08/04/2026
𝐿'𝑜𝑚𝑏𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜
L'opera affronta il tema millenario del rapporto tra luce e tono, esplorandone le qualità intrinseche attraverso una dimensione di scandaglio interiore e di 'extra-località' del soggetto: un territorio in cui si incontrano visione e visionarietà. Quest'ultima è intesa non solo come espressione delle pulsioni inconsce o scarto dalle norme ottiche, ma come ampliamento delle possibilità del visibile, inteso come 'eccesso' e allargamento del campo pittorico e simbolico.
In questo contesto, l'aspetto iconico dei lavori oscilla tra pulizia formale e pan-materismo. La vocazione dell’autrice verso il monocromatismo — o verso una tonalità timbrica d'impianto che gerarchizza armonicamente le modulazioni cromatiche — diviene espressione di un duplice rigore: una ricerca di equilibrio, ma anche una presa di distanza da un’inquietudine profonda. Quest'ultima, nelle ampie dilatazioni prospettiche verso orizzonti lontani e increspati, trova una propria disciplina formale che ne modula i moti pulsionali. Al contrario, la visione frontale di alberi e vegetazione infonde un rigore rasserenante e una contemplazione quasi metafisica. Qui la pulizia del segno rivela l'altra faccia di un’astrazione che resta nella rappresentazione, collocandosi nella migliore tradizione meditativa di ascendenza morandiana.
Amedeo Anelli