Alcuni anni fa conoscemmo un vecchio artigiano che amava moltissimo il suo lavoro, e svolgeva un mestiere che non solo non avevamo mai visto fare prima, ma dì cui non avremmo più sospettato l’esistenza o meglio la persistenza nell’era contemporanea di questo “nostro Occidente”. L’artigiano fabbricava mattoni fatti a mano: uno ad uno lì formava, ed uno ad uno li depositava al suolo, e sembrava la c
osa più semplice e più naturale del mondo. Da lui abbiamo appreso molte cose prima fra tutte la competenza e la tecnica di un mestiere che va scomparendo e l’amore per questo lavoro. La Fornace Cellenese nasce e si sviluppa in quella che oggi si chiama “Valle dei Calanchi”, che altro non è se non una valle di creta. In questo angolo della Tuscia compreso fra la valle del Tevere e i monti Cimini, come recenti scoperte hanno attestato, venivano fabbricati i laterizi impiegati per le costruzioni dell’antica Roma, dove arrivavano trasportati con grandi chiatte lungo il fiume. Come allora, alla creta aggiungiamo solo acqua e lavoro, una competenza antichissima che ci unisce alla tradizione della nostra terra e alle sue risorse. L’asciugatura è naturale: sole e vento. La cottura avviene in un forno a legna, alimentato per tre giorni e tre notti senza interruzione. Il prodotto finale è il nostro cotto: manufatti da secoli sempre uguali nella forma ma unici nei particolari e nel calore del materiale che si plasma sotto la mano dell’esperto “fornaciaro”. Particolare cura viene messa nella scelta delle crete, assolutamente prive di impurità per evitare difetti e garantire il loro uso sia all'interno che in ambiente esterno, incorruttibili e resistenti al gelo o alle intemperie.