Insieme per Ghemme

Insieme per Ghemme Parliamo di Ghemme, dei suoi problemi e di ciò che servirebbe ai ghemmesi; creiamo eventi ed iniziative culturali, di formazione e divertimento in paese.

Questa pagina è un luogo libero in cui i residenti di Ghemme possono scrivere commenti, idee e proposte per il paese; Insieme per Ghemme ha due propri rappresentanti in consiglio comunale, che trasformeranno le suddette idee in richieste per il Comune e che si impegneranno affinchè tali richieste trovino compimento. Insieme per Ghemme è anche un gruppo aperto, a cui tutti possono partecipare attiv

amente. Su questa pagina verranno anche caricate informazioni utili per chi abita a Ghemme ed aperti temi di confronto e discussione. L'amministratrice della pagina Fb Sabrina Marrano

11/06/2026

Sul futuro della piscina si é scritto molto e forse è il caso di dire anche la nostra. Prendiamo spunto da alcune conssiderazioni del Vice Sindacoche ne ha parlato sui social.
Abbiamo pensato a un miraggio perchè il recente comunicato social sulla piscina del Vice Sindaco lascia senza parole. Laddove afferma che il loro impegno continua senza sosta per il recupero della piscina viene da chiedersi dove, come e quando si sono impegnati veramente.
Quando, poi, dice che politici e tecnici stanno esplorando ogni strada possibile viene un pò di nervoso. Che fine ha fatto allora il progetto di valorizzazione e potenziamento dell’offerta di servizi per il tempo libero e lo svago dell’amministrazione di “Insieme per Ghemme” molto ben sviluppato da Giuliano Nicola? Ma anche che fine ha fatto il buon progetto di recupero strutturale dell’impianto voluto dall’Amministrazione Temporelli a firma dell’Ing. Zolesi?
Poi il Vice Sindaco afferma di aver toccato con mano l’abbandono e dice che sarebbero, loro, i primi a non accettarlo. Ma allora perché in due anni non hanno curato che il degrado non aumentasse? Perché non hanno pensato a una gara di assegnazione degli interventi almeno conservativi?
E’ proprio antipatico giustificarsi parlando di momento storico, poco invitante ed interessante agli investimenti privati, visto che non hanno neppure provato con i metodi efficaci a cercare investitori.
Sempre il Vice Sindaco lamenta che non ci sono soldi comunali da investire. Meno male se no li sprecherebbero. Perché il Comune non ci deve mettere un euro. Ammette che ci sono altre priorità che peraltro non perseguono, nonostante ci sia una ditta incaricata a trovare finanziamenti che però non ci risulta sia stata coinvolta.
La strada, infine, del bando dedicato é tutta da valutare perché, quasi sempre, è richiesta una compartecipazione economica del Comune. Se poi ci sono altre priorità pazienza.
Che la fortuna ci assista......

08/06/2026

Qualche giorno fa, su "Sei di Ghemme se", sono apparse notizie che ci hanno indotto a fare alcune precisazioni. Facciamo riferimento ad alcuni interventi di Andrea Rappo, del Sindaco e del Vice Sindaco, aventi per tema la gestione della festa del vino. Quanto segue è per la dovuta chiarezza verso i Ghemmesi. Chiarezza che riteniamo essere nostro preciso dovere.
Dunque Andrea Rappo trae spunto da una nostra comunicazione social in cui tra l’altro si afferma la nostra netta contrarietà alle modalità della festa del vino degli ultimi anni. Si fa riferimento, in particolare, all’edizione 2025 fatta con il parere negativo di Polizia Locale e Ufficio Tecnico Comunale e ancor più all’edizione 2026 fatta, addirittura, con il parere negativo del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.
Gli risponde il Sindaco che lo invita a “non credere alle favole scritte da insieme per Ghemme”. Dopo di che lo invita nel caso avesse bisogno di chiarimenti di rivolgersi direttamente a lui.
Caro Sindaco non siamo favolisti ma cronisti. Fatti non parole. Gli atti ci danno ragione. Lo sanno sia il Prefetto, sia il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Ma questo lei, Sindaco, lo sa già.
Il Vice Sindaco, poi, fuori contesto parla di qualcuno che starebbe rasentando la diffamazione. Così per portare acqua al mulino del Sindaco, fa un mezzo autogol. Infatti, lui uomo dei social, é recente il suo intervento sulla piscina comunale, dà un consiglio a Rappo. Gli dice di utilizzare i canali istituzionali per ricevere le informazioni vitali dal Sindaco. Dice proprio vitali.
Non contento, rincara la dose e gli propone di lasciare le chiacchiere da bar ai social media. Vuol dire che quanto detto sulla piscina non è proprio del tutto affidabile o peggio sono chiacchiere da bar? O dipende da chi scrive sui social? Una spiegazione caro Vice Sindaco non guasterebbe proprio.
Infine, un chiarimento doveroso ai Ghemmesi. Il Vice Sindaco farebbe anche bene a rileggere il nostro comunicato rispetto ai patti e ai relativi nomi e cognomi. Così come quando parla di menzogne da sostenere.
Abbiamo scritto, infatti, come in campagna elettorale si fosse parlato di un patto elettorale tra parte dell’amministrazione comunale e parte della Pro Loco per favorirla. Non sono nostre affermazioni. Noi le riportiamo solo per chiarire che non eravamo a conoscenza né di tali voci, né tanto meno di un simile patto. Una conoscenza che sarebbe bastata per toglierci da “Viviamo Ghemme” ancor prima delle elezioni.
Perché per noi di “Insieme per Ghemme”, la gestione della festa è totalmente da rigettare. La riteniamo una macchina per fare soldi. Noi siamo per la qualità. La festa non valorizza il vino, né i produttori, né il territorio, né il nostro paese. La recente presa di posizione di alcuni prestigiosi produttori parla chiaro in proposito.
Buona Ghemme a tutti.

06/06/2026

Proseguiamo nel dare conto ai Ghemmesi di quanto avviene nel Palazzo...e fuori. Anche perchè...QUALCUNO HA GETTATO LA MASCHERA….
Gli eventuali dubbi sono stati spazzati via dalla discesa in campo politico, targata Fratelli d’Italia di Sindaco, Vice Sindaco, Capo Gruppo e del Consigliere a capo dell’altro gruppo che noi ha costituito “ViviamoGhemme”.
Per noi è un po’ meno amara. Da unici turlupinati, siamo passati in numerosa compagnia. Infatti, ora è tutto il paese ad essere nelle nostre condizioni. Sia che non li abbia votati, sia che lo abbia fatto pensando a ben altri comportamenti.
Magra consolazione rispetto a quasi due anni di nulla, se non di passi indietro, negando l’evidenza, perdendo soldi e occasioni alla nostra portata. Anni sprecati da chi aveva promesso mari e monti e ora fa rimpiangere il passato.
Un passato che aveva lasciato eredità da far fruttare e che invece, si corre il rischio di perdere con troppe indecisioni o scelte imbarazzanti, di una fuffa senza precedenti, ma ostentate, sui “social”, come scelte epocali.
Dopo il nostro distacco da chi ha tradito le promesse agli elettori, abbiamo cercato di ricondurli a quanto promesso nel programma elettorale, poi divenuto programma amministrativo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Non si contano errori, violazioni, omissioni, mancanze più o meno gravi. Tutte condite con prepotenze e arroganze, inaccettabili in un contesto sociale elevato, complesso, articolato di grandissima potenzialità, com’è quello Ghemmese.
La maschera, dunque, è caduta. E’ evidente che a qualcuno delle questioni Ghemmesi interessa poco. Povera Ghemme. Non ci resta che impegnarci al massimo per costringerli a fare i veri interessi di Ghemme, come promesso.
Faremo la nostra parte, a maggior ragione ora che hanno gettato la maschera e tutti, ma proprio tutti, ora sanno cosa ci aspetta. Per loro scelta “ViviamoGhemme” non c’è più. Ci sono 4 tesserati a Fratelli d’Italia noti, qualcuno che pare esserlo senza ostentarlo e altri non targati a cui va bene questo mix imprevisto.
Poi ci siamo noi. Avevamo già preso le distanze da un modo di amministrare che non condividiamo e ora prendiamo atto che l’accordo tra i due gruppi di opposizione era solo un trampolino di lancio per qualcuno che voleva arrivare in cabina di regia e ora che vi è arrivato, passa il tempo…. a festeggiare!
Per quanto ci riguarda, eravamo, siamo e saremo sempre e solo, al Vostro servizio e del nostro grande Paese. Buona Ghemme a tutti.

25/05/2026

Proseguiamo nella pubblicazione delle comunicazioni fatte alla stampa in ordine a situazioni sgradevoli che si sono verificate. In questo caso una definizione errata usata dal Sindaco per definire il nostro ruolo.
ALTRO CHE MINORANZA
Qualche giorno fa, in una lettera di risposta al Prefetto che gli chiedeva chiarimenti su nostre segnalazioni di loro comportamenti non corretti, il Sindaco ha definito Alfredo Corazza Consigliere di Minoranza. Nulla di più falso.
Innanzi tutto la Minoranza, è chiaro, è la compagine capitanata da Davide Temporelli in quanto ha perso le elezioni amministrative del 2024.
La Maggioranza, invece, dovrebbe essere quella che ha vinto quelle stesse elezioni. In realtà, la Maggioranza è il solo Consigliere Corazza. Perché è l’unico che intende attuare il programma proposto e votato dagli elettori a maggioranza e si impegna perché ciò divenga realtà.
Gli altri, ciò che resta della Maggioranza, sono un’entità che ha perso il proprio ruolo, essendo venuta meno al programma proposto agli elettori. Nonostante lo abbia riconfermato e votato in Consiglio, facendolo divenire il programma amministrativo dell’Amministrazione Comunale in carica. Il programma da attuare.
Purtroppo dopo un anno e mezzo dalle elezioni non solo il programma non è stato attuato, ma in certi casi si è fatto tutt’altro e in altri addirittura si è negata l’evidenza. Dicendo che alcuni impegni non esistevano, quando in realtà erano nei programmi elettorali distribuiti ai Cittadini e divenuti programma amministrativo del Comune avendolo la Maggioranza votato in Consiglio Comunale.
Non ci resta che sperare in bene, ma preparandosi al peggio. Ghemme non merita l’arroganza che subisce, il pressappochismo di cui è vittima e l’abbandono in cui versa. Combattiamo, tutti assieme, la giusta battaglia, costringendo quel che resta della Maggioranza a fare il proprio dovere.
Ghemme, 9 febbraio 2026

23/05/2026

Proseguiamo nella pubblicazione dei comunicati che hanno accompagnato i nostri distinguo da chi non rispetta i patti elelttorali con gli elettori.
GIUSTO PER PRECISARE
IL Sindaco forse non ha letto il nostro Comunicato che da conto delle azioni per escludere Corazza. O finge di non capire. Certo che la nostra uscita è successiva alla loro espulsione. Per l’impossibilità di attuare il programma elettorale divenuto programma amministrativo con voto del Consiglio Comunale.
C’è libertà di pensiero. Non accettiamo l’obbligo del permesso per un dissenso che tra l’altro garantisce gli interessi del Comune a causa di una Delibera sulla festa del vino priva dei pareri favorevoli di Ufficio Tecnico e Polizia Locale.
Curioso che non ricordi le tante riunioni del gruppo di maggioranza per trattare le condizioni di acquisto dell’area vicino alle poste. Strano non ricordi che Corazza ha agito sempre e solo con il consenso del Gruppo di Maggioranza.
Puerile il giustificare il voltafaccia politico per eliminare Corazza con i presunti costi di acquisto e ristrutturazione e la storia del mutuo che non si può fare. Non ricorda che a ristrutturare non era il Comune e che nessuno ha parlato di mutui per realizzare le attrezzature dell’area e farne un luogo per famiglie modello “Fontanella”?
Ancora più curioso non ricordi il suo mentore politico Eugenio Arlunno che propone la vendita dell’ex magazzino ENEL, in Castello, di proprietà comunale, per 144.000 € alla Pro Loco. Cifra irrisoria per una svendita con danno delle casse comunali.
Gli accordi di Temporelli con la Pro Loco per usare parte di tale luogo, durante la festa del vino come deposito dei cassonetti per i rifiuti, non preclude la vendita. Oltre tutto alla stessa Pro Loco che li ha in parziale gestione temporanea.
Pietosa la difesa del blocco di interrogazioni, interpellanze e mozioni, atto censorio e omertoso, mai attuato da Temporelli. Evidente la volontà, di non far conoscere ciò che avviene in via Roma 21, proprio da chi diceva di voler fare meglio di lui.
Gli abusi non sono di chi domanda, ma di chi non risponde o la fa in ritardo di mesi o non consegna da anni i documenti richiesti o emette ordini di servizio liberticidi e offensivi sia per il Personale sia per i Consiglieri sia per i Cittadini. La tutela degli uffici è storiella per polli. La realtà dice che alcuni uffici sono super tutelati e altri arrancano pericolosamente nell’indifferenza del Sindaco.
Rispetto al negare il piano per far fuori, appena possibile, Corazza, nel caso non bastassero i comportamenti ricordati e tanti altri che si potrebbero raccontare, si è sentito in campagna elettorale e ce lo hanno riferito recentemente.
Come si parla di un patto elettorale tra parte dell’amministrazione comunale e parte della Pro Loco per favorirla. Non conoscevamo. Sarebbe bastato per toglierci da “Viviamo Ghemme” ancor prima delle elezioni. La gestione della festa è per noi totalmente da rigettare. E’ macchina per fare soldi. Non valorizza il vino, i produttori, il territorio e il nostro paese. Noi siamo per la qualità.
Ghemme, 11 febbraio 2026

21/05/2026

UNA DECISIONE DOLOROSA MA INEVITABILE

Le elezioni del 2024 erano l’occasione per cambiare marcia e dare al paese nuove opportunità di crescita e sviluppo economico. I fatti, un anno e mezzo dopo, ci dicono che non è così. Parlano di gravi ritardi nelle manutenzioni, della mancanza di decisioni importanti e di occasioni perdute malamente.

Si sono poi violati i patti interni di coalizione. In particolare con la gestione inopportuna e pericolosa di Luna Park e Festa del Vino, in forza di accordi particolari a noi sconosciuti e che non avremmo mai sottoscritto. Ed ancora con certe decisioni riguardo al patrimonio Comunale, alcune cambiate repentinamente senza giustificazioni (acquisto area vicina alle Poste) e altre insinuate con malizia (vendita alla Pro Loco locali vicini alla cabina ENEL di Via Lungo Mora superiore).

Non a caso sulla vicenda della Festa del Vino veniamo prima sfiduciati, poi non convocati alle riunioni di maggioranza, quindi bloccati negli uffici, fino al blocco alle interrogazioni e interpellanze sui problemi e sulle situazioni di pericolo.

Tutto ciò ci ha convinti a fare un passo indietro, uscendo dalla Maggioranza. Ciò ci induce a chiederVi scusa per la dabbenaggine dimostrata, non avendo saputo intuire il disegno dietro la proposta coalizione. Servivano i nostri voti. Una volta ottenuti ci hanno dato il ben servito. Vi chiediamo scusa anche per non essere in grado di costringere la Maggioranza a rispettare le promesse elettorali per il cambiamento che ci avevate chiesto e di cui Ghemme ha un grande e urgente bisogno.

Rimaniamo al Vostro servizio, cercando, per quanto possibile, di migliorare la situazione dando al Paese occasioni di sviluppo, crescita e benessere sociale ed economico. Vi terremo informati con incontri, locandine, comunicazioni su Facebook e Instagram, bollettini d’informazione e saremo sempre disponibili ad ascoltarVi ovunque sia necessario, anche per strada. Grazie della fiducia e speriamo in bene per Ghemme e i Ghemmesi.
Ghemme, 21 gennaio 2026
Questo é stato il primo doloroso passo

01/05/2026
28/03/2026

Stiamo tornando. Come sempre al vostro servizio

“Lungo tempo è trascorso da quegli eventi ma essi sono emotivamente a noi vicini: questo consente – in una vicenda stori...
10/02/2026

“Lungo tempo è trascorso da quegli eventi ma essi sono emotivamente a noi vicini: questo consente – in una vicenda storica complessa e ancora soggetta a ricerche, dibattiti storiografici e politici – di stabilire dei punti fermi e di delineare alcune prospettive.

In quelle martoriate ma vivacissime terre di confine, che da secoli ospitavano popoli, lingue, culture, alternando fecondi periodi di convivenza a momenti di contrasto e di scontri, il secolo scorso ha riservato la tragica e peculiare sorte di vedere affiancati, a pochi chilometri di distanza - in una lugubre geografia dell’orrore - due simboli della catastrofe dei totalitarismi, del razzismo e del fanatismo ideologico e nazionalista: la Risiera di San Sabba, campo di concentramento e di sterminio nazista, e la Foiba di Basovizza, uno dei luoghi dove si esercitò la ferocia titina contro la comunità italiana.

Quel territorio, intriso di storie e di civiltà, condivise lo stesso tragico destino di molti Paesi dell’Europa centro-orientale, che – dopo la sconfitta del nazifascismo – si videro negate le aspirazioni alla libertà, alla democrazia e all’autodeterminazione a causa dell’instaurazione della dittatura comunista, imposta dall’Unione Sovietica. Milioni di persone, in qui Paesi, si videro allora espulse dalla terra che avevano abitato, costrette a mettersi in cammino alla ricerca di una nuova patria.

Un muro di silenzio e di oblio – un misto di imbarazzo, di opportunismo politico e talvolta di grave superficialità – si formò intorno alle terribili sofferenze di migliaia di italiani, massacrati nelle foibe o inghiottiti nei campi di concentramento, sospinti in massa ad abbandonare le loro case, i loro averi, i loro ricordi, le loro speranze, le terre dove avevano vissuto, di fronte alla minaccia dell’imprigionamento se non dell’eliminazione fisica.

Il nostro Paese, per responsabilità del fascismo, aveva contribuito a scatenare una guerra mondiale devastante e fratricida; e fu grazie anche al contributo dei civili e dei militari alla lotta di Liberazione e all’autorevolezza della nuova dirigenza democratica, che all’Italia fu risparmiata la sorte dell’alleato tedesco, il cui territorio e la cui popolazione vennero drammaticamente divisi in due. Questo, tuttavia, non evitò che le istanze legittime di tutela della popolazione italiana residente nelle zone del confine orientale fossero osteggiate, frustrate e negate.

Il nostro “muro di Berlino” - certamente ben minore per dimensioni ma con grande intensità delle sofferenze provocate - passava per il confine orientale, per la cortina di ferro che separava in due Gorizia, allontanando e smembrando territori, famiglie, affetti, consuetudini, appartenenze.

Il nuovo assetto internazionale, venutosi a creare con la divisione in blocchi ideologici contrapposti, secondo la logica di Yalta, fece sì che passassero in secondo piano le sofferenze degli italiani d’Istria, di Dalmazia e di Fiume.

Furono loro a pagare il prezzo più alto delle conseguenze seguite alla guerra sciaguratamente scatenata con le condizioni del Trattato di pace che ne derivò. “

Sergio Mattarella - Presidente della Repubblica intervento in occasione del giorno del Ricordo.

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