16/12/2018
Piccolo sondaggio sul progetto del nuovo ponte di Genova.
Tralasciando in questa sede tutte le considerazioni che riguardano i costi, i tempi di realizzazione e l'affidabilità dei gruppi industriali che si sono proposti per la ricostruzione, volendo esprimere una valutazione "di pancia" che miri più al valore simbolico dell'Architettura rispetto a quello funzionale, visionate le due bozze di progetto che anticipano con grande chiarezza la distanza tra i due approcci, quale scegliereste tra quella di Renzo Piano che preferisce simbolicamente "volare basso" dando una risposta di sicurezza e sostenibilità (o perché no, di rinuncia al voler sognare) al sentire collettivo dei nostri tempi e quella di Santiago Calatrava che opta per un segno forte e riconoscibile esprimendo una conferma di fiducia nel fare umano? Tenete presente che confrontati i due progetti, nulla vi è di facile e scontato per ciò che riguarda il primo e nulla di difficile o di avventato per il secondo (entrambi se mal costruiti potrebbero a breve cascare di nuovo o viceversa resistere nei secoli) e parimenti, nulla di così banale nel primo e nulla di così avveniristico nel secondo (entrambi, visto il "pedigree" dei loro promotori, potrebbero generare un'architettura di qualità). La vostra dev'essere esclusivamente una valutazione che esprima collettivamente attraverso una scelta, il vostro stato d'animo per capire se, qualora immaginaste ora di attraversare in futuro il nuovo ponte, prevarrebbe in voi il bisogno di sicurezza o il desiderio di stupore. Un po' con il medesimo criterio secondo il quale (a detta delle statistiche) pare che in periodo di crisi economica, gli orientamenti del mercato della moda femminile prediligano le gonne lunghe alle corte e in periodo di boom economico vadano a mano a mano ad accorciarle.