03/01/2026
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo di Candida.
Traduzione e commento della bolla di costituzione:
La Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo di Candida rappresenta uno dei principali riferimenti religiosi e identitari del territorio comunale. La sua fondazione, risalente al 1540, è espressione della devozione collettiva della comunità di Candida, che ne promosse l’edificazione quale fulcro del culto mariano locale. Nel corso del XVIII secolo, a causa del progressivo deterioramento strutturale, l’edificio versava in condizioni tali da rendere necessario un intervento radicale: nel 1769 fu pertanto oggetto di un importante restauro e arricchito con marmi e apparati scultorei grazie all’azione congiunta dei canonici del collegio della ca****la e dei cittadini delle terre di Candida, a testimonianza del duraturo e profondo legame tra istituzione ecclesiastica e comunità civile.
Il fondamento giuridico e istituzionale dell’organizzazione ecclesiastica locale è attestato da una bolla vescovile emanata da Silvio, per grazia di Dio e della Sede Apostolica Vescovo delle Chiese unite di Avellino e Frigento, datata 23 aprile 1533, nel terzo anno del suo episcopato. Il documento si inserisce nel più ampio processo di razionalizzazione delle strutture ecclesiastiche diocesane, finalizzato a garantire un ordinato esercizio del culto e una più efficiente amministrazione dei benefici ecclesiastici.
Nella bolla, il vescovo dichiara di accogliere una petizione presentata da autorevoli esponenti dell’aristocrazia feudale e della società locale: Artale de Cardona, Conte di Avellino e Galliano e Marchese di Padula, sua moglie Maria de Cardona, la madre Susanna, nonché l’Arciprete di Candida Carlo Ferrari e alcuni notabili delle terre di Candida, tra cui il notaio Luigi Ferrari, Antonio e Pasquale Giustizieri e Angela Candida. Tale convergenza di interessi civili ed ecclesiastici evidenzia il ruolo centrale della comunità locale nella definizione dell’assetto religioso del territorio.
La richiesta riguarda l’unione, l’annessione e l’incorporazione di numerose chiese rurali presenti nel territorio di Candida e nel suo distretto, molte delle quali prive di una stabile cura pastorale. Il vescovo dispone che tali chiese vengano organizzate in un collegio articolato in cinque porzioni, ponendo l’Arcipretura quale nucleo principale e sede della celebrazione continua della liturgia divina.
Tra le chiese interessate figurano Santa Maria Maggiore, Santa Maria della Ca**tà, San Giovanni del Lauro, Sant’Angelo, Sant’Andrea, Santa Sofia, Santa Candida, San Giacomo di Salsula, San Nicola di Castro Serrae e San Elia, tutte profondamente radicate nel tessuto religioso e territoriale della baronia di Candida. Tre delle porzioni risultano soggette al diritto di patronato del Conte di Avellino, mentre le restanti vengono affidate a ecclesiastici ritenuti idonei dall’autorità vescovile, secondo un sistema di presentazione e conferma che bilancia prerogative feudali e competenze episcopali.
Particolare rilievo assume la terza porzione, comprendente i benefici dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria, della Santa Croce, della ca****la delle Sante Lucia e Caterina nella chiesa di San Ippolito di Altavilla e della chiesa di Santa Maria di Cristarelli nei Casali di San Stefano. Essa è posta sotto il patronato di famiglie e notabili di Candida, ai quali è imposto l’obbligo simbolico e liturgico dell’offerta annuale di candele votive, quale riconoscimento formale del diritto di patronato e del sostegno materiale al culto.
La bolla stabilisce infine che, pur nell’unione delle chiese rurali all’Arcipretura, debbano essere rigorosamente rispettate le volontà dei fondatori, assicurata la corretta amministrazione dei beni e garantita un’adeguata assistenza pastorale, mediante la copertura delle spese necessarie al mantenimento di ciascun edificio sacro.
Il documento, sottoscritto e autografato dal vescovo e munito di sigillo episcopale, costituisce una fonte primaria di straordinaria importanza per la ricostruzione della storia ecclesiastica e istituzionale del Comune di Candida, attestandone la centralità nel contesto diocesano e il ruolo attivo della comunità locale nella definizione e nel sostegno delle strutture religiose del territorio.