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GAS Limbiate Il GAS Limbiate è una libera associazione di cittadini che ha deciso di acquistare prodotti di uso comune secondo criteri giustizia, etica e solidarietà.

Un GAS è una libera associazione di cittadini che decide di acquistare prodotti di uso comune utilizzando come criterio guida il concetto di giustizia, etica e solidarietà. Si acquistano beni e servizi in modo critico unendo le persone invece di dividerle. Essere un GAS non vuole dire soltanto risparmiare acquistando in grandi quantitativi, ma soprattutto chiedersi che cosa c’è dietro a un determinato bene di consumo: se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che le hanno trasformate, quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la pubblicità e la distribuzione, qual è l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento, imballaggio, trasporto… fino a mettere in discussione il concetto stesso di consumo ed il modello di sviluppo che lo sorregge. (dal Documento Base GAS, 1999)

19/10/2026

Servono almeno 50.000 firme per portare in Parlamento la proposta di legge “io obietto la guerra”, per chiedere che venga riconosciuto il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra.

50.000 è solo la soglia minima: ne vogliamo raccogliere molte di più, per mostrare che le italiane e gli italiani ripudiano la guerra.

Più persone firmeranno, più saremo in grado di incidere sul dibattito pubblico e di dire con forza, insieme e una volta per tutte, che la guerra non è inevitabile: è semplicemente inaccettabile.

✍️ Se non l’hai ancora fatto, firma anche tu https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/7700001

👉 Hai già firmato? Condividi questo post e invita a firmare

19/10/2026

Il 4 novembre non è la nostra festa! Appello dell’Osservatorio contro la militarizzazione

15/10/2026
02/10/2026

Un cacciabombardiere italiano colpito in Arabia e più navi militari nel Mar Rosso. Siamo coinvolti nella guerra di Trump all’Iran? Con decine di missioni e scelte sempre più militari il controllo democratico sta venendo meno: prepariamoci a dire “io obietto la guerra”

👉 “Siamo coinvolti, cominciamo a obiettare”: leggi il “Quotidiano Bellico” di questa settimana sul sito di R1PUD1A

14/07/2026

Stanotte ho capito una cosa.

Non mi hanno aggredito per un orologio.

Quel vecchio Omega di mio padre era soltanto il pretesto.

Lo hanno fatto tre ragazzi, giovanissimi.

Per uno zaino.

Una valigia.

Ho reagito,
probabilmente non se lo aspettavano,
ho rischiato grosso, é andata bene.

Forse sarebbe stato meglio mollare il bottino.

Poteva andare molto peggio.

Ma tornando a casa ho continuato a chiedermi una cosa.

Che città stiamo costruendo?

Perché Milano, ormai, assomiglia sempre più a una moderna Commedia di Dante.

Solo che abbiamo invertito l’Inferno.

Al centro ci sono i recinti dorati.

Le vetrine blindate.

Le case che costano quanto una vita.

I quartieri dove il lusso non è più un privilegio: è un sistema di difesa.

Poi, cerchio dopo cerchio, la metropoli cambia pelle.

I marciapiedi si consumano.

Le serrande si abbassano.

I servizi scompaiono.

Le scuole arrancano.

Le occasioni diminuiscono.

E la distanza fra chi ha tutto e chi pensa di non avere più niente diventa un abisso.

L’antropologia ci insegna che ogni comunità ha bisogno di sentirsi parte di un destino comune.

La sociologia ci ricorda che, quando quel destino si spezza, nasce la frammentazione.

Prima il quartiere.

Poi la banda.

Poi il branco.

Infine il nemico: un uomo che torna a casa da sua figlia, con uno zaino pieno di esperienze, una borsa di vestiti da lavare ed un vecchio orologio, ricordo del suo amatissimo padre.

E il nemico diventano tre ragazzi giovanissimi, tappezzati di brand, divorati dalla rabbia sociale e dalla vendetta.

É così che il marchio sostituisce l’identità.

La griffe diventa appartenenza.

La violenza diventa linguaggio.

Il furto diventa riscatto.

Ma non è reale.

È soltanto una sconfitta. Così come la mia reazione

Di tutti.

Perché la città smette di essere comunità quando i suoi cittadini non condividono più lo stesso spazio.

Soltanto la stessa paura.

E una società è povera non quando produce molti poveri.

Ma quando genera sempre più persone convinte che l’unico modo di esistere sia togliere qualcosa a qualcun altro.

Quella non è criminalità.

È il fallimento di un’idea di convivenza, che riguarda tutti noi. Nessuno si senta escluso.

11/07/2026

Comprare tempo con il gas. Così l'Italia ha rinviato la transizione energetica. Quali fattori? Chi lo ha determinato? Leggi l'editoriale

11/07/2026
11/07/2026

Mentre NATO e Unione Europea parlano di armi, proviamo a immaginare un’alternativa.

👉 “L’altra difesa possibile”: leggi il "Quotidiano Bellico" di questa settimana sul sito di R1PUD1A, trovi il link nel primo commento.

11/07/2026

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