08/08/2022
Lavare il muro prima di ripristinare gli intonaci?
La risposta è: NO, vediamo perché:
A seguito della demolizione dell’intonaco preesistente (in facciata o negli interni), è una prassi, ormai consolidata (talvolta prevista negli elaborati progettuali), quella che prevede il lavaggio massivo della muratura, messa a n**o, con sistemi ad alta pressione (idropulitrice), finalizzato alla rimozione delle polveri e residui di intonaco nonché per la solubilizzazione di patine o croste saline.
Considerando che l’acqua, con la sua azione chimica e fisica, è il maggior agente degradante per i materiali da costruzione, qualora venga dosata in quantità rilevanti e a pressione sulla muratura esposta, soprattutto su apparecchi murari realizzati con pietre o mattoni porosi e assorbenti, ne comporta l’alterazione dell’equilibrio igrometrico, che verrà ristabilito in tempi che, spesso, sono successivi alla realizzazione dell’intonaco.
I flussi evaporativi, generati dall’umidità di lavaggio, si propagano, dal nucleo murario, sul nuovo intonaco e strato pittorico, provocando, nell’immediato, il degrado a carico del rivestimento (macchie, esfoliazione della pittura, efflorescenze saline) – Figure numero 1 e 2.
La stessa Norma UNI EN 13914: 2016: progettazione, preparazione e applicazione di intonaci interni ed esterni – parte 1° intonaci esterni, per ciò che concerne il trattamento delle superfici prima della realizzazione del nuovo intonaco, prevede: polveri, sali ed efflorescenze devono essere rimossi mediante spazzolatura a secco (usando spazzole con setole non metalliche), nonché, ad avviso dell’autore, utilizzando, anche, getti di aria compressa.
Prima dell’applicazione dell’intonaco, la muratura deve essere inumidita (non lavata) al fine di evitare l’eccessivo assorbimento, da parte del supporto, dell’acqua di impasto della malta.