28/08/2026
Cristian Camisa: “PMI resilienti, ma servono strumenti concreti”.
L’indagine congiunturale sul primo semestre 2026 fotografa la capacità di tenuta delle PMI industriali e le aspettative delle imprese per il secondo semestre dell’anno.
I dati dell’indagine congiunturale presentati oggi dal Presidente di Confapi, Cristian Camisa, restituiscono l’immagine di un sistema produttivo che continua a dimostrare una straordinaria capacità di tenuta, nonostante un contesto economico e geopolitico sempre più complesso.
È un dato che dobbiamo valorizzare, ma anche leggere con grande attenzione. La resilienza delle nostre PMI non può essere considerata una risorsa inesauribile. Le imprese possono affrontare difficoltà, incertezza e trasformazioni, ma hanno bisogno di condizioni che consentano loro di programmare il futuro.
Il secondo semestre dell’anno si apre infatti con diverse incognite. Le tensioni geopolitiche, l’andamento della domanda internazionale, i costi energetici e le difficoltà di accesso al credito continuano a rappresentare elementi di pressione per le nostre aziende. A questo si aggiunge la necessità di investire sempre di più in innovazione, digitalizzazione, transizione energetica e competenze.
È proprio su questi fronti che dobbiamo intervenire.
Una PMI che investe è un’impresa che crede nel futuro. Ma per investire servono certezza delle regole, credito accessibile, costi sostenibili e una politica industriale capace di accompagnare le imprese nel medio e lungo periodo.
L’Italia non può permettersi che l’incertezza rallenti la capacità di investimento del suo tessuto produttivo. Le piccole e medie imprese industriali rappresentano una componente essenziale della nostra economia, delle filiere produttive e dell’occupazione. Difendere la loro competitività significa difendere la competitività dell’intero Paese.
Per questo è necessario rafforzare gli strumenti a sostegno degli investimenti e dell’accesso al credito, accelerare i processi di semplificazione e creare condizioni che rendano conveniente innovare e produrre in Italia.
Allo stesso tempo, dobbiamo guardare con maggiore attenzione alla dimensione internazionale. Le nostre PMI hanno competenze, qualità e capacità di innovazione per competere sui mercati globali, ma devono poterlo fare in un contesto europeo che garantisca condizioni realmente equilibrate e senza un eccesso di vincoli burocratici.
La fotografia che emerge dall’indagine è dunque quella di imprese che non si arrendono e continuano a fare la propria parte. Adesso tocca alle istituzioni fare la propria.
La resilienza delle PMI è una grande forza del nostro Paese, ma non può diventare un alibi per rinviare le scelte necessarie. Dobbiamo trasformare questa capacità di resistere in capacità di crescere.
Perché la vera sfida per l’Italia non è soltanto superare le difficoltà del presente, ma creare le condizioni perché le sue imprese possano continuare a investire, innovare e creare lavoro nel futuro. Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria Cristian Camisa