Nato ad Avignone negli anni sessanta, inizia il suo percorso artistico giovanissimo con un approccio del tutto autodidattico. Nei primi anni ottanta si trasferisce a Parigi dove ai piedi del Sacro Cuore si afferma come madonnaro, disegnando con entrambe le mani. Vivere il quartiere di Montmarte gli permetterà di conoscere ed iniziare a frequentare il grande maestro Salvador Dalì. La frequentazione
però si interromperà a causa della gelosia accecante di Amanda Lear che non tollererà mai l’amicizia tra i due pittori. Poco male, di lì a poco il D’assan inizierà a mettere su tela le “sue” Madonne, iniziando così ad esporre nella capitale francese fino a conoscere uno dei più grandi galleristi dell’epoca: Sylvius De La Focalière. D’assan e De La Focalière all’epoca vennivano considerati la risposta europea a Warhol e Basquiat. Tra le numerose esposizioni del binomio D’assan – De La Focalière, si possono ricordare “L’oro di Agadir” a Rabat nella residenza del re Hasan II o la storica esposizione “Landscapes of my heart” a Londra alla Grifton Gallery. Dopo un periodo mistico e un viaggio in india di undici anni, il D’assan riprende a creare attraverso i colori dei chakra e della spiritualità. Inizia un percorso visivo di destrutturazione dell’opera trovando nell’essenziale la risposta alla sua sete creativa. Da qualche anno l’artista si è ritirato in una località montana ai più sconosciuta. Il Dassan può vantare tra i suoi collezionisti numerose personalità mondialmente conosciute e svariate esposizioni e partecipazioni a rassegne d’arte di livello internazionale.