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EST platform EST platform is a multidisciplinary office, we do Architecture, Design, and we do Consult in case an

We’ve been designing architecture, interior, and furniture professionally for over 8 years, but we‘ve also been working outside of our habits when something/one fascinated us. We never are afraid to embrace our potential, and we never are afraid to transform ourselves into the best version we can be. Nature, biology, science, and technologies are our inspiration. With passion, love, curiosity, and

resilience, commitment blended with the ability to think big and dream even bigger, ANYTHING IS POSSIBLE.

G. aveva una poiana e un falco, oltre a tre cavalli: due Purosangue Inglesi e un Arabo, il suo preferito. Amava la campa...
12/02/2026

G. aveva una poiana e un falco, oltre a tre cavalli: due Purosangue Inglesi e un Arabo, il suo preferito. Amava la campagna e sporcarsi le mani; sudore e fatica non lo avevano mai spaventato. Da qualche mese, però, preferiva trascorrere le giornate in mezzo al mare.
Dopo anni aveva deciso di comprarsi un Grand Soleil 39, un’imbarcazione di vent’anni che lo aveva messo a dura prova, ma che ora, all’ombra della cappotta rinnovata, sembrava finalmente restituirgli soddisfazioni. Di vento non ce n’era; all’ancora in rada aveva stappato un verdicchio gelato e ne aveva versato un po’ in un bicchiere spesso da osteria, appoggiato sul tavolino da carteggio. Si accese una sigaretta e, sedendosi nel pozzetto, appoggiò i piedi sul timone, aprendo la cartellina verde che F. gli aveva infilato in borsa prima di chiudere la pasticceria. Avertiva la pressione salire: dopo trent’anni aveva deciso di rinnovare.
Diffusa la notizia, nel mese precedente la pasticceria era stata meta di progettisti, aziende di settore, banconisti e affaristi di ogni tipo. Aveva chiesto solo tre cose: sostenibilità dei materiali, autenticità, unicità. Lo aveva spiegato a tutti.
Voleva che il locale riflettesse, nell’architettura, le stesse qualità dei suoi prodotti: piccoli capolavori, senza presunzione, frutto di anni di pratica e studio della materia. Aveva pochi mesi per scegliere il progetto e non più di sessanta giorni per realizzarlo.
Aprì la cartellina: non si era sbagliato. Fuffa. Strappò gli elaborati e li gettò nel cestino. Volò via anche la cartellina; nel tragitto cadde un biglietto.
Est Platform.
Sul retro era stampato il volto di un suo vecchio amico. L’aveva visto il mese prima.
Gli aveva detto: «Ho aperto uno studio. Siamo io, un ingegnere e un architetto».
Però non si era proposto. Un caffè, due battute. Come sempre. G. prese il telefono.
«So che tu sai. Non fare finta. Hai qualche idea?». Sette mesi dopo, G. e il suo amico brindarono abbracciati all’inaugurazione. Dietro di loro, il nuovo logo di Lombardi e una parete in argilla stratificata: la torta diplomatica era diventato architettura.

“C’era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nellacampagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité,la t...
12/02/2026

“C’era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nella
campagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité,
la tranquillità. Se vivevi in questo villaggio, sapevi ciò che ci
si aspettava da te. Conoscevi il tuo posto nello schema delle
cose. E se ti capitava di dimenticarlo, qualcuno ti avrebbe
aiutato a ricordarlo. In questo villaggio, se vedevi qualcosa
che non avresti dovuto vedere, imparavi a guardare dall’altra
parte. E se per caso i tuoi desideri non erano stati soddisfatti,
imparavi a non chiedere mai di più. E cosi, nel buono e nel
cattivo tempo, nella fame e nelle feste, gli abitanti del villaggio
si mantenevano saldi alle loro tradizioni. Finché, un giorno
d’inverno, non soffiò uno irrequieto vento del Nord... .” [...]

IL DIPLOMATICO || concept
La versatilità è il paradigma di questo progetto che si
basa sulla radicale modifica dell’uso dello spazio. Due
banconi, uno per la pasticceria, i gelati e le consegne takeaway, l’altro dedicato alle colazioni, gli aperitvi e alle brevi soste. Nonostante tale disciplina funzionale (conveniente per la gestione del grande afflusso domenicale), il progetto architettonico si sviluppa in uno spazio continuo, dalle linee semplici subito percepibili, in armonia con le geometrie dei prodotti di pasticceria e con i toni naturali dei materiali selzionati per la realizzazione delle finiture e degli arredi (pietra, graniglie e intonaci in terra).La nuova sistemazione vuole comunicare al visitatore la genuinità delle materia prime, come insegna la tradizione della pasticceria Lombardi, unita al desiderio di rinnovamento
e ricerca che contraddistingue l’attività di questa
pasticceria.

ISPIRAZIONE || materiali
I materiali (pavimentazioni, elementi verticali, arredo), sono stati selezionati ispirandosi alle consistenze e alle cromaticità dei prodotti di pasticceria. La sinuosità delle creme, i cromatismi degli zuccheri, le stratificazioni delle torte diplomatiche hanno orientato le nostre scelte.
L’intenzione di restituire una matericità autentica legata alla natura e al territorio, ha ulteriormente indirizzato il progetto verso finiture legate alle terre e alle argille e ai toni neutri delle calci.

“Supera il passato. Libera il potenziale.”Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e si...
06/02/2026

“Supera il passato. Libera il potenziale.”
Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e silenzi, lo spazio iniziò lentamente a rivelarsi. La luce radente apriva scorci inattesi sulla città e sul golfo, anticipando una qualità del luogo che le immagini satellitari non avevano restituito.
L’area è accessibile sia da percorso pedonale sia da via VIII Marzo, con possibilità di accesso carrabile. Collocata su una quota privilegiata rispetto agli edifici scolastici adiacenti, si apre verso due orizzonti distinti: il Monte Conero a sud-est e il mare a sud-ovest.
Il lotto, oggi in stato di abbandono, ospita un fabbricato collabente destinato alla demolizione. Alle sue spalle il terreno risale di circa tre metri, formando una radura naturale che si attesta all’altezza del secondo piano della scuola, condizione ideale per definire l’imposta della nuova costruzione. Da questa quota l’orizzonte si apre, garantendo viste ampie e una favorevole esposizione solare sud-est/sud-ovest.Le indicazioni urbanistiche consentono la realizzazione di un edificio fino a quattro piani, con la possibilità di prevedere un ulteriore livello destinato a terrazza/rooftop ad uso esclusivo, sul quale collocare l’impianto fotovoltaico. È inoltre ipotizzato un piano interrato ad uso autorimessa, accessibile dalla quota dell’edificio esistente. Il ripristino di via VIII Marzo consentirà una gestione ordinata degli accessi e dei parcheggi, anche in superficie.Il progetto prevede una struttura antisismica in acciaio e cemento armato, ampie superfici finestrate e facciate in mattone faccia a vista. Gli alloggi, di circa 85 mq ciascuno, si articolano uno per livello, con giardino al piano rialzato e ampi balconi o terrazzi coperti ai piani superiori.
Il nome dell’edificio nasce da una storia della città: Wojtek, l’orso soldato della 22ª Compagnia rifornimenti di artiglieria del corpo polacco, arrivato ad Ancona durante la liberazione dal nazifascismo. Simbolo di forza, resilienza e rinascita, Wojtek rappresentò per la città il ritorno alla vita.

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“Supera il passato. Libera il potenziale.”Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e si...
06/02/2026

“Supera il passato. Libera il potenziale.”
Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e silenzi, lo spazio iniziò lentamente a rivelarsi. La luce radente apriva scorci inattesi sulla città e sul golfo, anticipando una qualità del luogo che le immagini satellitari non avevano restituito.
L’area è accessibile sia da percorso pedonale sia da via VIII Marzo, con possibilità di accesso carrabile. Collocata su una quota privilegiata rispetto agli edifici scolastici adiacenti, si apre verso due orizzonti distinti: il Monte Conero a sud-est e il mare a sud-ovest.
Il lotto, oggi in stato di abbandono, ospita un fabbricato collabente destinato alla demolizione. Alle sue spalle il terreno risale di circa tre metri, formando una radura naturale che si attesta all’altezza del secondo piano della scuola, condizione ideale per definire l’imposta della nuova costruzione. Da questa quota l’orizzonte si apre, garantendo viste ampie e una favorevole esposizione solare sud-est/sud-ovest.
Le indicazioni urbanistiche consentono la realizzazione di un edificio fino a quattro piani, con la possibilità di prevedere un ulteriore livello destinato a terrazza/rooftop ad uso esclusivo, sul quale collocare l’impianto fotovoltaico. È inoltre ipotizzato un piano interrato ad uso autorimessa, accessibile dalla quota dell’edificio esistente. Il ripristino di via VIII Marzo consentirà una gestione ordinata degli accessi e dei parcheggi, anche in superficie.
Il progetto prevede una struttura antisismica in acciaio e cemento armato, ampie superfici finestrate e facciate in mattone faccia a vista. Gli alloggi, di circa 85 mq ciascuno, si articolano uno per livello, con giardino al piano rialzato e ampi balconi o terrazzi coperti ai piani superiori.
Il nome dell’edificio nasce da una storia della città: Wojtek, l’orso soldato della 22ª Compagnia rifornimenti di artiglieria del corpo polacco, arrivato ad Ancona durante la liberazione dal nazifascismo. Simbolo di forza, resilienza e rinascita, Wojtek rappresentò per la città il ritorno alla vita.

“Supera il passato. Libera il potenziale.”Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e si...
06/02/2026

“Supera il passato. Libera il potenziale.”
Arrivato di prima mattina, scendendo lungo il sentiero immerso tra alberi e silenzi, lo spazio iniziò lentamente a rivelarsi. La luce radente apriva scorci inattesi sulla città e sul golfo, anticipando una qualità del luogo che le immagini satellitari non avevano restituito.
L’area è accessibile sia da percorso pedonale sia da via VIII Marzo, con possibilità di accesso carrabile. Collocata su una quota privilegiata rispetto agli edifici scolastici adiacenti, si apre verso due orizzonti distinti: il Monte Conero a sud-est e il mare a sud-ovest.
Il lotto, oggi in stato di abbandono, ospita un fabbricato collabente destinato alla demolizione. Alle sue spalle il terreno risale di circa tre metri, formando una radura naturale che si attesta all’altezza del secondo piano della scuola, condizione ideale per definire l’imposta della nuova costruzione. Da questa quota l’orizzonte si apre, garantendo viste ampie e una favorevole esposizione solare sud-est/sud-ovest.
Le indicazioni urbanistiche consentono la realizzazione di un edificio fino a quattro piani, con la possibilità di prevedere un ulteriore livello destinato a terrazza/rooftop ad uso esclusivo, sul quale collocare l’impianto fotovoltaico. È inoltre ipotizzato un piano interrato ad uso autorimessa, accessibile dalla quota dell’edificio esistente. Il ripristino di via VIII Marzo consentirà una gestione ordinata degli accessi e dei parcheggi, anche in superficie.
Il progetto prevede una struttura antisismica in acciaio e cemento armato, ampie superfici finestrate e facciate in mattone faccia a vista. Gli alloggi, di circa 85 mq ciascuno, si articolano uno per livello, con giardino al piano rialzato e ampi balconi o terrazzi coperti ai piani superiori.
Il nome dell’edificio nasce da una storia della città: Wojtek, l’orso soldato della 22ª Compagnia rifornimenti di artiglieria del corpo polacco, arrivato ad Ancona durante la liberazione dal nazifascismo. Simbolo di forza, resilienza e rinascita, Wojtek rappresentò per la città il ritorno alla vita.

“BEST of”. C’è sempre del buono anche nei mesi bui. Il nostro meglio  di settembre e ottobre.Teneva forte la scotta dell...
22/11/2025

“BEST of”.
C’è sempre del buono anche nei mesi bui. Il nostro meglio di settembre e ottobre.

Teneva forte la scotta della randa mentre con la mano destra impugnava la barra del timone. La bolina era perfetta e la rotta era quella pianificata.Lo scafo planava sull’acqua piatta, veloce, sbattendo sulla superficie delle piccole onde solo in occasione delle poche esitazioni del timoniere. Nulla lo distraeva, lo sguardo era fisso verso quel traliccio, il suo riferimento sulla terraferma, ma proprio quel perfetto equilibrio e assetto di navigazione portava il suo pensiero altrove, in una concentrazione che lo astraeva dall’atto pratico e lo conduceva in una speciale camera della mente. Qui, conservava aspirazioni, ricordi, preoccupazioni e tutte le sue elucubrazioni. Era in quei momenti, con il vento in faccia e il livello dell’adrenalina che saliva all’aumentare dei nodi, in cui riusciva a ripensare alla sua vita e a prendere energia solo dalle cose belle. E allora vedeva tramontare il sole sul Canal Grande, riassaporava l’ebbrezza di una cena e il calore dei suoi compagni d’avventura, riconosceva il valore di una visita all’ultima Biennale — nonostante i pareri negativi degli intellettuali dell’ultima ora — e sorrideva, convinto dei progressi dei suoi lavori, emozionandosi sempre per gli inizi.
Ad un tratto avvertì la barca rallentare: il vento era cambiato. Corresse la rotta, lasciando leggermente la randa, mosse delicatamente il timone verso dritta e sentì nuovamente gonfiarsi le vele e lo scafo riprendere la planata.
Capì che il mare dava sempre le risposte migliori.

“BEST of” mostra il meglio che capita ad Est Platform. Il peggio non interessa a nessuno!

“BEST of”. C’è sempre del buono anche nei mesi bui. Il nostro meglio  di settembre e ottobre.Teneva forte la scotta dell...
22/11/2025

“BEST of”.
C’è sempre del buono anche nei mesi bui. Il nostro meglio di settembre e ottobre.

Teneva forte la scotta della randa mentre con la mano destra impugnava la barra del timone. La bolina era perfetta e la rotta era quella pianificata.Lo scafo planava sull’acqua piatta, veloce, sbattendo sulla superficie delle piccole onde solo in occasione delle poche esitazioni del timoniere. Nulla lo distraeva, lo sguardo era fisso verso quel traliccio, il suo riferimento sulla terraferma, ma proprio quel perfetto equilibrio e assetto di navigazione portava il suo pensiero altrove, in una concentrazione che lo astraeva dall’atto pratico e lo conduceva in una speciale camera della mente. Qui, conservava aspirazioni, ricordi, preoccupazioni e tutte le sue elucubrazioni. Era in quei momenti, con il vento in faccia e il livello dell’adrenalina che saliva all’aumentare dei nodi, in cui riusciva a ripensare alla sua vita e a prendere energia solo dalle cose belle. E allora vedeva tramontare il sole sul Canal Grande, riassaporava l’ebbrezza di una cena e il calore dei suoi compagni d’avventura, riconosceva il valore di una visita all’ultima Biennale — nonostante i pareri negativi degli intellettuali dell’ultima ora — e sorrideva, convinto dei progressi dei suoi lavori, emozionandosi sempre per gli inizi.
Ad un tratto avvertì la barca rallentare: il vento era cambiato. Corresse la rotta, lasciando leggermente la randa, mosse delicatamente il timone verso dritta e sentì nuovamente gonfiarsi le vele e lo scafo riprendere la planata.
Capì che il mare dava sempre le risposte migliori.

“BEST of” mostra il meglio che capita ad Est Platform. Il peggio non interessa a nessuno!

Indirizzo

Via Bernabei, 37
Ancona
60121

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+393337341786

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