Architettura Progetto Paesaggio

Architettura Progetto Paesaggio "natura" e "architettura"
possono convivere, nell'ottica di una reciproca tutela e valorizzazione!

Lo studio si occupa di progettazione integrata di "natura" e "architettura": realizza progetti privati e pubblici nei quali la natura e il costruito, la materia vegetale e minerale possano convivere, nell'ottica di una reciproca tutela e valorizzazione!

Cammina foreste urbane! Domenica 23 novembre torna l'iniziativa che ci porta ad attraversare aree verdi, parchi, boschi ...
23/11/2025

Cammina foreste urbane!
Domenica 23 novembre torna l'iniziativa che ci porta ad attraversare aree verdi, parchi, boschi urbani...
Una delle tappe sarà il parco con orti urbani di Via Spino, intitolato ad Emanuela Loi.
Sarà l'occasione, dopo quasi dieci anni dalla progettazione, per raccontarvi la genesi e l'idea di progetto che ha trasformato uno spazio verde anonimo, in un luogo di socialità...potenziandone gli aspetti ecologici....creando un nuovo paesaggio urbano in un area industriale/artigianale della città, attorno ad una nuova piazza verde.

28/09/2025

Kongjian Yu
Salutiamo, a nome dell’Associazione Italiana del di Architettura del Paesaggio, un amico, un collega, un grande progettista.
Grazie dell’intelligenza con cui hai guardato al paesaggio, per poi ricrearlo, reinventarlo integralmente, lasciandoci straordinarie realizzazioni, esempi da visitare, studiare, conservare, fra i frutti più importanti del nostro tempo.
Con le parole di Uta Mühlmann Zorzi: un gigante del pensiero.
Grazie di tutto
AIAPP

IFLA Europe

25/09/2025

20 settembre 2025
Alessio Boni è stato ospite di AIAPP per il 75°mo dell'Associazione, nel corso del Landscape Festival di Bergamo, Si ringrazia L'Eco di Bergamo per aver dato notizia dell'evento che si è svolto nella Sala dei Giuristi, in Piazza Vecchia, Bergamo (alta). E' stato un momento di grande qualità in cui Alessio Boni, attore sensibile ai temi del paesaggio e dell'ambiente ha dato voce ad AIAPP, con una straordinaria lettura pubblica di un racconto di Simenon e poi sviluppando un dialogo con il Presidente Andrea Cassone ed il Presidente di Aiapp Lombardia Simone Zenoni sul ruolo del paesaggista.

Aiapp Lombardia IFLA Europe



Main sponsor AIAPP
Heidelberg Materials Italia Giorgio Tesi Group Rain Bird Europe Platek Mapei SpA

Sostenitori 75° di AIAPP
Myplant & Garden LAB23 Santafiora Srl Diemmebi Benefit Company https://www.facebook.com/profile.php?id=61574628158101 Paysalia Alberto Rizzi

A seguire, nel pomeriggio, , main sponsor di AIAPP, organizza un seminario tecnico di approfondimento sull'uso delle pav...
09/09/2025

A seguire, nel pomeriggio, , main sponsor di AIAPP, organizza un seminario tecnico di approfondimento sull'uso delle pavimentazioni drenanti. Tecniche, casi-studio presentati da una delle aziende più all'avanguardia e sensibili agli impatti ambientali ed ecologici dei materiali impiegati nella costruzione e rigenerazione del paesaggio.

Info in locandina!

domani, 10 settembre, un incontro per ricordare due figure di paesaggiste fra le più significative, grandi pioniere dell...
09/09/2025

domani, 10 settembre, un incontro per ricordare due figure di paesaggiste fra le più significative, grandi pioniere della nostra professione: in occasione del 75° di AIAPP Architettura del Paesaggio ed in collaborazione con il Landscape Festival 2025.

A seguire, nel pomeriggio, , main sponsor di AIAPP, organizza un seminario tecnico di approfondimento sull'uso delle pavimentazioni drenanti. Tecniche, casi-studio presentati da una delle aziende più all'avanguardia e sensibili agli impatti ambientali ed ecologici dei materiali impiegati nella costruzione e rigenerazione del paesaggio.

Info in locandina!

10 settembre 2025 - Donne e Paesaggio
Elena Balsari Berrone e Maria Teresa Parpagliolo due figure femminili tra le più importanti del panorama dell’architettura del paesaggio Italiano del Novecento.
Aiapp Lombardia, nell’ambito del Landscape Festival e in occasione del 75° di AIAPP, vuole porre l’attenzione a queste due donne paesaggiste che con il loro ingegno e la loro opera sono state capaci, attraverso i numerosi progetti, di lasciarci una traccia al femminile di questa professione.
Balsari e Parpagliolo ci offrono uno sguardo e una memoria storica su un periodo dell’Italia che va dal primo 900 al post moderno, in cui fare l’architetto paesaggista non era facile.
La loro storia ha soprattutto una grande valenza culturale: ci insegna e ci porta a conoscere le radici di questa professione al femminile, ci parla di consapevolezza, dedizione e coraggio, ci avvicina a un mondo lontano, ma in qualche modo familiare, con il quale condividiamo oggi l’eredità per raccontarla soprattutto alle generazioni future.
Organizzazione scientifica: Chiara Balsari e Giuliana Gatti

Per maggiori informazioni (oppure per prenotazioni)
Cecilia Zanzi | 3495075102 – Giuliana Gatti | 3395669099
Indirizzo e-mail: [email protected]



Aiapp Lombardia IFLA Europe
https://www.facebook.com/ortobotanicodibergamo?locale=it_IT
Rete degli Orti Botanici della Lombardia

Heidelberg Materials Italia Giorgio Tesi Group Rain Bird Europe

09/09/2025

A Cascina Merlata, Milano, La prima mostra interattiva dedicata a Federica Galli.

In via Pier Paolo Pasolini, 3, abbiamo allestito, da un’idea e per .milano, alcuni degli Alberi Monumentali che con lungimiranza la nostra fondatrice ha realizzato a partire dall’inizio della sua carriera.

Qui riprodotti in scala espansa, per permettere di leggere segni e incisività.
Accompagnati dalla voce narrante di un giovane attore, Tommaso Bavestrelli, che riporta i testi del marito di Federica, Giovanni Raimondi, caporedattore al Corriere.

Installazione all’aperto e apprezzabile sempre fino al 39 novembre 2025.

...ripartiamo con chiarezza!Divulgando con sempre maggiore impegno i temi e contenuti in cui crediamo e nei quali abbiam...
29/08/2025

...ripartiamo con chiarezza!
Divulgando con sempre maggiore impegno i temi e contenuti in cui crediamo e nei quali abbiamo investito anni di studio, e professionalità!

Armiamoci e partite: tutti vogliamo un mondo più sostenibile ma nessuno vuole camminare a piedi...

In foto: Parco del Nastro Rosso, Cina (2007), progetto Turenscape.

I "3 punti necessari" sono principi fondamentali su cui dovremmo fondare il presente per avere un futuro vivibile. Lo definirei "Minimalismo Ecologico", per affrontare i temi più urgenti: le avversità naturali (sfide del clima e sicurezza sismica), i fabbisogni energetici (sfruttamento risorse e inquinamento), la minaccia ambientale (salubrità dell'aria, gestione dei rifiuti, ciclo delle acque).
L'architetto non può agire su tutto ma può fare la propria parte in ogni campo. La rigenerazione urbana è, quindi, il tema dell'architettura contemporanea, non un nuovo business per i più scaltri, ma un impegno della comunità degli architetti per contribuire a fronteggiare, secondo principi e valori etici, i temi incombenti, in nome della sostenibilità: sociale, economica e ambientale. Questi 3 punti descrivono un approccio minimo necessario per liberare le città dai predatori, sfruttando le possibilità dell'architettura.

1. Verde urbano:
L'obbiettivo di aumentare il verde in città è ormai condiviso da tutti, ombreggiare e ridurre il suolo impermeabile consente di migliorare il microclima urbano, riducendo le isole di calore. Inoltre, la città permeabile o "città spugna" consente di tamponare quei fenomeni estremi temporaleschi ormai sempre più frequenti. L'occasione offre enormi possibilità di progetti di spazio pubblico e architettura del paesaggio.
2. Sostituzione edilizia.
L'obbiettivo è di rendere sicuro ed efficiente il nostro patrimonio edilizio, a partire dalla sostituzione di tantissime costruzioni improprie e inadeguate. Sul patrimonio edilizio di qualità si interviene, ovviamente, con la ristrutturazione e il restauro. L'occasione offre enormi possibilità di architettura.
3. Mobilità sostenibile.
L'obbiettivo è di dotare le città di servizi pubblici di trasporto collettivo efficienti, unitamente alla realizzazione di aree pedonali, zone 30, ciclovie. L'occasione di liberare la città dalle automobili migliora la qualità dell'aria e offre tante possibilità per ripensare lo spazio pubblico e occasioni per il progetto di paesaggio.
Iniziamo da questo, con i fatti...

14/07/2025

IL VERDE È UN’INFRASTRUTTURA. TRATTIAMOLO COME TALE

Pianificare la foresta urbana non è semplicemente sostituire le piante abbattute, morte o non attecchite. Pensare in questi termini riduttivi significa confondere la gestione con la pianificazione, la contabilità con la strategia, il tappabuchi con il progetto. La cosiddetta "arboricoltura urbana" non è un’attività accessoria, ma una vera e propria infrastruttura verde, un sistema complesso da progettare, monitorare e far crescere nel tempo, come si fa con le reti idriche, i trasporti o le scuole.

La sostituzione delle piante abbattute è, semmai, una minima parte della gestione del verde, spesso legata a necessità puntuali o emergenziali. Ma la pianificazione delle aree verdi urbane richiede ben altro: un processo razionale e attivo, che parte da una visione a lungo termine, fondata su obiettivi ecologici, climatici, sociali e paesaggistici, e che si traduce in azioni coordinate anno dopo anno.

Significa programmare ogni stagione la messa a dimora di un numero adeguato di nuovi alberi, non solo per compensare quelli persi, ma per espandere consapevolmente la dotazione arborea del territorio. Significa chiedersi dove servono più ombra e meno isole di calore, dove la qualità dell’aria è peggiore, dove il suolo ha bisogno di essere protetto, dove manca biodiversità o dove un albero può diventare presidio di coesione sociale.

Una vera pianificazione tiene conto del patrimonio esistente — età, stato sanitario, distribuzione spaziale, valore ecologico — ma soprattutto anticipa il futuro: clima più caldo, eventi estremi più frequenti, maggiore densità urbana, pressione demografica. In questo senso, piantare alberi non è solo un’azione ambientale, ma un atto politico e culturale, che riflette le priorità e la maturità di una comunità.
Non basta più “mettere un albero dove prima ce n’era uno”. Occorre chiedersi se quella specie sia ancora adatta, se lo spazio a disposizione sia sufficiente per ospitarne lo sviluppo, se ci siano conflitti con le infrastrutture, se il sito consenta una buona gestione futura. Ogni nuovo impianto deve essere parte di un disegno coerente, supportato da risorse, professionalità e strumenti tecnici adeguati.

Il rischio, altrimenti, è un continuo rincorrere l’emergenza: sostituzioni frettolose, alberi che non attecchiscono, specie inadatte che dopo pochi anni devono essere nuovamente abbattute, cicli inefficaci che generano spreco, disillusione e impoverimento del capitale naturale.

Pianificare il verde di una città significa, invece, investire nel tempo: nei servizi ecosistemici, nella salute pubblica, nella resilienza urbana, nella bellezza dei luoghi. Significa operare secondo criteri di equità territoriale — portando verde anche nei quartieri più fragili e marginalizzati — e adottare strategie basate su dati, monitoraggi e conoscenze scientifiche.

In questo quadro, strumenti come i piani del verde, le strategie locali per la forestazione urbana, i bilanci arborei o le valutazioni ecosistemiche non sono orpelli burocratici, ma elementi fondamentali per dare continuità e visione all’azione pubblica. Senza pianificazione, ogni albero è solo un gesto isolato; con una pianificazione seria, ogni albero è un nodo di una rete viva, in crescita, al servizio della collettività.

Perciò è urgente superare l’idea che “fare il verde” significhi rimpiazzare quello che si è perso. Conservare non basta più. Dobbiamo moltiplicare, diversificare, adattare e proteggere. In un mondo che cambia rapidamente, la foresta urbana deve diventare un’infrastruttura attiva, distribuita e adattiva. E ogni amministrazione locale dovrebbe assumersi la responsabilità di pianificare oggi ciò che darà ombra domani.

...non solo estetica...I dettagli fanno la differenza, è vero!..ma é la sostanza che conta: lo spazio pubblico deve esse...
27/06/2025

...non solo estetica...
I dettagli fanno la differenza, è vero!..ma é la sostanza che conta: lo spazio pubblico deve essere, prima di tutto, accessibile, sicuro...garantire a tuttə i cittadini che lo attraversano, che lo vivono...di poterlo fare in autonomia!

Indirizzo

Via Gianbattista Battista Moroni, 65
Bergamo
24122

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