30/09/2024
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CASA. A BOLOGNA MENO SFRATTI NEL 2023: "MA PROBLEMI NON RISOLTI" UNIONE INQUILINI: CALO PER TURISTIFICIO, NON PER MIGLIORI CONDIZIONI .
(DIRE) Bologna, 28 set. - Nel 2023 a Bologna sono diminuiti gli sfratti in modo "significativo". Un calo che però non aiuta a risolvere i problemi. Anzi, è proprio lo specchio di una situazione critica. A sostenerlo è Michele Cirinesi, segretario dell'Unione INQUILINI di Bologna, commentando i dati diffusi ieri dal Viminale. I numeri "ci dicono che nella città di Bologna c'è un calo significativo degli sfratti- commenta Cirinesi- la morosità e finita locazione, nel 2023, ha interessato in città e provincia 574 sfratti, con un calo rispetto all'anno precedente del 25,97%. Le richieste di esecuzione sono state 2.791 con un calo del 30,29%. Mentre le esecuzioni sono state 465 con un calo del 23,77%". In queste statistiche, però, "non vengono inseriti gli sgomberi di occupazioni abitative e gli abbandoni senza preavviso". Secondo Cirinesi, si tratta di "dati che conforterebbero se venissero guardati superficialmente". Secondo l'Unione INQUILINI, infatti, il calo degli sfratti a Bologna "non è dovuto al miglioramento delle condizioni di vita, ma al contrario alla continua trasformazione liberista della città e allo sfaldamento del senso di comunità che ha sempre contraddistinto Bologna". In particolare, il sindacato punta il dito contro la "trasformazione della città, una volta prevalentemente industriale o manifatturiera, in un turistificio ad uso consumo delle multinazionali e delle piattaforme, che hanno drenato appartamenti e risorse alla cittadinanza e a qualsiasi idea di città come luogo di comunità con senso civico di appartenenza". A questo si aggiungono il "costante calo dei salari rispetto all'inflazione e al costo della vita, e l'aumento della precarietà lavorativa".
L'Unione inquilini di Bologna sottolinea poi che "sono ancora centinaia lavoratori e cittadini che si trasferiscono nella nostra città in cerca di casa e che non trovano soluzioni- sottolinea Cirinesi- se non 'stanze' e occupazioni fatiscenti, con la speranza di una sistemazione migliore o di potersi congiungere con i propri affetti e familiari". Per il sindacato "tutto ciò va fermato. Facciamo appello a tutte le forze sindacali, politiche e al mondo dell'associazionismo a continuare, come stiamo facendo con il social forum sull'abitare anche a livello territoriale, dopo quello nazionale, a elaborare proposte per il diritto all'abitare e alla città per coinvolgere le Istituzioni, che devono rappresentare gli interessi dei cittadini e non della finanza". Secondo l'Unione inquilini di Bologna, in sostanza, "dobbiamo resistere all'attacco liberista di finanziarizzazione vuota ed inutile, se non per pochi ricchi, per tutta la cittadinanza bolognese". Da qui l'invito a costruire sotto le Due torri anche una "manifestazione unitaria per il diritto all'abitare e alla città, nell'ottica della proposta 'Vuoti zero', che il social forum sull'abitare sta lanciando a livello nazionale". (San/ Dire)