Operazione Prometheus

Operazione Prometheus Manifestazione softair ad inviti facente parte del sodalizio “Il Circuito”

In questo momento difficile si prova a pianificare il futuro e la nostra Operazione Prometheus in attesa che passi l’inc...
21/03/2020

In questo momento difficile si prova a pianificare il futuro e la nostra Operazione Prometheus in attesa che passi l’incubo.
G

E che 2020 sia!!!!
30/01/2020

E che 2020 sia!!!!

Un anno ricco di emozioni!
Ecco il menù di questo 2020!

Zarruele Softair Team
Diciassettesima Rangers
Indians Ascoli Soft Air Club
Compagnia Easy soft air team
Lupi Grigi Murmansk
1st Marsoc "Anaconda"
Tactical Team - softair - Como
Tunnel Rats - Softair Team
Predatori Modena
9 Incursori Softair
ASD LUPI DEL MONCENISIO
Black Wolves SoftAir Borghetto di Borbera
T.N.T. Torino

Mmm... Qui gatta ci cova!
29/09/2019

Mmm... Qui gatta ci cova!

Che ci siano novità nell’aria per il 2020?😱😱😱😱
19/09/2019

Che ci siano novità nell’aria per il 2020?
😱😱😱😱

Riconoscete questo posto?
25/02/2018

Riconoscete questo posto?

28/01/2018

Prometheus 2017 - La preparazione delle scenografie

Un altro avvincente debriefing... Vi ringrazio dal profondo del cuore per le parole spese, veramente splendide e toccant...
16/10/2017

Un altro avvincente debriefing...
Vi ringrazio dal profondo del cuore per le parole spese, veramente splendide e toccanti. Avete colto appieno lo spirito che ci anima, che lega gli Indians e che ha dato vita ad Operazione Prometheus e la vostra presenza ha valorizzato ancora di più il nostro evento.
Grazie 9° Incursori...
G

48 , le ore
2880 , i minuti
172.800 , i secondi
10 , i pasti secondo un buon dietologo
7.200 , le calorie consumate
15 , le ore di sonno
19 , le spine dei rovi che ho tolto dai miei piedi dopo la doccia al mio rientro a casa .
Questi pochi numeri indicativi non possono rendere l'idea di cosa sia stato confrontarsi con " Operazione Prometheus , Black Gold " evento appartenente all'organizzazione "il Circuito " ed organizzato dagli Indians Ascoli in collaborazione con la Compagnia Easy , ma di loro parleremo dopo .
La milsim di cuneo ha levato molte energie ed ha richiesto molta preparazione , i dieci giorni di differenza non ci hanno permesso di rifiatare al meglio , il materiale e le informazioni a nostra disposizione sono poche , quindi la sensazione che si ha riguardo questa 48h , almeno per me , è quella di non essere preparato al 100% , cosa che in piccola parte si rivelerà vera .
Partiamo giovedì intorno alle 22 , il buon spider purtroppo non è dei nostri , cause di forza maggiore l'hanno obbligato a rimanere nei box .
Dopo due orette di viaggio e ocelot che mi sveglia visto che mi ero addormentato alla guida , salvandoci da un bel confronto con un guardrail della superstrada , arriviamo in quel di Ascoli , dove una aitante ragazza sudamericana ci fa accomodare nella nostra “suit “ in un b&b vicino l’area operativa dell’evento , senza però rimanere ad intrattenersi con noi , cosa che delude molto la compagine della quale faccio parte.
Rileghiamo ocelot a dormire da solo visto il suo russare e ci riposiamo quelle poche ore che servono e la mattina alle 7 siamo in piedi , ricca colazione e si parte in direzione del punto d'infiltrazione.
Parcheggiamo le macchine e ci dirigiamo dall'organizzatore evento , Giulk degl'indians , per il debriefieng .
Gli operatori delle squadre a "spartan " sono tutti lì , carichi ed equipaggiati per l'evento e ascoltano le poche parole di giuck e bull , che non vogliono svelare niente , le direttive sono semplici : due ricercatori di una compagnia petrolifera sono stati rapiti da dei criminali locali , il nostro compito è accertarsi delle loro condizioni e documentare il tutto .
Pronti , check generale e si parte !
La prima tappa è il punto che abbiamo individuato per allestire il campo base dove lasceremo gli zaini ; da subito campiamo che il campo è di quelli tosti , costantemente in pendenza , con una vegetazione folta e un terreno umido a causa della gran pioggia dei giorni precedenti , inoltre i 15kg di zaino rendono il tutto più complicato , non permettendomi di spezzare il fiato .
Come prassi evitiamo sentieri e strade , optando per un percorso faticoso ma privo di rischi e che ci premia arrivando un ora in anticipo sulla tabella di marcia .
Allestiamo il campo base , prendiamo ciò che ci serve per essere operativi per almeno 20h e si parte in direzione dell'obj D , che si rivelerà un pozzo petrolifero , primo obbiettivo sulla nostra lista .
Ci appostiamo su di un altopiano , che a causa della folta vegetazione non ci permette di avere la giusta visuale , quindi ocelot e jager decidono di avvicinarsi per la recon e magari per provare un’azione diretta all'infiltrazione nel sito , cosa che accade puntualmente , quindi decidiamo di dividerci in due brick ( io , dumyo , black e la premiata ditta ocelot&jager ) in modo da poter svolgere contemporaneamente e più velocemente gli obbiettivi .
Noi partiamo in direzione del punto E, che si trova sul lato est della mappa , la marcia ci conferma ardua , il terreno massacra le articolazioni ma la voglia è tanta e in meno di 30 minuti copriamo il chilometro di distanza evitando la FIR di pattuglia e arrivando a ridosso dell'obj E , che si presenta ai nostri occhi come della tubature volte a controllare il funzionamento dei pozzi petroliferi.
In giro non si vede movimento ostile , quindi dumyo si avvicina con il suo passo felpato e controlla da vicino, non rivenendo nulla di utile alla causa , fotografa il tutto e decide di lasciare un biglietto da visita che segna il nostro passaggio .
Si sono fatte le 14.30 , mangiamo una cosa all'ombra della vegetazione proprio vicino all'obj e decidiamo di partire in direzione del punto B , nella speranza di avere maggior fortuna .
Durante la marcia la premiata ditta ( per comodità chiamerò così il brick composto da jager&ocelot) ci informa di aver trovato difficoltà ad effettuare la recon sul punto C , visto che la contro-interdizione sembra molto agguerrita , così agguerrita che sono stati obbligati a ripiegare dopo un breve ingaggio .
Durante l'avvicinamento per niente facile al punto B , arriva l'unico neo di questo fantastico evento : il ginocchio di black non ha recuperato dall'infortunio primaverile ed ogni passo che compie diventa uno stillicidio.
Intorno alle 17.30 raggiungiamo l'obj B , si tratta di una casa il cui accesso è rivolto verso nord .
Poco dopo il nostro arrivo sentiamo i rumori di un ingaggio proprio nei presso della casa ma arrivano due pattuglie della FIR a ristabilire la calma .
Decidiamo l'azione , a causa dei dolori al ginocchio lasciamo black a coprire la Parte a sud , mentre io e dumyo aggiriamo ad est lo stabile , inventandoci una strada che non esiste tra massi da scalare e rovi che graffiano come un unghia su di una lavagna .
Arrivato in posizione black ci comunica che un altra squadra spartan l'ha raggiunto ed è in procinto di attaccare l'obj .
Io rimango in copertura sulla strada d'ingresso , dumyo entra e viene raggiunto subito dall'altra squadra , raccoglie le informazione in loco e lascia un bigliettino da visita del nono , come educazione richiede in questi casi.
Ci ricongiungiamo a black e analizziamo il bottino : si tratta di una mail contenente tre nuovi obbiettivi ( una raffineria di droga , un deposito di stoccaggio e l'orario di un incontro tra un malavitoso e i suoi clienti ) e in contemporanea la premiata ditta è riuscita ad espugnare l'obj C , nel quale hanno rivenuto un ca****re che portava con se la stampa di una mail con dei nuovi obbiettivi ( un deposito di armi , una zecca clandestina e i dettagli dell'appuntamento del boss ).
Le ottime azioni sul campo , purtroppo vengono accompagnate da un'amara realtà : black non è in grado di proseguire ,
Il ginocchio sta iniziando a gonfiarsi a dismisura e purtroppo , il nostro compagno è obbligato ad esfiltrare !
Ci dividiamo nei pressi del punto B , sono le 19 , inizia a tramontare , io e dumyo ci dirigiamo verso l'obj A , l'unico obbiettivo che c'è stato consegnato in fase di debriefing che ancora non abbiamo svolto , e si trova a 1.20km di distanza in una zona servita da un sentiero sterrato in discesa , nella parte nord-ovest della mappa .
Imbocchiamo il sentiero e poco dopo arriviamo in una spiazzale dove un pozzo petrolifero p***a oro nero senza mai fermarsi , le guardie sono lontane e dumyo con il suo visore passeggia tranquillamente sul l'obj , lanciando biglietti del nono , anche l'obj A è andato !
Ritornando sul sentiero facciamo il punto è veniamo a sapere tramite whatapp che la premiata ditta è stata catturata , dentro di me già sento il peso e la colpa di non avergli fornito una storia di copertura credibile ...
Ci incamminiamo verso l'obj W che si trova sullo stesso sentiero del precedente ed è a poca distanza da noi .
Arrivati a 300 metri dalla nostra destinazione vediamo le torce della contro-interdizione illuminare la via , io e dumyo ci defiliamo verso l'alto , ma a causa dell'oscurità più totale facciamo rumore e mettiamo all'erta i nemici : dumyo mi lancia sulla sinistra del sentiero per poi riprendermi subito , visto che sotto di me c'era un burrone , quindi decide di rilanciarmi ma a destra , su di una salitina che ci fornirà maggiore copertura .
Facciamo trambusto ma comunque non riescono ad individuarci .
Fortuna vuole che siamo arrivati proprio durante il cambio di guardia , quindi le forze ostili sono in maggioranza e come se non bastasse , supportate da un'unità FIR .
Attendiamo il cambio cercando di restare nell'oscurità e facendo meno rumore possibile , appena la situazione ritorna alla normalità imbocchiamo la via per l'obj w che dista solo 60 metri da noi .
Sul tragitto troviamo una casetta dove viene raffinata la droga , gli altoparlanti sputano la sigla di narcos a tutto volume e il santino di Pablo Escobar si pavoneggia in bella vista nella sala .
La contro con le loro torce di dirigono verso di noi , dumyo non perde l'occasione per rilanciarmi sul lato del sentiero , in un dirupo pieno di rovi che per mia fortuna mi frenano da un brusco atterraggio, ma in compenso mi lasciano dei bei ricordi sulla pelle .
Attendiamo l'invenzione di marcia dei nostri nemici e dumyo fa irruzione , mentre io copro il sentiero , ma qualcosa desta l'attenzione dei nemici , che fanno subito marcia indietro e tornano verso di noi , avverto dumyo dell'incombenza e ci dividiamo , io risalgo dal sentiero , il mio compagno si posizione alle spalle della struttura .
Siamo divisi e gli ostili puntano verso di me , risalgo ancora il sentiero per mettermi a distanza di sicurezza , provo a contattare dumyo via radio ma non ottengo nessuna risposta , salgo e scendo il sentiero per tre volte , ma del mio coppio, nessun segno di vita .
Brancolo nel buio , in tutti i sensi , ma l'unico senso ancora attivo è l'udito e mi suggerisce l'arrivo di un veicolo alle mie spalle , mi butto dietro una pietra , poggio il Bonnie sul viso e mi faccio il segno della croce .
La Fir passa , tiro mezzo sospiro di sollievo , l'altra metà pensa che dumyo si stato catturato .
Attendo il ritorno del mezzo nella speranza di non vedere il mio compagno su di esso , ma l'istinto mi induce sempre alla stessa tattica : Bonnie sul volto e segno della croce !
La tattica paga , esco dal mio loculo e ritorno per la quarta volta in direzione della raffineria , dalla radio nessun segno di vita , finché non sento:
" ruben , do'c***ostai ?"cit . Dumyo .
Il ragazzo meraviglia è riuscito a sfuggire ai suoi aguzzini , recuperare il panetto di droga puro come da direttive della missiva e a posizionare l'immancabile biglietto , e trova pure il tempo per recuperare la mia borraccia nel dirupo dove mi aveva lanciato tempo prima .
Non smetterà mai di stupirmi !
È passata la mezzanotte, ci mettiamo in contatto con la premiata ditta che nel frattempo è stata giustiziata e rilasciata e decidiamo di ritornare al campo base per dormire un po' , la giornata è stata impegnativa , le gambe tendono ad andare per conto loro e comunque un chilometro e mezzo in salita prima di poter riposare non ce lo leva nessuno .
Arriviamo a destinazione , facciamo il punto sugli eventi della prima giornata ma non ho neanche le forze di ti**re fuori il sacco a pelo , che il dolce Morfeo già mi coccola come solo lui sa fare .
Sento caldo , apro gli occhi , è giorno e i miei compagni sono tutti già svegli , mi ritrovo dentro al sacco a pelo ma non mi ricordo quando e come ci sono entrato , sono le 9.00 ho fame e le gambe urlano .
Un panino mi rimette in moto , il sonno è servito , ma non è bastato , il jsoc risveglia i nostri sensi come solo lui sa fa , fende l’aria con un “ dai c***o , non siete operativi , muoversi !” e nell'arco di 30 minuti il tattico e già sulle nostre spalle , siamo pronti a ricominciare .
La premiata ditta si dirige verso i punti W e J , a me e dumyo toccano i punti K e Z .
Ci incamminiamo , ed è un cammino che parte subito in salita , una salite che le mie gambe e il mio fiato non vogliono sostenere , vado subito sotto pressione ma non ho tempo ne per lamentarmi ne per pensare a ciò , cercare di tenere il passo del mio coppio occupa tutte le mie energie .
Giungiamo sulla collina dove dovremmo trovare l'obj K , la zona e calda , si sentono le urla della asg presumiamo che gruppi di spartan e di ostili se le stanno dando di santa ragione ; restiamo occultati e concentrati sulla ricerca del nostro obbiettivo , battiamo tutti i quadranti della collina , ma non c'è nulla che somigli ad un obj , finché non notò un vecchio rudere bandellato , chiamo l'attenzione di dumyo e finalmente il cartello sulla costruzione ci conferma che anche l'obj K lo possiamo depennare dalla nostra lista .
Si riparte in direzione del punto Z , un deposito di esplosivi , che si trova a nord dell'obj E , il primo che abbiamo svolto nella giornata precedente .
Giunti meno di 60 metri dal nostro obiettivo , iniziamo la ricerca : dumyo si affaccia su di spiazzo aperto , non trovando nulla riprende il sentiero , io lo seguo a pochi metri di distanza , finché una raffica squarcia il silenzio alle mie spalle , mi giro e d'istinto rispondo al fuoco per 10 secondi ininterrotti mentre ripiego , mi apposto dietro un masso ma non vedo nessuno pararsi difronte a me.
Dumyo mi raggiunge e mi conferma che erano ostili , erano così vicini alla sua posizione che gli è stato possibile sentire il dialogo in cui uno di essi sosteneva di avermi sicuramente colpito , sarà stato lo spavento della raffica alle mie spalle ma non ho minimamente sentito nessun pallino centrarmi .
Riprendiamo la marcia alla ricerca dell'obiettivo, finché il sentiero non ci porta ad un vecchissimo edificio ovale fattodi pietra.
Come sempre io rimango in copertura e dumyo entra .
Al suo ritorno mi comunica di non aver trovato nulla nell'edificio , nel frattempo sentiamo passi muoversi verso di noi . Ci lanciamo in discesa dal sentiero , facciamo il punto carta e decidiamo di rientrare al campo base per mangiare e attendere la premiata ditta .
Il garmin 401 segna esattamente 135 metri in linea d'aria tra noi e gli zaini , sarà la stanchezza , sarà la voglia di non avere altre piacevoli sorprese , dumyo decide di attraversare il burrone per tornare al hq invece di intraprendere la strada dell'andata .
Ricordate quando ho detto che le gambe urlavano e il fiato non si spezzava in mattinata ?
Complice di ciò acconsento alle sue direttive .... non l'avessi mai fatto :
Camminiamo su di un letto di rovi e sterpaglia pronta a cedere in ogni momento , sotto di noi un volo di 3 metri .
la discesa è dura , graffia le caviglie e le mani , la sensazione è che da un momento all'altro si possa finire di sotto .
La salita , è peggio : bisogna trovare qualcosa al quale aggrapparsi , e solo i rovi ci possono aiutare , graffiando e bucando guanti e maglia , ogni punto d'appoggio per le gambe sembra pronto a cedere e nessun passo dona un senso di stabilità , per la prima volta in sette mesi che lo conosco , vedo dumyo in difficoltà .
Solo la stanchezza mentale e fisica ci permette di venirne fuori , facendoci realizzare una volta arrivati al campo base , la scelleratezza del gesto appena compiuto .
Come premio mettiamo a bollire l'acqua e in tre minuti i miei noodles piccanti sono pronti , li mangio come se mi fossero stati serviti nel miglior ramenbar di Fukuoka .
Questi si che mi rimettono in sesto , tornano le energie e in men che non si dica siamo già sul sentiero in direzione del punto Y , la zecca clandestina , decisi a finire gli obj a nostra disposizione .
Il tragitto è breve , l'obj sembra deserto , dumyo entra , raccogliamo le matrici come da missiva e in contemporanea veniamo contattati dalla premiata ditta : anch'essa ha svolto i due obiettivi di loro competenza ( il deposito di droga e l’incontro del boss con i clienti ) .
Decidiamo di rincontrarci al campo base per rimettere insieme le informazioni. Giunti a destinazione comunichiamo con il comando che ci informa che sull'obiettivo Z dovevamo collegare un detonatore all'esplosivo e far brillare il deposito ma né io Dumyo avevamo notato la presenza di suddetti elementi, inoltre si fa strada nella nostra immaginazione l'idea che uno dei ricercatori sia passato dalla parte dei fuorilegge , idea si fa largo nelle nostre menti vista la somiglianza tra il ricercatore e un elemento presente all’incontro al quale ha assistito la premiata ditta.
Tutti gli obiettivi sono stati svolti ma non per intero quindi dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire sui punti Z e W.
Sono le 18, ci rilassiamo prima dell'ultima tranches di gara , la stanchezza è tanta ma il traguardo è in vista così ci settiamo in modo da non dover tornare al campo base per la notte e partiamo tutti insieme per gli ultimi due obiettivi il primo della lista e l'obj Z.
Evitiamo di scavalcare per nostra fortuna il burrone e arriviamo in poco tempo all'obj Z .
Dumyo e jager rimangono in copertura fuori con i visori notturni io e ocelot entriamo e assembliamo l'esplosivo , foto e bigliettino da visita non si negano a nessuno .
Nell'uscire sentiamo dei passi, dumyo riconosce un'altra squadra Spartan in arrivo sull'obiettivo , ci diamo praticamente il cambio nell'entrare ed uscire ma appena imbocchiamo il sentiero delle torce puntano nella nostra di direzione, è la contro interdizione che ritorna , ci nascondiamo a bordo del sentiero , dumyo da solo , io , jager e ocelot l'uno sopra l'altro. I nemici ci passano accanto , puntano le loro torce verso di noi , ocelot intima a jager di far fuoco , quest’ultimo rimane statico ,come come una statua .
passano ,non si accorgono della nostra presenza , il jsoc ci rammenda l’utilizzo del sangue freddo , ocelot , gli ricorda che siamo il nono incursori , prima riduciamo il nemico allo stato di silenzio assoluto , poi facciamo le domande , ecco com’è vedere due generazioni a confronto .
Ci rimettiamo in cammino verso il punto W , dove si svolge l’incontro tra il boss malavitoso e i compratori , dobbiamo e vogliamo essere sicuri che l’ultimo ricercatore sia ancora in vita e si sia unito ai criminali .
La strada , tanto per cambiare , è in salita , una di quelle salite che finiscono di sfilettare i tuoi muscoli già provati da 36 ore fatica .Arriviamo in cima , ci cambiamo e aspettiamo le 24.00 , orario dell’incontro , non faccio in tempo a sedermi che già dormo .
Alle 23.15 il jsoc ci sveglia , decidiamo i luoghi dell’appostamento ,un cane continua ad abbaiare , ma non gli diamo peso , ci dislochiamo intorno alla strada e in men che non si dica , due fuori strada sono posizionati uno di fronte all’altro.
L’incontro dura poco meno di 10 minuti , non riusciamo ad essere sicuri al 100% che il ricercatore sia presente , ma tutto ciò che eravamo in grado di fare , l’abbiamo fatto!
Decidiamo di procedere all’esfiltrazione , nel scendere dalla montagna , troviamo una pattuglia della contro in attesa del cambio , sono otto operatori , ma solo uno attrae la nostra attenzione : urla cosi tanto che a 50/60 metri sembra che sia al nostro fianco .
Racconta barzellette che fanno ridere anche noi , parla benissimo del suo meccanico di asg , l’esimio “ due cap “ , che sta per “ due caricatori e il fucile sgrana “ , racconta dell’acquisto della sua asg , ma visto che lui non è uno scemo , ha aspettato che due suoi compagni di club procedesse all’acquisto e dopo averne appurato la validità , anche lui si è deciso all’acquisto .
il tutto descritto in un italiano perfetto e come già detto con un tono di voce veramente pacato.
Io e ocelot iniziamo a stancarci di questo sipario , cerchiamo di convincere il jsoc ad un’azione non proprio “ pacata “ , ma ci ricorda l’utilizzo del sangue freddo . finalmente effettuano il cambio , utilizziamo questo frangente per imboccare il sentiero in modo da non incappare in spiacevoli incontri , tiriamo dritti fino al campo base ,recuperiamo i nostri zaini e di li diretti al luogo d’esfiltrazione , dove ci aspettano cibo e bevande pronte a rifocillarci e , non per ultima , la coppia giulck&bull per il debriefing .
Svolta anche quest’ultima mansione , si son fatte le 6.00 di mattina , ci siamo meritati qualche ora di sonno . alle 9.00 ci regaliamo un giro per ascoli e una buona colazione a base di olive ascolane con variante al tartufo .
A mezzogiorno siamo a tavola per il pranzo d’aggregazione , siamo già seduti quando arrivano gli organizzatori , vengono accolti da un tripudio di applausi , doverosi visto ciò che sono stati in grado di creare e gestire per 48h consecutive.
Finito il pranzo , è il momento della premiazione , all’inizio di questo racconto vi ho promesso che avrei parlato degli organizzatori , ed è arrivato questo momento .
Parliamo di Giulk , visto che raramente le persone riescono a colpirmi al primo impatto ma proprio questo è accaduto : un omone dai connotati cordiali e gentili , trasuda quell’umiltà nei modi che non possono farti apprezzare persone come lui , è il primo a rimboccarsi le maniche , parla poco , ma si vede che preferisce far parlare le proprie azioni :
L’evento è nato come memoriale per un ragazzo che condivideva con noi la passione per il softair , ma che purtroppo non è più con noi , questo , ha creato una coesione in questo gruppo invisibile ad occhio n**o , ma tangibile in tutto ciò che creano con le loro forze , riuscendo a coinvolgere non solo gli appassionati di questa disciplina , ma tutte le persone che orbitano intorno , riuscendo a ti**re in ballo tutti , diventando una vera e propria comunità , che lavora , suda e gioisce insieme , come una cosa sola .
Sono riusciti a gestire un evento organizzato nei minimi dettagli :
-il campo selezionato è uno di quelli bellissimi e ardui allo stesso tempo , ma gestibile su un lasso di tempo di 48h
-Niente manie di protagonismo con missioni nelle quali gli operatori devono salvare il mondo dal male assoluto , si opta invece per uno scenario semplice e realistico : due ricercatori rapiti da criminali qualunque , bisogna rintracciarli senza mettere a rischio la propria vita , si hanno poche informazioni in nostro possesso e per una volta , niente sparatorie alla rambo .
-La contro-interdizione è stata semplicemente perfetta : ti lasciavano il tempo per svolgere la tua azione stealth ma al tempo stesso , se dovevano farsi sentire , non si faceva parlare dietro !
-Le scenografie coerenti con lo story telling e realmente funzionanti , non devi sforzarti ad immaginarle reali , lo sono per davvero ,i pozzi petroliferi ( simbolo dell’evento ) hanno fatto su e giu per 48h senza mai fermarsi
-Mai visto che alla fine di un evento, mi viene consegnato un voucher per una doccia in un complesso sportivo vicino al centro di comando
Mi è capitato di incrociare lo sguardo della moglie di Giulk mentre quest’ultimo parlava a fine evento ; i suoi occhi erano colmi di stanchezza , ma trasudavano soddisfazione e gioia nel vedere suo marito spendere splendide parole solo ed esclusivamente per le persone che hanno lavorato con lui .
ho visto una moglie orgogliosa di suo marito , una foto che lascia un sorriso e che porterò con me come esempio .
Infine è doveroso citare bull , della compagnia easy : la sua simpatia completava la figura di gliuck riuscendo a strappare una risata a chiunque , ma sotto la goliardia , si vede il carattere di chi lavora dietro le quinte e fa il lavoro sporco , come un buon mediano in una squadra di campioni .
Per chiudere Giulk , durante la fine del suo discorso , ha definito i partecipati all’evento come il meglio della scena del softair italiano , beh , se noi siamo il meglio , lui è riuscito a creare, a mio avviso , miglior evento al quale abbia mai partecipato ,ma al tempo stesso , il suo vero orgoglio deve essere quel gruppo e quella comunità che è riuscito ad amalgamare e dalla quale sicuramente , riceveremo ancora piacevolissime sorprese .

Well done guys , you are the best !

Continuano ad arrivare i debrefing dei team che hanno preso parte ad Op. Prometheus. Leggete quello degli amici Zarruele...
16/10/2017

Continuano ad arrivare i debrefing dei team che hanno preso parte ad Op. Prometheus. Leggete quello degli amici Zarruele... G

Dal diario personale di Ace, membro della PMC Zarruele.

Oggi è arrivato in sede una richiesta di missione dalla ASN:
verificare lo stato di salute di due ingegneri della Indian Oil Company che sono stati catturati da una organizzazione paramilitare negli stabilimenti situati in Marcuzistan.
Non è la prima volta che succede questo tipo di sequestro. La compagnia assicurativa preferisce pagare noi per evitare di corrispondere alle famiglie un risarcimento milionario.
L’incarico è accettato. Jack, Nox, Rico, Six, Muggio e io, Ace, siamo scelti per svolgere questo compito.
Ci prepariamo studiando la cartografia: il terreno non dovrebbe creare troppi problemi. Verifichiamo, inoltre, che in Marcuzistan le temperature in questa stagione sono di solito abbastanza miti.
Durante le sessioni di pianificazione in terra lombarda, prepariamo e studiamo, sin nei piccoli dettagli, un’ incredibile ma solidissima storia di copertura; in caso di cattura da parte dei paramilitari le probabilità di essere rilasciati sarebbero altissime…… anzi forse ci avrebbero pure aiutati a trovare i siti oggetto della nostra missione J.
Dopo un intenso ma costruttivo confronto tra il TL e il resto del Team, decidiamo di partire dall’installazione A quale punto di “start” per esplorazione dei 5 luoghi dove secondo noi le possibilità di trovare gli ostaggi sono più alte, ossia gli impianti della Indian Oil Company.
Prepariamo accuratamente e meticolosamente il nostro equipaggiamento consapevoli che la missione avrà una durata minima di 48 ore.
Partiamo con un piccolo aereo verso il Marcuzistan.
Atterriamo in un misero aeroporto di frontiera, nulla di più che una pista sporca con quattro baracche. Un nostro contatto nella zona ci fornisce 2 jeep nere per raggiungere l’area operativa. Qualche bustarella ci consente di arrivare al punto previsto per l’infiltrazione senza problemi. Nascondiamo gli automezzi. Ricontrolliamo l’equipaggiamento, togliendo i pesanti goretex perchè il tempo si preannuncia privo di precipitazioni.

Diamo inizio all’operazione.
La pattuglia prevede Jack e Muggio in avanscoperta, seguiti da Rico, Nox che fa da TL, Six che si occupa della cartografia e io che tengo la retroguardia.
Come da pianificazione, ci dirigiamo nel bosco verso Nord Ovest e dopo circa un’ora di cammino arriviamo nei pressi di una radura. Dal limitare del bosco possiamo vedere parte dell’impianto di estrazione, indicato come punto A, e sentire il vociare di alcune guardie. Aggiriamo il campo aperto per avere una visione più chiara dell’obj e della pattuglia di ronda. Riusciamo a posizionarci nella parte a Nord della radura, ai confini dell’AO, e ci mettiamo in osservazione. Dopo circa un’ora e mezza abbiamo un quadro completo dei movimenti della pattuglia e delle sue tempistiche. Io e Muggio lasciamo gli zaini al POA e ci avviciniamo al complesso di estrazione che si muove a regime. È davvero colossale. Lascia a bocca aperta.
Perlustriamo la zona attorno al macchinario, ma non troviamo traccia dei tecnici né altro di rilevante. Ci ricongiungiamo ai nostri compagni e ci dirigiamo verso Ovest per imboccare un piccolo sentiero che dovrebbe portare a Sud verso l’obj C. Purtroppo la vegetazione e la conformazione del terreno ci ostacolano e Nox decide di rischiare usando una carrabile che si dirige a sud per togliere dall’empasse la pattuglia. Pochi istanti e abbiamo il primo contatto con due tecniche che portano il cambio sugli obj ma il nostro avanzare è già coperto dal bosco lungo il tratto di sterrato. Altro tratto di carrabile, gli occhi sono aperti al massimo e dopo una decina di minuti, la coppia di scout, poco prima di una curva, sente della musica latina. I due prendono posizione ai lati del sentiero. Mentre Nox riflette sul da farsi, una pattuglia ostile si avvicina. Ci avrebbe individuato e così, con una breve raffica, Jack abbatte i 2 uomini.
Con cautela ci avviciniamo alla fonte del rumore. Proviene da un casolare in muratura a bordo del sentiero. Rico e Nox entrano, mentre noi facciamo sicurezza. Dopo pochi minuti Rico esce sorridendo tenendo in mano un panetto di quella che sembra cocaina. Nox lo segue, più serio, scuotendo il capo perché non è stata rilevata nessuna presenza dei tecnici.
Ci rimettiamo prontamente in marcia e poco dopo troviamo un piccolo sentiero che porta a Sud, così ci allontaniamo da quella zona calda. Anche le temperature e le pendenze minacciano le forze dell’intera pattuglia. Ma si va avanti!

Una volta lontani Nox ci ragguaglia: la casa sembrava essere un laboratorio per la sintetizzazione di droga e non c’era traccia alcuna degli ingegneri. In compenso la droga recuperata ci fornirà un bel gruzzolo al mercato nero.

Arriviamo presso un’altra carrabile dove incrociamo una pattuglia, che superiamo senza problemi. Ci infiliamo nella pineta sovrastante. Troviamo un buon punto dove riposare. Nox, però, vuole subito investigare nel vicino deposito C. Lasciamo gli zaini e scendiamo lungo il pendio verso l’obj. Ci sono le condizioni per entrare.
Io e Muggio teniamo sotto osservazione la pattuglia di difesa mentre gli altri avanzano. Probabilmente la pattuglia viene allertata da qualche rumore sospetto e ritorna sui propri passi, ma i nostri compagni riescono ad allontanarsi senza farsi vedere. Ci ricongiungiamo e ritorniamo verso i nostri zaini.
Prima di riposare, Nox ci informa che nell’obiettivo C è stato trovato un ca****re. Il volto tumefatto e l’assenza dei documenti non hanno consentito un riconoscimento sicuro, tutti noi sospettiamo si tratti di uno dei due tecnici.
Verso le 19, mangiamo prima di rifugiarci nelle bivvy per dormire fino all’1 di notte. Il riposo passa senza inconvenienti e poco dopo la sveglia siamo pronti a partire verso l’obj D.
Con qualche difficoltà, a causa dell’assenza di luna, arriviamo a una carrabile. Riusciamo a percorrerla fino all’imbocco di un sentiero. Lo seguiamo e raggiungiamo l’obj. Usciamo dal bosco e l’impianto di estrazione incombe davanti a noi come un minaccioso avvertimento di sventura. Ci dividiamo e ci avviciniamo da varie direzioni. Non incontriamo nessuno dei paramilitari né dei tecnici. Ci defiliamo verso Sud giusto in tempo per evitare i fari di una jeep che illuminano la zona. Una pattuglia scende a controllare l’impianto, ma noi siamo già lontani.
Facciamo sosta per una decina di minuti e poi, sfruttando la copertura delle tenebre, percorriamo oscuri sentieri sotto il monte Giammatura.
Arriviamo nei pressi della postazione E al sorger del sole. Scegliamo un punto lontano dalla strada per dormire qualche ora in modo da affrontare la giornata riposati.
A mezzogiorno siamo pronti a ripartire. Ci dirigiamo verso l’obj. Avvistiamo una pattuglia nemica che si allontana. Io e Six facciamo sicurezza mentre gli altri entrano. Sfortunatamente non trovano nulla di utile. Quindi ci sganciamo velocemente dal sito. Purtroppo la pattuglia nemica rientra e, sospettosa, inizia a muoversi circospetta. Noi riusciamo a nasconderci nella boscaglia e a sgattaiolare via verso l’ultimo obj in direzione Nord. Alle 18 circa, scelto un buon punto per la sosta, lasciamo gli zaini e ci dirigiamo alla volta di B passando attraverso il bosco.
Arriviamo in cima a uno sperone roccioso che ci permette di avere una buona visuale della zona ma che ci impedisce l’avanzata. Si tratta di una casa in mezzo a una valletta che sembra ciò che resta di una piccola cava. Studiamo con attenzione i movimenti della contro, la formazione della costruzione, poi decidiamo di agire. Jack e Six, rimangono in osservazione, mentre gli altri scendono verso l’edificio grazie alla perseveranza del TL che trova la via per scendere.
Muggio e Nox fanno sicurezza. Io e Rico entriamo. Notiamo subito un computer acceso in un angolo e non appena i nostri occhi si abituano all’oscurità scorgiamo una sedia avvolta da un groviglio di corde impregnata di sangue. Sappiamo di avere circa 15 minuti prima che la pattuglia ritorni, quindi cerchiamo informazioni utili. Sul computer troviamo una mail da uno dei due tecnici risalente a pochi giorni prima e prontamente ne stampiamo una copia. Fotografiamo tutto. Usciamo e, seguendo le tracce di sangue, cerchiamo il corpo dell’uomo torturato o ucciso che stava in quel locale. Non troviamo nulla. Poiché la pattuglia nemica sta ritornando, ci allontaniamo.
Raggiungiamo i nostri compagni e poi torniamo al rifugio.
Leggiamo attentamente la mail recuperata e scritta dall’ingegner David Trimble. Denuncia loschi affari: preparazione e compravendita di droga negli stabili della Indian Oil Company. Il tecnico fornisce nel suo scritto alcuni dati sulla raffineria (quella che abbiamo scoperto per caso) sui depositi e su un incontro tra i capi del traffico illegale.
Dopo un intenso e duro confronto interno alla squadra, decidiamo che la nostra missione si può definire conclusa. Purtroppo i due tecnici sono sicuramente morti. Abbiamo prove sufficienti a dimostrarlo, tra cui il panetto di cocaina.
Dormiamo qualche ora per affrontare riposati l’ultimo tratto del cammino ed esfiltriamo come previsto dopo mezzanotte.
Per raggiungere le jeep, siamo costretti a passare vicino all’obbiettivo B. Lungo il sentiero vediamo in lontananza le torce di una pattuglia. Cerchiamo di passare dal bosco, ma la vegetazione e l’oscurità ce lo impediscono. Quindi ci congeliamo sul posto e aspettiamo. La pattuglia arriva a pochi metri da noi senza vederci. A quel punto apro il fuoco e con una raffica abbatto tre dei quattro ostili. L’ultimo tenta timidamente di rispondere al fuoco, ma viene prontamente eliminato dal resto della squadra.
Raggiungiamo senza altri problemi le jeep, saliamo e ci allontaniamo nella notte.

È stata una gran bell’esperienza. Ultimamente si fatica a organizzare un evento di 48 ore. Questa avventura è stata un ottimo esempio di MSA. Bisogna ringraziare gli organizzatori che si sono impegnati per regalarci questo torneo di gran classe. La storia avvincente corredata da ottime scenografie hanno reso il torneo molto coinvolgente e soddisfacente. L’atmosfera, poi, che permeava il pranzo finale lo hanno reso indimenticabile. Grazie ragazzi!

Devo ringraziare anche i miei compagni di squadra, perché senza di loro non avrei partecipato a questa grande esperienza . Arrivavo da una situazione lavorativa difficile e molto impegnativa che non mi ha permesso di preparami al meglio non avendo potuto partecipare a tutte le riunioni di pianificazione. Loro sono riusciti a farmi stare al passo e spero di non aver recato intralcio alla squadra, ma di aver dato comunque un valido contributo. Grazie infinite !!

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