09/06/2017
Questa è l'introduzione a 'Viareggio realtà, sogni, idee' scritta nell'ottobre 2013. Buona lettura.
Ricordo quando, in quarta elementare, avevo un quadernino chiamato delle ‘Ricerche’. Il maestro ci faceva scrivere delle domande e noi dovevamo rispondere e completare la risposta con un disegno o una fotografia. Una delle domande era: “Qual è la Perla del Tirreno?” La mia risposta era stata: “La Perla del Tirreno è Viareggio”. Lo scrissi con orgoglio e corredai quelle poche parole con due cartoline dei viali a Mare, una di giorno e una di notte. Tante volte da quel giorno del 1968 ho ripensato a quella domanda e a quella riposta e, osservando il declino della mia città mi sono chiesto cosa risponderebbero oggi i bambini di Viareggio a quella stessa domanda.
Questo libro non vuole dare risposte ma deve essere inteso come un atto d’amore di una persona che non si rassegna a un declino che, iniziato parecchio tempo fa, ha assunto negli ultimi anni le dimensioni di un tracollo. Dallo sporco alle buche nelle strade, dalle pinete morenti e mal frequentate all’incuria del cosiddetto ‘salotto buono’ (termine che non è onestamente più possibile attribuire alla Passeggiata), al decadimento degli impianti sportivi, alla crisi del turismo. E la lista potrebbe purtroppo continuare a lungo. Cosa posso fare io per la mia città a parte cercare di comportarmi civilmente e non contribuire nel mio piccolo alla rovina di essa? Certamente poco, ma l’unica idea che mi è venuta è quella di raccogliere un po’ di sogni, idee e fantasie per un futuro che (come dice il sottotitolo) voglio sperare migliore, con la speranza che non tutto sia irrealizzabile. Se fossi stato un pittore o uno scultore avrei regalato un’opera con cui abbellire un edificio o una piazza; se fossi stato un architetto avrei fatto un progetto da regalare a Viareggio; se fossi stato un regista avrei realizzato uno spot pubblicitario per la mia città. Poiché il mio passatempo è la scrittura, ho voluto mettere nero su bianco alcuni spunti, neanche tutti originali, che mi sono venuti in questi anni in cui ho visto Viareggio sfiorire come una bella donna invecchiata e poco curata.
Molte delle idee raccolte sono già state proposte e magari dimenticate anni fa, pur essendo valide. Credo che dal leggere le pagine che seguono si debba trarre la consapevolezza che per rilanciare Viareggio non ci vorrebbe poi molto visto che il punto di partenza, costituito dalle bellezze naturali di questa terra, è già molto elevato.
Fin da piccolo quando viaggiavamo mio padre mi ha abituato ad osservare i luoghi cercando di vedere pregi e difetti delle città che visitavamo. Un’abitudine che ho mantenuto quando, da adulto, ho iniziato ad andare all’estero: i confronti fra le varie città e la mia Viareggio mi vengono ancora oggi spontanei ed immagino cosa di quello che vedo avrebbe potuto essere realizzato anche qui. Credo che questo dovrebbe essere almeno in parte lo scopo di tanti viaggi che i politici fanno all’estero: cercare modelli da imitare ed adattare alla propria terra.
Tutto quanto scritto nelle pagine che seguono è solo ed esclusivamente frutto della mia esperienza di vita, delle mie letture, dei viaggi che ho compiuto e forse anche di un po’ di buon senso che magari in questi anni è mancato a chi ha amministrato la mia città. Per questo motivo viene pubblicato all’inizio del mandato di un nuovo sindaco. A lui ne verrà donata una copia alla lettura della quale spero dedicherà un po’ del suo tempo non troppo però, perché la rinascita di Viareggio richiederà tutte le sue energie (e anche quelle dei suoi concittadini) . Prima di ingenerare equivoci chiarisco subito che non ho assolutamente intenzione di intraprendere una carriera politica. La mia vita è già talmente impegnata fra il lavoro di insegnante, l’hobby di giornalista sportivo e le preoccupazioni relative alla mia famiglia che, anche volendo – e non voglio – non credo che potrei fare di più di quello che è raccolto in questo libro. Per di più sono anche troppo vecchio e credo che la politica del futuro debba essere gestita dalle nuove generazioni.
Spero che quanto si trova qui dentro possa essere di stimolo a chi ci amministrerà nei prossimi anni per cercare di rilanciare la mia città. Obiezioni se ne possono fare moltissime e la prima è quella della crisi economica e delle difficoltà di bilancio ma, se non si cerca di cambiare, difficilmente qualcosa potrà migliorare. Se non ci sono soldi a Viareggio, è solo un esempio, si dovrebbero cercare finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo, puntare su project financing che non siano solo vantaggiosi per qualcuno ma anche per la collettività. Purtroppo con i numeri ho sempre avuto poca dimestichezza ma vedo che, nonostante la crisi, comuni ben tenuti anche non lontano da noi ci sono. Forse si potrebbe copiare un po’ da loro…
Il mio intento non vuole essere polemico, vorrei soprattutto cercare di far capire quante opportunità potrebbe avere una terra bella come la nostra. Mi piace quindi pensare che alcune delle proposte (non tutte poi sono costose e irrealizzabili) possano anche vedere la luce. Questi spunti, originali o meno, sono solo un punto di partenza. Tutti i viareggini dovrebbero contribuire a proporre idee (ma anche sogni…) sul futuro della propria città. Sono certo che molto potrà essere fatto e da cento, mille suggerimenti potrà ve**re fuori qualcosa di buono.
Un altro motivo per cui ho voluto scrivere qualcosa è la speranza di stimolare un dibattito che porti alla realizzazione di qualcosa di concreto (e non mi interessa che sia necessariamente qualcosa esposto in queste pagine) che aggiorni e vivifichi l’immagine di Viareggio. Ogni proposta può generarne altre o migliorare grazie al contributo di altri. Questo è lo spirito con cui vorrei che venisse letto ciò che ho scritto.
Per rendere più attraente ciò che avete fra le mani , ho contattato cinque persone le cui immagini arricchiscono le mie parole. A loro ho chiesto di realizzare venti foto, dieci di cose belle e altrettante di cose brutte di Viareggio secondo il loro giudizio. Una parte delle immagini la trovate in questo volume, mentre tutte e cento faranno parte di un’esposizione che speriamo di riuscire ad allestire a Viareggio se qualcuno ci metterà a disposizione uno spazio adatto. Ho pensato a lungo a chi fare la proposta e molti erano quelli che mi erano venuti in mente. La scelta è stata limitata a cinque per evidenti ragioni di costi e per far sì la mostra non avesse una dimensione troppo ampia. Leonardo Bastanza, oltre che essere mio amico da quaranta anni, mi ha dato una mano realizzando varie immagini per il mio libro ‘Onde viareggine’ del 2003. Walter Cortesi ha arricchito il mio volume dedicato allo scudetto del Cgc di hockey, ‘Centro! Dalla coppa Italia allo scudetto’ del 2011; Giacomo Mozzi e Lorenzo Simonini sono due giovani molto bravi che, grazie a un’immensa passione, stanno facendo delle cose veramente interessanti; Carolina Gonnelli, mia ex alunna come Lorenzo Simonini, nonostante la giovane età, unisce nelle sue immagini bravura, originalità e sensibilità femminile . A voi il giudizio sul loro operato che a me, che non sono un esperto, è piaciuto moltissimo. G.A.