08/06/2024
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La mensola per l’orinale
Nelle antiche case di montagna, alla finestra della camera e poco sopra al “ciappazò” vale a dire il davanzale, tanto nella spallina di destra come in quella di sinistra, spesso capita di trovare una mensola di pietra larga e sporgente. Un pezzo di serpentino locale, squadrato o arrotondato dalla mazzetta. Era quello il piano destinato all’orinale al tempo in cui i servizi igienici non stavano dentro l’abitazione bensì all’esterno, in un capanno, per raggiungere il quale secondo le stagioni, dovevi calpestare neve, fango o prenderti quello che dal cielo veniva giù.
Oggi i servizi stanno comodi in casa, al caldo, molte volte sono doppi e riservati. Spesso, sono veri e propri salotti in miniatura, dedicati interamente all’igiene personale e alla cura del corpo. Sono a disposizione in qualunque ora del giorno e della notte. Abituati ormai a questa realtà spesso, ci dimentichiamo che anche un tempo s’invecchiava, ci si ammalava e il dover uscire di casa in certe condizioni non era solo un disagio. Così si scorda o non si racconta quanta intima utilità rendesse quella modesta mensola, messa lì e non a caso.
Su quella pietra stava temporaneamente, perlopiù una nottata intera, l’orinale, il pitale detto volgarmente il vaso da notte. In buona sostanza era l’antico water per l’uso notturno. Di solito era di ceramica, bianca o d’acciaio smaltato, con un ma**co per agevolarne l’uso. Stava sulla mensola con l’evidente scopo di allontanarlo dalla camera per motivi igienici, ma presto, di mattina era svuotato e ripulito. Così tornava a stare sotto il letto o dentro un comodino lontano dalla vista di chiunque. Più tardi, quando l’acqua corrente arrivò nelle case, anche le vecchie usanze igieniche finalmente cambiarono. Anche nelle case rurali sparirono le latrine esterne e le mensole con l’orinale restarono inutilizzate.
E’ buona cosa tuttavia, conservare quelle mensole quando si fanno i restauri delle vecchie dimore di chi visse sulla montagna. Raccontano pure loro, di un momento di vita e civiltà non troppo lontana. Un tempo ancora in bianco e nero, con poche comodità e ancor meno pretese. Spirito e corpo capaci di adeguarsi a ogni circostanza.
Oggi su quella mensola fa bella mostra un altro vaso, di terracotta, con dentro una cascata di fiori colorati. E’ il buon riuso di un arnese che non va dimenticato, testimone di un tempo che comunque è stato, con altre regole perché diverse erano le condizioni di vita.
Foto: La mensola dell’orinale Foto: Michelangelo Pesce