24/05/2026
Carlo Petrini e il cibo giusto pulito e sano ❤️ per la salute dell’uomo e dell’ambiente
𝗨𝗡 𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗗𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗔𝗥𝗟𝗜𝗡 𝗣𝗘𝗧𝗥𝗜𝗡𝗜
Cibo, clima e ambiente sono legati a filo doppio: Carlo Petrini lo sapeva da sempre e via via che al principio degli anni Duemila la questione ambientale prendeva corpo a livello internazionale, lui non ha perso l’occasione di farne un elemento fondamentale dell’attività di Slow Food e degli insegnamenti dell’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo.
E’ così che dopo un incontro avvenuto nei camerini di 𝘊𝘩𝘦 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘧𝘢 a Milano è stato naturale unire le nostre strade in tante battaglie: contro il consumo scriteriato dei nostri buoni suoli agrari, contro le emissioni dell’industria agroalimentare, contro la deforestazione tropicale, il tutto condito da quella piemontesissima sobrietà e coscienza del limite che aiutano a comprendere come la stessa Terra non ce la faccia più a soddisfare l’avidità umana.
Al Salone del Libro di Torino, il 27 ottobre 2014 ricordammo il grande Aurelio Peccei e i suoi “Limiti alla crescita” e lo facemmo ancor più convintamente all’Università di Pollenzo il 20 marzo 2017 quando chiamammo a tenere lezione Roberto Peccei, uno dei figli di Aurelio, allora all’Università della California.
Poi Carlin mi volle anche a condurre a Scienze Gastronomiche un’annualità del corso “Cibo e cambiamenti climatici”, che aprì la strada alle riflessioni sociali derivanti dai nuovi estremi meteorologici, un tema che sviluppammo nel MigrantiFilmFestival, sempre a Pollenzo l’11 giugno 2017.
Carlin aveva con papa Francesco un rapporto profondo – eh, tra piemontesi di collina s’intendevano! - e ovviamente l’Enciclica sull’ambiente Laudato Si’ era pane per i suoi denti: insieme al vescovo di Pinerolo Mons. Derio Olivero mentre presentava il progetto delle Comunità Laudato Si’, volle che ne fondassi una a Moncalieri, presso la Società Meteorologica Italiana, in ricordo dell’eredità ottocentesca di padre Francesco Denza. Quando c’era da firmare una petizione, organizzare una conferenza in difesa di un territorio, ci sentivamo al telefono, parlando in piemontese, sempre con taglio militante e pragmatico: anduma anans!
Ma i ricordi più belli in questo momento, a poche ore dalla sua scomparsa, sono tre: la conversazione con lui, Enzo Bianchi e Piercarlo Grimaldi, amici che saluto e a cui ora mi stringo, che avvenne il 2 aprile 2008, con uno dei titoli più sereni che si potessero concepire: Bra, o della felicità. E poi la cena domestica quando venne al mio paesello il 6 aprile 2010, con una croccante focaccia in forno a legna, poco prima della conferenza “Cibo e clima, futuro del mondo”. E un’altra cena, nella carezzevole luce di una sera dell’agosto 2008, con il gelato ai lamponi del contado di Castello Borello, in Val di Susa. Ciau Carlin, porteremo avanti i tuoi progetti e i tuoi nobili impegni, ovunque tu sia, spero che si mangi bene!