01/03/2018
Secondo il "Rapporto annuale 2014" redatto dal Centro di Coordinamento RAEE, nello stesso anno sono
state prodotte, solo in Italia, circa 757.000 tonnellate di rifiuti da elettrodomestici, di cui solo una parte pari a circa 162.000 tonnellate è stata smaltita correttamente. Questi numeri non possono lasciare tranquilli, soprattutto se si prendono in considerazione le parole di Bernardino Albertazzi, giurista ambientale, e di Paolo Paoli che in "Guida alla gestione dei Raee, delle pile e dei centri di raccolta" (edita da Ipsoa Indicitalia nel 2011) dichiarano che .
Perché riparare, dunque?
Perché è una scelta sostenibile
Riparare è sinonimo di proteggere e di provvedere; è prendersi cura di qualcosa, restituire agli oggetti il loro antico splendore, permettere loro di durare più a lungo, rendendo meglio.
Recuperare un elettrodomestico significa contribuire a ridurre i rifiuti: ferro, alluminio, oro, vetro,plastica, argento e rame potrebbero essere riciclati, ma cloro, fluoro, carburi e mercurio (giusto per fare degli esempi), nocivi, rimarrebbero di difficile gestione.
Riparare significa risparmiare tempo e denaro.
Riparare è l'espressione di uno stile di vita. Quello di chi crede nei valori del riciclo e della sostenibilità, del riuso e del recupero, del prendersi cura e del non arrendersi.
Credo nella Green Economy, il modello di sviluppo
economico che tiene conto dell'impatto ambientale. Secondo uno studio di Symbola Unioncamere (www.symbola.net), il 74% dell'opinione pubblica considera la Green Economy un reale nuovo modo di fare impresa, economia e società.
Io con Riparaitalia mi sento parte di quel 74%.
Riparare è rinnovare. Ma è anche, e soprattutto, innovare.