22/10/2026
I dati contenuti nel Rapporto annuale regionale INAIL 2025 restituiscono un'immagine della Puglia che purtroppo conferma i nostri timori.
Crescono le posizioni assicurative, che raggiungono quota 215.097, e cresce la massa delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, arrivata a 16,9 miliardi di euro. Ma alla crescita del lavoro non corrisponde ancora una crescita sufficiente della sua qualità, in particolare sul fronte della sicurezza.
I numeri non possono essere interpretati a cuor leggero, ma impongono una riflessione profonda. Nel 2025 le denunce complessive di infortunio in Puglia sono state 28.115, in lieve diminuzione rispetto all'anno precedente. Ma dietro questo dato apparentemente positivo ce n'è uno che va nella direzione opposta: gli infortuni mortali in occasione di lavoro sono passati dai 53 del 2024 ai 63 del 2025, con un incremento del 18,87%, mentre a livello nazionale sono diminuiti del 4,17%. Ancora più significativo, in tal senso, è il dato rapportato agli occupati: l'incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro raggiunge in Puglia 4,84 casi ogni 100mila occupati, contro i 3,69 della media nazionale, crescendo del 21,5% in un solo anno.
Non possiamo accontentarci di registrare una lieve riduzione degli infortuni complessivi quando aumenta proprio ciò che non dovrebbe aumentare mai: il numero delle persone che escono di casa per andare al lavoro e non vi fanno ritorno. Lo ripetiamo da anni: non sono numeri, sono vite spezzate. Zero morti sul lavoro non è uno slogan, ma l'unico obiettivo accettabile in un Paese civile che mette i diritti e la sicurezza al centro di ogni visione politica. E per raggiungerlo servono prevenzione, formazione, investimenti, più controlli e soprattutto una vera cultura della sicurezza.
Preoccupa anche il dato sulle malattie professionali. Nel 2025 le denunce in Puglia sono state 11.188, il 23% in più rispetto al 2024 e il 65,63% in più rispetto al 2023. Nello stesso anno i riconoscimenti sono stati 2.722, in diminuzione del 17,24% rispetto al 2024.
Anche questo è un fenomeno che merita un approfondimento specifico, perché la sicurezza non riguarda soltanto gli incidenti che fanno notizia: riguarda anche ciò che il lavoro produce nel tempo sulla salute delle persone. Lo sviluppo di un territorio non si deduce solo dalla quantità di occupati, ma dalla qualità del lavoro, che significa tenere insieme tre elementi fondamentali sicurezza, salario e diritti. E lo si fa ripartendo dalla contrattazione – di primo e di secondo livello - e dalla corretta applicazione dei contratti nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Andrea Toma - segretario regionale UIL Puglia