15/05/2026
«Gabbia su fondo arancio n. 2»
1963-1973 c.a.
Tecnica mista su carta litografica
Cm 40 x 70
Firma in basso a destra (Boy)
In questa composizione di Giuseppe Boy la città appare come un paesaggio sospeso tra costruzione e dissoluzione, tra memoria urbana e visione astratta. Al centro domina, un edificio simile a una gabbia, costruito attraverso una f***a rete di linee ortogonali e diagonali, che emerge solitario in uno spazio quasi deserto, lasciando sullo sfondo una città costituita da un agglomerato di case basse e frammentate, ridotte a sagome essenziali. Il vero fulcro del dipinto, come evidente, è costituito dalla gabbia, la quale non è soltanto un edificio, sembra piuttosto un simbolo della modernità che avanza, una presenza geometrica che si impone sul tessuto fragile e disordinato della città circostante, la quale, a sua volta, non appare vitale o trionfante, ma è invece attraversata da una sensazione di precarietà, accentuata dalle travi sparse e dalle linee che percorrono il terreno come tracce instabili di un ordine ancora incompiuto. L’atmosfera complessiva è fortemente segnata dalla luce calda e irreale del cielo, dalle tonalità arancio, ocra e rossastro, che conferiscono all’opera una dimensione visionaria e malinconica, lontana da ogni descrizione documentaria del paesaggio urbano, che rimane riconoscibile, ma viene progressivamente ridotto a struttura, ritmo lineare e tensione costruttiva.
È proprio in questo equilibrio tra realtà industriale e visione poetica che il quadro trova la sua forza espressiva più originale.