25/09/2026
**MOUSEION. ARCHITETTURA E ISTITUZIONE**
Università degli Studi di Brescia, DICATAM
Responsabili: Olivia Longo, Alberto Soci
Gruppo di lavoro: Giovanni Buizza, Davide Sigurtà, Chiara Turelli, Alessandra Vazzoler
L’architettura, considerata nel rapporto con il contesto inteso come farsi storico e antropologico del luogo, assume la propria ragione nel confronto con il divenire della città e del territorio. Il progetto nasce dall’interpretazione critica di tali processi, riconoscendo nelle permanenze morfologiche, nelle infrastrutture e nelle trasformazioni produttive risorse ancora disponibili per la costruzione del futuro.
L’area archeologica di Tuvixeddu manifesta con particolare evidenza questa condizione. La sua identità deriva dalla sovrapposizione della necropoli fenicio-punica, del sistema dei colli, del porto, della laguna, delle archeologie industriali e della crescita della città contemporanea: una geografia oggi segnata da relazioni interrotte.
Il progetto assume questa frammentazione come materia della composizione. Ricostruisce la continuità della struttura urbana, riconnettendo il colle con la città, il porto e il mare. Più che un edificio per Tuvixeddu, propone un’infrastruttura civile per Cagliari, capace di trasformare la soglia in una nuova centralità e di restituire continuità a uno dei sistemi territoriali fondativi della città.
Il museo non costituisce quindi il fine del progetto, ma lo strumento attraverso il quale costruire un nuovo disegno di città. Conservazione, restauro, ricerca, archivio, formazione, biblioteca, esposizione, teatro, auditorium e spazi per la vita pubblica sono assunti come parti di un’unica istituzione civile. Il riferimento al **Mouseion**, il Tempio delle Muse, riconduce queste attività a una comune natura istituzionale, nella quale conservazione, ricerca, formazione e produzione culturale appartengono a un medesimo processo conoscitivo.
Il museo diviene così un’infrastruttura permanente della conoscenza, capace di produrre cultura oltre il tempo della visita e di restituire allo spazio pubblico quella densità funzionale, simbolica e rappresentativa che distingue lo **straordinario pubblico dall’ordinario privato**.
Anche il linguaggio architettonico rifiuta ogni approccio mimetico al contesto archeologico. Assume invece il carattere infrastrutturale del paesaggio portuale di Cagliari, reinterpretandone logica costruttiva e forza espressiva. Il *limen* non coincide allora con la soglia di un edificio, ma con la costruzione di un nuovo disegno di città, nel quale memoria, conoscenza e spazio pubblico concorrono alla ricostruzione della continuità tra città e territorio.