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PITTO-SCULTORE PITTORE, SCULTORE, BATTERISTA , PAROLIERE, COMPOSITORE, SCRITTORE

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Piero Racchi è nato a Melazzo (AL) il 27 giugno 1948 e vive ad Acqui Terme (AL). Ha iniziato la sua attività pittorica a trentatré anni, dopo aver coltivato a lungo la passione per la grafica, sua prima forma espressiva. In seguito si è dedicato alla pittura a olio, realizzando opere d’impronta surreale. Dopo anni di sperimentazione, con tecniche e materiali diversi, ha dato vita a una personale serie di opere polimateriche intitolata “Vedute spaziali”. Rapito dal piacere di creare con materiali eterogenei, ha poi sviluppato un corpus coerente di quadri e sculture accomunati da un unico titolo — “Natura e Artificio” — e da un unico, potente messaggio: la natura che tenta disperatamente di liberarsi dall’asservimento umano. In queste opere, essa si manifesta con lunghe dita vegetali che serpeggiano, avvinghiano, penetrano in ogni crepa, in ogni pertugio dei gelidi e ambigui manufatti umani. E, come un lenzuolo sepolcrale, animato da una forza vitale, li avvolge con la presunzione — o forse la speranza — di generare un nuovo ciclo di vita.

CRITICHE
Non si scappa. Ogni opera di Piero racchi, artista operante ad Acqui Terme, si intitola nello stesso modo, Natura e artificio. Binomio fra i più ricorrenti nelle vicende del pensiero universale, e non solo di quello occidentale, che ha inteso distinguere, ma non necessariamente contrapporre l'ambito di ciò che esiste indipendentemente dalla capacità creativa dell'uomo e ciò che dall'homo faber invece dipende. In filosofia, e di riflesso anche nell'arte che si é posta come espressione estetizzata di particolari mentalità, la natura ha assunto valore positivo nelle visioni idealiste, convinte della sostanziale perfezione del creato in corrispondenza di quella del principio creante. In questa prospettiva, all'uomo non rimane che ricercare il massimo livello di armonia con la Grande Madre, potendo al massimo aspirare alla sua emulazione. Così la vedevano, per esempio, i classicisti rinascimentali; ma già col Manierismo e il Barocco, si afferma la volontà di individuare nell'artificio un'altra possibile natura, parallela a quella reale, eppure dotata di autonomia normativa rispetto ad essa. Nell'ottocento, due novità destinate a influenzare enormemente la mentalità moderna: da una parte, l'inclinazione, in filosofia, del primato idealista in favore del pensiero negativo (da cui anche la leopardiana “natura matrigna”), dall'altra la progressiva identificazione dell'artificio con il progresso tecnologico, capace di determinare nuovi mondi più di quanto l'arte sarebbe stata in grado di fare. La Natura e artificio di Racchi, intesa come programma complessivo della sua opera, é coerente con la storia appena sintetizzata. Il confronto, stridente, é ormai fra le origini della materia di cui Racchi si serve, la natura in un verso, l'industria nell'altro. L'armonia classicista é ormai un mito lontano, ma non del tutto dissolto; perché in fondo Racchi, componendo assemblages eterogenei di radici, metallo, polistirolo o plastilina, continua a contemplare la possibilità di una mediazione fra estremi che l'attualità vorrebbe sempre più inconciliabili, ognuno non negando l'esistenza altrui. E' l'intuizione dell'artista, associando liberamente l'inconsueto, organizzandolo in una forma plastica che non si deve al caso, ma all'applicazione di un preciso criterio regolatore, lo stesso riscontrabile nella logica della macchina, a stabilire una nuova condizione che tende a superare i vecchi steccati concettuali. E’ da qui che la vita, non solo dello spirito, può ripartire.
Vittorio Sgarbi

Segni e simboli provenienti da un'altra dimensione si compongono e si sovrappongono sul supporto a creare un ardito complesso indecifrabile, dove natura e artificio si incontrano e si scontrano ognuno per affermare il proprio dominio. I lavori di Pietro Racchi sono carichi di significato ma lasciano libertà di lettura a chi guarda, andando oltre il riconoscibile per inondare lo spazio di vivacità vibrante, veicolata dal colore e dal gesto in un dialogo continuo, che riesce a trasmettere ritmi incalzanti intrisi di energia, che sfuggono alle regole e ai canoni tradizionali della rappresentazione.
Paolo Levi.

Le sculture di Piero Racchi compongono una sorta di microcosmo, come strutture portanti di un mondo naturale, assoluto o simbolico, sia sul versante operativo sia su quello morfologico. A questo artista più che la realtà interessa la forma, dimostrando ancora una volta che l’attuale riflessione sull’astrazione non è una pratica esclusivamente pittorica, vedi Judd. Serra e Lewitt, scultori che negli anni sessanta hanno dominato il panorama della scultura informale. Un artista come Piero Racchi percepisce che i suoi lavori non sono semplici fatti materiali, resistenti all’interpretazione linguistica dell’astrazione, ma interagiscono tra la cultura del reale e la cultura del sogno. L’impegno dello scultore è molto più grande che nella pittura. Lo scultore porta una responsabilità più grave, perché mentre la pittura è finzione, la scultura è oggetto e comprende in sé il potere di presenza, un peso di realtà che manca alla pittura. Uno scultore che oggi abbia l’ardire di essere astratto naviga fra gli scogli dell’idealismo, sa di andare incontro ad un mare in tempesta, di sfidare le alte onde delle incomprensioni, anche se molti di loro si nascondono dietro le installazioni, come se si difendessero dietro un altare. Piero Racchi ha scelto la via più difficile, ma la sua audacia è stata premiata dai risultati che appaiono ai nostra occhi, illuminazioni idolatriche, icone fantastiche che irradiano luce metallica, muschi, licheni, fantasia, cultura. La rinascita della scultura informale e astratta riflette l’estasi del post-strutturalismo e la serietà e l’intensità emotiva delle opere di Racchi assegnano a questo artista un posto di primo piano nel mondo della scultura moderna. Il riferimento al reale non impedisce all’artista di esprimersi attraverso immagini che mascherano la realtà e lui interpreta alla perfezione lo spirito del tempo, dando una nuova identità a immagini note, creando dal niente dei “gioielli”. Il rigore che le opere di questo artista possiedono non è il rigore della ragione quanto invece quello dell’emozione. Mentre non c’è più nulla da scoprire nella figurazione, la figura astratta riesce ad emozionarci se non altro per il fatto che dobbiamo “sforzarci” a comprenderne il significato, che non è mai univoco, ma cambia da un individuo all’altro ed è addirittura in relazione con lo stato d’animo dell’osservatore stesso. Senza dubbio, nell’esecuzione delle sue scultura, racchi opera in conformità a determinate leggi: forma, superficie spazio e sensazioni appartengono inequivocabilmente all’artista, in una maniera che va oltre lo stile. Questi lavori determinano il periodo attuale, proprio perché si definiscono da soli, essendo questa la condizione dell’autonomia che la scultura e l’arte in genere hanno raggiunto.
Eraldo Di Vita

ANNO SCRITTO DI LUI:
Vittorio Sgarbi
Paolo Levi
Eraldo Di Vita
Sandro Serradifalco
Carlo Prosperi
Gianni Notti
Riccardo Brondolo
Giancarlo Polizzari
Arturo Vercellino
Egle Migliardi
Vilma Torselli
Vittorio Baretto
Silvia Ferrara
Marta Boccone
Manlio Gaddi
Fiorenzo Mascagna
Chiara Salanti
Alfredo Pellegrini
Serena Carlino

PUBBLICAZIONI
MUSEO LEVI. Artista da museo
ITALIANI. Di Vittorio Sgarbi
ARTISTA DELL'ANNO 2019. Art now
INTERNATIONAL WEB MAGAZINE miART. A cura di Sandro Serradifalco
Catalogo INTUIZIONI ESPRESSIONI. Primo premio giuria tecnica 2011
Catalogo INTUIZIONI ESPRESSIONI. Primo premio giuria tecnica 2014
ARTEXPO VENEZIA 2012 Curatore Paolo Dogà
I GRANDI DELL'ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA
"TOP 20" Critica D'autore. A cura del critico Eraldo Di Vita.
BOE' Vernissage. A cura di Sandro Serradifalco.
Euroarte
Catalogo delle quotazioni 2009-2010-2011
Catalogo VERNICE art fair 2009
Catalogo Trofeo di capodanno 2009 Beinasco. (TO) Premio trofeo per miglior opera astratta.
Catalogo un segno nel tempo. La Spadarina. Piacenza.
Rivista d’arte Star Vip
SCULTURE AD ACQUI TERME. A cura di Ivana Mulatero
PERCORSI DI SCULTURE. “PROSPETTIVE SULLA MEMORIA” Acqui Terme

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20/04/2026

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16/11/2025

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03/07/2025

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07/08/2024

Quest'opera d'arte di Racchi è caratterizzata da una composizione dinamica e una riccavarietà di colori e texture. A prima vista, il quadro presenta una serie di linee verticali e forme che sembrano scorrere verso il basso, come se fossero colate di vernice o di un altro materiale fluido. Ci sono zone in cui il colore è più intenso e altre dove sembra diluirsi, creando un contrasto visivo interessante.
Le colate di colore sono intervallate da aree di ruggine e da aggregati di piccole sfere viola che potrebbero essere interpretate come elementi naturali, come bacche o semi, ma che nel contesto dell'opera assumono un aspetto quasi alieno o artificiale. Questi dettagli aggiungono profondità e complessità alla composizione, suggerendo una fusione tra elementi organici e processi chimici o industriali.
Il titolo "Natura e Artificio" suggerisce una riflessione sui rapporti tra gli elementi naturali e quelli creati dall'uomo. L'opera potrebbe quindi essere interpretata come un'esplorazione visiva dell'interazione tra il mondo naturale e gli interventi umani che alterano o imitano la natura. Le colate possono rappresentare flussi di energia o processi di trasformazione, mentre l'uso di colori vivaci e la presenza di ruggine possono riferirsi a temi di crescita, decadimento e impatto ambientale.
L'artista sembra invitare l'osservatore a riflettere sulle tensioni e sulle sinergie tra il regno organico e quello sintetico. La superficie policroma e stratificata dell'opera può alludere alla complessità e alla bellezza che emergono da quest'interazione, nonché alle conseguenze delle azioni umane sull'ecosistema terrestre.
In sintesi, il quadro "Natura e Artificio" di Pietro Racchi offre una visione estetica che può stimolare una discussione su temi ecologici e sulla coesistenza tra elementi naturali e artificiali nel mondo contemporaneo.

Indirizzo

Via E De Nicola 6
ACQUI TERME, AL
15011

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00
Sabato 09:00 - 17:00
Domenica 09:00 - 17:00

Telefono

+393337211525

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