28/01/2026
Tre voci, una sola direzione: costruire con le mani, la testa e il cuore.
Oggi La Solida è il risultato di un dialogo continuo tra generazioni. Alla guida c’è Ivan e, accanto a lui, i figli Matteo e Marco.
Ivan ha sempre vissuto l’azienda come responsabilità verso le persone, prima ancora che come produzione.
“La famiglia che mi ero costruito è sempre stata al centro.” (Ivan)
Il passaggio generazionale è stato un percorso naturale, fatto di confronto, fiducia e crescita condivisa.
“Sono felice. Non è scontato che i figli vogliano seguire l’azienda del padre.” (Ivan)
Matteo è cresciuto tra officina e uffici, conoscendo ogni fase del lavoro e il valore del fare quotidiano.
“La parte più bella? Assemblare i pezzi. Vederli diventare qualcosa di complesso è bello.” (Matteo)
Per lui portare avanti La Solida significa garantire continuità e assumersi una responsabilità concreta.
Marco porta uno sguardo attento a qualità, finiture e relazione con il cliente, con l’obiettivo di migliorare senza snaturare.
“Vorrei un approccio più industrializzato, senza perdere la personalizzazione.” (Marco)
“È un’azienda dove si ragiona, si risolvono problemi, si trova sempre un modo per fare le cose bene. E questo, per me, è motivo d’orgoglio.” (Marco)
La responsabilità ritorna in tutte e tre le voci, come filo che tiene insieme persone, lavoro e futuro.
“Dal primo all’ultimo, per me c’è massimo rispetto.” (Ivan)
Se La Solida fosse una persona, oggi sarebbe affidabile, resistente, coerente, dinamica, duratura.
Un’azienda che cresce e cambia, ma resta fedele a sé stessa.
Perché l’eredità più importante non è un nome. È un modo di essere. Con le mani, la testa e il cuore.