12/02/2026
G. aveva una poiana e un falco, oltre a tre cavalli: due Purosangue Inglesi e un Arabo, il suo preferito. Amava la campagna e sporcarsi le mani; sudore e fatica non lo avevano mai spaventato. Da qualche mese, però, preferiva trascorrere le giornate in mezzo al mare.
Dopo anni aveva deciso di comprarsi un Grand Soleil 39, un’imbarcazione di vent’anni che lo aveva messo a dura prova, ma che ora, all’ombra della cappotta rinnovata, sembrava finalmente restituirgli soddisfazioni. Di vento non ce n’era; all’ancora in rada aveva stappato un verdicchio gelato e ne aveva versato un po’ in un bicchiere spesso da osteria, appoggiato sul tavolino da carteggio. Si accese una sigaretta e, sedendosi nel pozzetto, appoggiò i piedi sul timone, aprendo la cartellina verde che F. gli aveva infilato in borsa prima di chiudere la pasticceria. Avertiva la pressione salire: dopo trent’anni aveva deciso di rinnovare.
Diffusa la notizia, nel mese precedente la pasticceria era stata meta di progettisti, aziende di settore, banconisti e affaristi di ogni tipo. Aveva chiesto solo tre cose: sostenibilità dei materiali, autenticità, unicità. Lo aveva spiegato a tutti.
Voleva che il locale riflettesse, nell’architettura, le stesse qualità dei suoi prodotti: piccoli capolavori, senza presunzione, frutto di anni di pratica e studio della materia. Aveva pochi mesi per scegliere il progetto e non più di sessanta giorni per realizzarlo.
Aprì la cartellina: non si era sbagliato. Fuffa. Strappò gli elaborati e li gettò nel cestino. Volò via anche la cartellina; nel tragitto cadde un biglietto.
Est Platform.
Sul retro era stampato il volto di un suo vecchio amico. L’aveva visto il mese prima.
Gli aveva detto: «Ho aperto uno studio. Siamo io, un ingegnere e un architetto».
Però non si era proposto. Un caffè, due battute. Come sempre. G. prese il telefono.
«So che tu sai. Non fare finta. Hai qualche idea?». Sette mesi dopo, G. e il suo amico brindarono abbracciati all’inaugurazione. Dietro di loro, il nuovo logo di Lombardi e una parete in argilla stratificata: la torta diplomatica era diventato architettura.