10/06/2026
Le immagini parlano più di qualsiasi parola
Vergogna!
Stadio Fanuzzi, ecco il “campo di patate” che accoglierà i Giochi del Mediterraneo 2026: l’ultimo atto di un fallimento annunciato
Inchiesta: Il degrado degli impianti sportivi di Brindisi – quinta puntata
Dopo aver documentato l’emergenza strutturale delle palestre cittadine – tra tetti che colano e inagibilità croniche – e la totale "disattenzione" degli impegni contrattuali da parte del Consorzio Nazionale Servizi (CNS) e della sua consorziata “La Pulita Srl” di Andria, la nostra inchiesta sposta oggi il focus sul simbolo dello sport brindisino: lo stadio Franco Fanuzzi, ubicato al quartiere Casale.
A due anni dall’avvio dell’appalto milionario da oltre un milione di euro l’anno, la situazione non è più solo preoccupante: è diventata un’ipoteca sulla reputazione della città.
Il Fanuzzi al bivio: da tempio del calcio a "campo di patate"
Le immagini scattate in data odierna, 10 giugno 2026, parlano da sole: il manto erboso versa in condizioni pietose. Quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello dell’impiantistica cittadina appare oggi come un arido “campo di patate”.
Eppure, la manutenzione ordinaria del rettangolo verde è, da oltre un anno, in capo alla società “La Pulita Srl” per conto del CNS.
Il paradosso è quindi lancinante se si pensa che il prossimo 21 agosto la città sarà sotto i riflettori internazionali per i XX Giochi del Mediterraneo. Le nazionali di calcio, maschili e femminili, scenderanno su quel manto erboso. In che condizioni?
È lecito chiedersi se l’amministrazione comunale abbia intenzione di intervenire con la dovuta fermezza nei confronti di un gestore che, stando ai fatti, forse non sta assolvendo ai propri obblighi contrattuali con la necessaria diligenza.
Un’inchiesta nel silenzio assordante
Questa è la quinta puntata di un viaggio nel degrado che ha svelato un libro di promesse mai mantenute: dalla sostituzione di 1000 lampade LED alla videosorveglianza, fino ai campus per giovani e anziani e alle palestre all’aperto e tanto altro ancora.
Eppure, a fronte di denunce circostanziate e documentate, regna un silenzio assordante. Con
l'amministrazione comunale che non ha mai dato nessuna risposta ufficiale.
Non sappiamo se il RUP e il DEC abbiano attivato le procedure di controllo, se siano state elevate sanzioni o se il contratto stia venendo semplicemente subìto anziché gestito.
il silenzio non è solo amministrativo, ma anche politico. L’opposizione, in questo scenario, appare inspiegabilmente silente, come se il diritto allo sport e la corretta gestione del denaro pubblico non fossero temi prioritari, liberi da ogni calcolo di opportunità.
Trasparenza, non eufemismi
Parlare di "situazione critica" è ormai un eufemismo. Quando un gestore si aggiudica un appalto milionario basandosi su un'offerta tecnica “migliorativa” che, nei fatti, si rivela quasi interamente disattesa, la credibilità dell’intero sistema entra in crisi.
Ci domandiamo: quanto ancora dovrà attendere la cittadinanza brindisina prima di vedere una gestione dell’impiantistica sportiva degna di questo nome? L'imminenza dei Giochi del Mediterraneo non è solo una scadenza sportiva, è un banco di prova per la tenuta istituzionale di Brindisi.
Dopo la quinta puntata, supportata da tante lamentele da parte di diversi cittadini, la nostra testata continuerà a monitorare lo stato di salute degli impianti sportivi, accendendo i riflettori su ogni singola inadempienza, nella speranza che, prima o poi, qualcuno si decida a rompere il silenzio e a dare le risposte che i brindisini meritano.