Siem Srl

Siem Srl Impianti elettrici dal 1976

Esperienza, professionalità, innovazione, sostenibilità ambientale, sono alcuni degli elementi che caratterizzano l'azienda Siem e che le permettono di proporci per la realizzazione di impianti fotovoltaici per uso domestico, commerciale e industriale. Il nostro staff di tecnici offre un servizio di consulenza personalizzata per lo sviluppo di tali impianti, isolati o connessi alla rete pubblica,

nonché un dettagliato studio di fattibilità del progetto in base alla superficie disponibile; il tutto finalizzato all'ottenimento del massimo rendimento dell'impianto curando il dimensionamento sin dalla preventivazione. Un'accurata progettazione, permette ai nostri tecnici installatori qualificati la realizzazione dell'impianto a regola dell'arte e la successiva assistenza post-vendita.

Il 2 febbraio del 1976, due giovani ragazzi decisero di provare a realizzare un sogno.Spinti dalle proprie passioni e ca...
02/02/2026

Il 2 febbraio del 1976, due giovani ragazzi decisero di provare a realizzare un sogno.

Spinti dalle proprie passioni e cavalcando di certo un momento storico propizio, hanno saputo comunque distinguersi e creare qualcosa che dopo 50 anni è ancora un punto di riferimento per l’impiantistica in ambito nazionale.

Auguri , per il traguardo raggiunto, per quelli attuali che si stanno raggiungendo e per i prossimi ancora da pianificare.

https://www.siem.it/azienda

L’inizio dell’anno 2026 è stato di certo un triste giorno, vogliamo solo ricordare le vittime di   e riportare questa no...
04/01/2026

L’inizio dell’anno 2026 è stato di certo un triste giorno, vogliamo solo ricordare le vittime di e riportare questa nota divulgativa che possa fare breccia nelle coscienze per aumentare la percezione sul senso civico in circostanze estreme come quelle di un incendio.

L’interesse maggiore è soprattutto descrivere l’importanza della valutazione del rischio, la formazione, la progettazione della prevenzione incendi e cosa più importante i metodi di gestione delle emergenze, quali strumenti necessari a salvare vite.

Ci sono eventi che scuotono nel profondo, che ci ricordano quanto fragile sia il confine tra una serata normale e una tragedia. L'incendio al locale di Crans-Montana ha spezzato tante giovani vite, lasciando famiglie distrutte e una comunità intera nel dolore. A tutti i ragazzi che non sono tornati a casa, agli ustionati che lottano, alle famiglie che affrontano un dolore inimmaginabile va il nostro pensiero più sentito. Un ringraziamento va anche a tutti i medici, agli infermieri e al personale paramedico che in queste ore stanno lavorando senza sosta per salvare vite. È anche grazie alla loro competenza e alla loro prontezza se molte storie non finiranno nel modo peggiore.

Nessuna parola può colmare un vuoto simile, ma da tragedie del genere può e deve nascere consapevolezza, perché comprenderne le dinamiche e prevenirle è l'unico modo per evitare che altre vite vengano spezzate allo stesso modo.

Quando si parla di incendi, tendiamo a immaginare le fiamme come il pericolo principale. È un'immagine potente, cinematografica, ma profondamente incompleta. La realtà fisiologica di un incendio in spazio chiuso è molto più insidiosa e terribilmente più rapida. I soccorsi svizzeri, per quanto eccellenti e tempestivi, hanno fatto tutto il possibile in condizioni estreme, ma esiste una verità che nessuna squadra di emergenza può aggirare: negli incendi confinati, la finestra temporale per la sopravvivenza si misura in pochissimi minuti, spesso prima che qualsiasi intervento esterno possa fare la differenza.

Il fumo è il primo killer silenzioso.

Quando un incendio si sviluppa in un ambiente chiuso, la combustione consuma rapidamente l'ossigeno disponibile e rilascia una miscela letale di gas. Il monossido di carbonio, incolore e inodore, si lega all'emoglobina con un'affinità circa duecentocinquanta volte superiore rispetto all'ossigeno, provocando ipossia tissutale anche quando i polmoni continuano a "respirare". Il cervello, che consuma circa il 20% dell'ossigeno corporeo pur rappresentando solo il 2% della massa, è il primo organo a risentirne. A concentrazioni molto elevate, superiori all'1% nell'aria, bastano pochi minuti per perdere coscienza, mentre concentrazioni inferiori ma prolungate causano un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive prima del collasso. Ma il monossido di carbonio non viaggia da solo: cianuro da materiali sintetici, acido cloridrico da PVC, acroleina da tessuti e legno formano un cocktail tossico che aggredisce contemporaneamente vie respiratorie, sistema nervoso e metabolismo cellulare.

La temperatura stessa dell'aria diventa un'arma letale. Quando quella inalata supera i 100-150 gradi Celsius, ogni respiro ustiona gravemente le mucose delle vie aeree, provocando edema laringeo che restringe progressivamente il passaggio dell'aria. Il danno termico diretto ai polmoni compromette gli scambi gassosi, mentre l'inalazione di particolato carbonioso crea un'ostruzione meccanica che può soffocare anche in presenza di ossigeno. E poi c'è il fenomeno del flashover, quel momento terrificante in cui tutti i materiali combustibili in un ambiente raggiungono simultaneamente la temperatura di autoignizione, tipicamente tra i cinquecento e i seicento gradi Celsius. In pochi secondi, un locale intero diventa un inferno insostenibile per qualsiasi forma di vita.

Poi c'è un altro nemico, più subdolo perché nasce dalla nostra stessa risposta al pericolo: la calca. Quando centinaia di persone convergono simultaneamente verso le uscite, si innescano dinamiche di folla che possono uccidere anche in assenza di fiamme. La compressione toracica esercitata dai corpi circostanti sul torace e sull'addome superiore impedisce l'espansione della gabbia toracica e l'abbassamento del diaframma, causando asfissia meccanica. Le pressioni che si generano in tali contesti possono raggiungere e superare i 400 kg per metro quadrato, valori sufficienti a fratturare le coste e a bloccare qualsiasi movimento respiratorio efficace. Si muore letteralmente in piedi, schiacciati dalla massa di corpi, spesso senza nemmeno cadere a terra.

È proprio in tale contesto estremo che dobbiamo collocare un fenomeno relativamente nuovo ma ormai pervasivo: l'impulso a documentare invece di agire. Non si tratta di condannare moralmente chi estrae uno smartphone in situazioni di emergenza, quanto di comprendere i meccanismi psicologici sottostanti e le loro conseguenze pratiche. Lo shock acuto attiva nel cervello una risposta complessa. L'amigdala si iperattiva mentre la corteccia prefrontale, responsabile del ragionamento e della decisione, vede la sua funzionalità temporaneamente compromessa. In questo stato, tendiamo ad aggrapparci a comportamenti automatici, appresi, familiari. E per una generazione cresciuta documentando ogni momento della propria vita, estrarre il telefono è diventato (come ben sappiamo) quasi un automatismo.

C'è poi il fenomeno della distanziazione emotiva attraverso lo schermo, un meccanismo di protezione psicologica che però ha un prezzo altissimo in termini di risposta efficace. Guardare una tragedia attraverso una lente crea una barriera percettiva che attenua la percezione di urgenza e ritarda l'azione diretta. La difficoltà iniziale a cogliere la gravità della situazione, unita alla diffusione della responsabilità tipica dei contesti di gruppo (per cui ognuno presume che qualcun altro interverrà), può paralizzare anche persone normalmente capaci e volenterose.

Il problema non è l'intenzione, ma l'effetto materiale. In un incendio, ogni secondo ha un peso specifico enorme. Il tempo impiegato a inquadrare, registrare, eventualmente condividere è tempo sottratto all'azione salvavita: aiutare fisicamente una persona in difficoltà motoria a muoversi, indicare chiaramente un'uscita alternativa (che in questo caso purtroppo era assente) a chi è disorientato dal fumo, sostenere chi sta cedendo al panico, distribuire il flusso di persone per evitare colli di bottiglia letali. Gesti apparentemente banali ma che possono modificare radicalmente l'esito di un'emergenza. Una mano tesa al momento giusto può significare la differenza tra la vita e la morte. Teniamolo sempre ben presente.

Ovviamente nessun comportamento individuale, per quanto virtuoso, può compensare carenze strutturali nella progettazione e gestione della sicurezza dei locali. Quando parliamo di prevenzione negli spazi pubblici, parliamo di un sistema integrato che deve funzionare perfettamente, perché ogni anello debole può trasformarsi in una strage. Le uscite di emergenza devono essere non solo presenti sulla carta, ma realmente accessibili, chiaramente segnalate con illuminazione di sicurezza autonoma, dimensionate correttamente rispetto alla capienza massima e posizionate strategicamente per consentire un'evacuazione rapida anche in condizioni di visibilità zero. Non possono essere ostruite da arredi, decorazioni o peggio ancora chiuse per ragioni di sicurezza contro furti o intrusioni: questo paradosso ha causato troppe morti nella storia.

I materiali utilizzati negli arredi, nei rivestimenti, nelle decorazioni devono rispettare rigorosi standard di reazione al fuoco. Non tutti i materiali sono uguali: alcuni si limitano a bruciare lentamente, altri rilasciano fumi tossici devastanti, altri ancora favoriscono la propagazione rapida delle fiamme. La scelta di materiali certificati, ignifughi o autoestinguenti non è un dettaglio burocratico ma una decisione che può salvare decine di vite. Allo stesso modo, i sistemi di rilevazione precoce e spegnimento automatico, quando correttamente installati e manutenuti, possono contenere un principio d'incendio prima che diventi incontrollabile.

Tuttavia, l'hardware da solo non basta. Servono piani di emergenza dettagliati, regolarmente aggiornati e soprattutto provati con esercitazioni realistiche. Servono addetti alla sicurezza formati non solo teoricamente ma addestrati a gestire la confusione, il panico, l'imprevisto di un'emergenza reale. Persone che sappiano guidare l'evacuazione, mantenere la calma, identificare rapidamente i pericoli, utilizzare correttamente estintori e idranti. La formazione deve essere continua, perché in una situazione di stress estremo facciamo ciò che abbiamo interiorizzato attraverso la ripetizione, non ciò che abbiamo letto una volta su un manuale.

La capacità di carico dei locali non è un numero arbitrario ma deriva da calcoli precisi che considerano le vie di fuga disponibili, i tempi di evacuazione, la resistenza al fuoco delle strutture. Superare sistematicamente tali limiti per ragioni commerciali significa letteralmente giocare alla roulette russa con le vite umane. Ogni persona in più oltre la capienza massima riduce proporzionalmente le possibilità di evacuazione sicura e aumenta il rischio di fenomeni di calca letale.

Dopo ogni tragedia, la domanda ricorrente è sempre la stessa: poteva essere evitata? La risposta, nella maggioranza dei casi, è sì. Non attraverso interventi miracolosi o tecnologie futuristiche, ma applicando rigorosamente conoscenze consolidate, norme esistenti, buone pratiche ampiamente documentate. Il problema raramente è la mancanza di regole, quanto la loro applicazione incompleta, i controlli insufficienti, le deroghe concesse troppo facilmente, la manutenzione trascurata, la formazione superficiale.

La sicurezza costa, questo è innegabile. Ma non è un costo, è un investimento nell'unica cosa che conta davvero: la vita delle persone. Nessuna serata di incassi può giustificare un'uscita di emergenza inidonea, nessun risparmio può valere materiali pericolosi, nessuna scadenza può legittimare personale poco formato. Quando entrano in gioco vite umane, il margine di tolleranza deve essere prossima allo zero.

A noi che non eravamo lì resta la responsabilità di imparare, di pretendere standard più alti, di non considerare la sicurezza come un fastidioso adempimento burocratico ma come la precondizione essenziale per qualsiasi attività che coinvolga il pubblico. E resta anche la responsabilità personale di chiederci, se mai ci trovassimo in una situazione simile, cosa faremmo: estrarre il telefono o tendere una mano? Perché in quei momenti disperati, quando i secondi decidono tutto, ogni gesto conta. Ogni vita conta.

Fonti nei commenti. ⤵️

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19/12/2025

Oggi voliamo dalle in per poi atterrare in per ringraziare i nostri tecnici degli aeroporti di e , professionisti che con dedizione e competenza contribuiscono, ogni giorno, alla qualità e all’affidabilità del nostro servizio.

Oggi salutiamo e ringraziamo i nostri collaboratori dell'Aeroporto di Crotone e Perugia
18/12/2025

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Un ringraziamento speciale al nostro team di Ancona per l’impegno ed il contributo portato all’azienda durante questo 20...
12/12/2025

Un ringraziamento speciale al nostro team di Ancona per l’impegno ed il contributo portato all’azienda durante questo 2025.
Trascorriamo questa serata insieme per rafforzare i rapporti personali e creare una squadra sempre più affiatata e pronta alle sfide del 2026.

Ricordiamo che per ottenere ottimi risultati servono legami professionali e di amicizia storica, come quelli con la .

Un ringraziamento speciale va anche a tutti i colleghi che lavorano fuori sede, persone che con la loro professionalità garantiscono decolli ed atterraggi sicuri su almeno metà degli aeroporti nazionali.

SIEM augura Buone feste e ringrazia tutti dell’ottimo lavoro svolto.

✨ Dietro ogni volo sicuro c’è un lavoro silenzioso ma fondamentale.Negli aeroporti gestiti da SIEM srl, ogni team di man...
12/12/2025

✨ Dietro ogni volo sicuro c’è un lavoro silenzioso ma fondamentale.
Negli aeroporti gestiti da SIEM srl, ogni team di manutenzione garantisce ogni giorno l’efficienza degli impianti e la continuità operativa, assicurando che le piste di volo siano sempre pronte ad accogliere passeggeri e aeromobili, in massima sicurezza.
📍 Dalla cura dei dettagli alla gestione delle emergenze, il nostro impegno è costante: perché la sicurezza non è mai un optional.
Ecco alcuni dei nostri tecnici degli aeroporti di

🔧 Interventi in corso all’Aeroporto di Bologna Siamo orgogliosi del team SIEM impegnato nel rifacimento della pavimentaz...
19/09/2025

🔧 Interventi in corso all’Aeroporto di Bologna Siamo orgogliosi del team SIEM impegnato nel rifacimento della pavimentazione della pista di volo e dei raccordi aeroportuali. Un lavoro strategico, svolto con competenza e dedizione, che contribuisce alla sicurezza e all’efficienza dello scalo. 👏 Complimenti a tutti i professionisti coinvolti!


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12/09/2025

Quante domande sugli impianti fotovoltaici vi siete fatti negli ultimi anni?

Questo post di Ingegneria Italia, chiarisce molti dubbi e nel contempo descrive le potenzialità del nostro paese, nei confronti del resto dell’Europa, in merito all’uso consapevole di questa tecnologia.

15/08/2025

In collaborazione con VEM Sistemi Spa, è stato eseguito l’ammodernamento del Datacenter della società .

Un’opera eseguita con l’utilizzo di altissime concentrazioni tecnologiche per lo spegnimento automatico antincendio , controllo fumi, refrigerazione ed alimentazioni di backup in continuità assoluta.

Con l’ausilio dei sistemi è stato implementato un impianto di rivelazione automatica di incendio dotato di centrali intelligenti interconnesse, sistemi di aspirazione per l’analisi della presenza di fumi nella pavimentazione sopraelevata e logiche di intervento automatico per l’interruzione dell’erogazione di alimentazione elettrica compresa quella privilegiata e di continuità assoluta.

Con i sistemi sono stati implementati UPS con batterie al litio per una maggiore efficienza e stabilità di alimentazione agli armadi rack del Datacenter ed agli armadi rack di piano.

I locali prevedono inoltre sistemi di spegnimento automatico in caso incendio tramite gas a bassa pressione, specifico per le soluzioni datacenter.

Gli ambienti sono climatizzati mediante sistemi a gas R32 e sensori specifici per l’analisi di perdite di gas, opportunamente connessi alle logiche di attivazione elettrica di serrande tagliafuoco ed estrattori d’aria ad alta portata.

ha eseguito inoltre tutte le attività edili a supporto della sicurezza dei locali con grado di protezione REI 120.
Per la raccolta delle acque meteoriche, si è provveduto ad intercettare caditoie e punti deboli per impedire l’accesso dell’acqua proveniente da eventuali fenomeni imprevisti all’interno dei locali Datacenter, dotando l’impianto di doppie pompe in grado di eseguire l’espurgo di specifici pozzetti di raccolta in pochi secondi.

Dopo circa 10 anni dalla sua realizzazione, siamo stati incaricati di nuovo per l’esecuzione del re-powering di un impia...
03/09/2024

Dopo circa 10 anni dalla sua realizzazione, siamo stati incaricati di nuovo per l’esecuzione del re-powering di un impianto fotovoltaico da circa 1 Megawatt.

Sono stati scelti pannelli del tipo bifacciale, per garantire la massima produzione.

Inoltre verrà eseguita l’integrazione di una nuova sezione di impianto di oltre 300kW per aumentarne la potenza, riutilizzando parte dei vecchi pannelli e installando nuovi inverter di stringa supplementari.

Un lavoro complesso e una sfida che ci fa piacere affrontare con l’aiuto del nostro staff tecnico e operativo.

Si procede alla manutenzione straordinaria delle torri faro dello stadio del Conero.Un lavoro in quota a 60 metri d’alte...
27/08/2024

Si procede alla manutenzione straordinaria delle torri faro dello stadio del Conero.
Un lavoro in quota a 60 metri d’altezza, svolto dai nostri operatori per assicurare una migliore illuminazione e un abbattimento dei consumi, grazie alla tecnologia LED.


SIEM s.r.l., azienda leader nel settore IMPIANTISTICO ELETTRICO in ambito aeroportuale, sanitario, industriale e tecnolo...
25/06/2024

SIEM s.r.l., azienda leader nel settore IMPIANTISTICO ELETTRICO in ambito aeroportuale, sanitario, industriale e tecnologico,
ricerca personale per l’ampliamento del proprio organico, in vista di importanti ordini di lavoro acquisiti e in via di acquisizione.

Attualmente sono aperte le candidature per: CAPOSQUADRA IMPIANTISTA ELETTRICO.

www.siem.it


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Via CARLO MACCARI 2
Ancona
60131

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