29/07/2026
🔵🦾 La Uil valuta positivamente l’impianto del provvedimento riguardante i poteri delle Autorità nazionali e l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nella formazione, ma chiede che venga rafforzato nei punti che incidono concretamente sulla vita delle persone.
L’attuale formulazione è infatti debole. E le norme sono efficaci solo quando esistono Autorità in grado di applicarle, con competenze definite, adeguato coordinamento e risorse sufficienti.
Senza una vigilanza pubblica solida, il rischio è che le tutele restino formali.
💼 L’introduzione dell’Intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro deve prevedere il coinvolgimento attivo delle lavoratrici, dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali comparativamente maggiormente rappresentative.
Nel lavoro nessuna decisione rilevante può essere affidata esclusivamente a un sistema automatizzato. Assunzioni, assegnazione delle mansioni, turni, carichi di lavoro, valutazioni, progressioni, sanzioni ed eventuali riduzioni dei livelli occupazionali devono restare sotto una responsabilità umana effettiva. Le lavoratrici e i lavoratori devono poter conoscere il ruolo svolto dall’algoritmo, comprendere le ragioni di una decisione e ottenere un riesame reale.
📌 Ecco perché la formazione è essenziale. L’accesso alle competenze non può dipendere dalla disponibilità individuale o dalle sole scelte aziendali. Deve diventare un diritto effettivo, esercitato durante l’orario di lavoro e senza costi a carico delle persone. Occorre garantire questo diritto anche ai lavoratori precari, part-time e a chi parte da una condizione di maggiore fragilità.
Anche nella scuola, peraltro, l’Intelligenza artificiale deve avere una funzione di supporto. Non può sostituire il docente, la relazione educativa, la libertà d’insegnamento o la responsabilità della valutazione.
‼️ Per la Uil, quindi il provvedimento è condivisibile, ma per essere efficace deve tenere insieme tre esigenze: Autorità capaci di vigilare, regole chiare nel lavoro e un investimento strutturale nelle competenze.
➡️ È questa la posizione espressa da Francesco Maria Gennaro, della segreteria generale dalla Uil, nel corso dell’audizione in ottava Commissione del Senato.