezionali, ma non possiamo distruggere la foresta dell’Amazzonia per fare i pavimenti delle nostre case: i legni esotici sono un materiale bio-compatibile, ma mal sfruttati non sono eco-sostenibili. Costruire tanti edifici messi uno accanto all’altro, bio-compatibili ed eco-sostenibili, vuol dire fare Bioarchitettura®? no, vuol dire fare della buona Bioedilizia, ossia un'edilizia eticamente corretta, ma non è sufficiente. La vera innovazione consiste nel fare in modo che le persone stabiliscano un rapporto affettivo ed emotivo con il luogo in cui vivono. L’ecologia è la scienza delle relazioni, in cui gli elementi apparentemente meno pesanti sono quelli più determinanti. L’Architettura è la scienza delle relazioni e la qualità del vivere si fonda sulla qualità delle relazioni. Fare Bioarchitettura® oggi vuol dire recuperare la qualità delle relazioni del passato come fondamento del nostro futuro: una città può essere costruita per le solitudini e per gli scambi materiali, oppure può essere una città capace di creare relazioni e scambi umani. La Bioarchitettura® è la scienza delle relazioni che tende a creare un'armonia fra l'ambiente e l'uomo, è il nostro ritorno al futuro.