Cardone Costruzioni

Cardone Costruzioni Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Cardone Costruzioni, Via Cisternino 127, Locorotondo.

Grazie ad Agorà per l’ascolto e lo spazio riservato 🥰
25/06/2026

Grazie ad Agorà per l’ascolto e lo spazio riservato 🥰

Grazie a Paese Vivrai per la cura e l’attenzione, in particolare al caro Linuccio Giotta per il delicato ricordo! 🥰
25/06/2026

Grazie a Paese Vivrai per la cura e l’attenzione, in particolare al caro Linuccio Giotta per il delicato ricordo!
🥰

Grazie per il gentile omaggio a Zelda Cervellera & ad Antonello Pentassuglia di Agorà Blog! 🥰
29/05/2026

Grazie per il gentile omaggio a Zelda Cervellera & ad Antonello Pentassuglia di Agorà Blog! 🥰

L’ONORIFICENZA Il 27 maggio celebrato il riconoscimento a Giovanni Antonio Cardone: il fondatore di Cardone Costruzioni è Cavaliere della Repubblica...     Una storia imprenditoriale che affonda le proprie radici a Locorotondo e che attraversa oltre mezzo secolo di attività…

🇮🇹 UN TRAGUARDO STORICO: GIOVANNI ANTONIO CARDONE È CAVALIERE DELLA REPUBBLICA 🇮🇹Il 27 maggio 2026, nella splendida corn...
28/05/2026

🇮🇹 UN TRAGUARDO STORICO: GIOVANNI ANTONIO CARDONE È CAVALIERE DELLA REPUBBLICA 🇮🇹
Il 27 maggio 2026, nella splendida cornice del Teatro Kursaal Santalucia di Bari, il nostro fondatore Giovanni Antonio Cardone ha ricevuto ufficialmente dalle mani del Prefetto l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Questo prestigioso riconoscimento, conferito con Decreto del Presidente della Repubblica in data 27 dicembre 2025, celebra oltre cinquant'anni di straordinaria dedizione al lavoro, di passione e di instancabile impegno profuso nel settore dell'edilizia residenziale.
Mattone dopo mattone, il Cavaliere Cardone ha saputo coniugare le radici antiche e illustri dell'arte del costruire in Valle d'Itria con una visione sempre lungimirante e attenta all'innovazione, diventando un punto di riferimento indiscusso per l'economia sostenibile del nostro territorio. Le sue opere sono da sempre sinonimo di comfort, tutela dell'ambiente e rispetto del paesaggio.
Ma essere un grande costruttore significa prima di tutto saper valorizzare le persone. Questo titolo premia non solo le sue indiscutibili doti lavorative, ma anche lo spessore umano e l'etica sociale con cui ha guidato l'azienda, coltivando un legame profondo e di reciproco sostegno con i suoi dipendenti e con l'intera comunità.
Tutta la famiglia, insieme alla squadra di Cardone Costruzioni, si stringe con immenso orgoglio e commozione intorno al suo Cavaliere. Un esempio di vita, di tenacia e di "saper fare" che continuerà a guidare i nostri passi verso il futuro.
Grazie, Cavaliere!

Tanta tristezza! Dobbiamo riflettere e agire!
10/01/2026

Tanta tristezza! Dobbiamo riflettere e agire!

FUGGIRE CON LA CASSA NEL PIENO DI UNA STRAGE

Se vengono confermati i rumours che raccontano che esiste un frame video che mostra la comproprietaria del locale della strage di Crans Montana fuggire con la cassa in mano nel pieno della strage, l’orrore provato per questo tremendo evento sarà amplificato oltremodo.

Ma io invito il mondo adulto a fare una riflessione che va al di là di questo singolo caso. perché in questa evenienza – fuggire con denaro mentre i ragazzi perdono la vita – c’è l’immagine decadente di una società e di una cultura che ha usato l’età evolutiva per fare cassa, senza alcuna cura della tutela dei diritti dei minori e senza alcuna assunzione di responsabilità verso i propri doveri educativi.

Nel locale svizzero si sono accumulate una serie di infrazioni spaventosamente gravi: presenza di più persone rispetto al numero permesso per legge, vendita di alcolici ai minori, chiusura di un’uscita di sicurezza per evitare l’ingresso dei non paganti, utilizzo di dispositivi che generano scintille, restrizione della scala di fuga per aumentare il numero di posti a sedere. Nessuna di queste infrazioni è avvenuta per caso: tutto contribuiva ad aumentare l’incasso. Tutto questo è in continuità logica con la scena che mostra che, nel pieno di una strage, la preoccupazione dell’adulto rimane mettere in salvo l’incasso, non i ragazzi e le ragazze che l’hanno prodotto.

Siamo la prima generazione di genitori che deve condividere il proprio progetto educativo con una società che ci viene “contro” perché quando pensa ai nostri figli, pensa all’incasso che possono generare e non ai bisogni educativi che devono essere presidiati e promossi, pensati e condivisi. Un tempo valeva il detto “Ci vuole un villaggio per crescere un figlio”, ma oggi “quel villaggio” sembra abitato da vampiri e cannibali pronti a succhiare l’ultima goccia di sangue, incuranti del fatto che ciò potrebbe uccidere quel ragazzo a cui porti via tutto, senza lasciargli nulla di ciò che gli serve per diventare grande. O addirittura per rimanere vivo.

Nell’immagine della donna che fugge con la cassa c’è la metafora di una società liberista che ha messo il denaro al centro dei propri valori. C’è un mondo occidentale che tutela i privilegi di chi ne ha già molti, incurante della sofferenza e del danno prodotto su quel sottogruppo (sempre più gigantesco) della popolazione che invece di privilegi ne ha pochi o - a volte - non ne ha nemmeno uno, ha aspetti di fragilità e vulnerabilità che devono essere tutelati e non manipolati e sfruttati a fini economici.

In questa lettura del nostro vivere, rientrano le politiche internazionali centrate sugli armamenti e sul proliferare delle guerre nel mondo. Ci sono le multinazionali del digitale che si sono mangiate i cervelli dei nostri figli, generando un “brain rot” (marcescenza dei cervelli) che nel terzo millennio e con questo livello di progresso scientifico avrebbe dovuto essere l’ultima delle cose da far avvenire nella vita di chi cresce.

Se i rumours verranno confermati, il lavoro da fare nelle nostre menti e nei nostri cuori di adulti non dovrà essere disprezzare “quella donna”, ma rivedere completamente la struttura socio-economica e culturale di una società che non ha avuto paura a mettere sull’altare sacrificale il suo bene più prezioso (cioè i nostri figli) per l’adorazione incondizionata all’unico dio che oggi regola il mondo: il Dio Danaro.

Sì: vorrei davvero che questo testo venisse condiviso e diventasse il punto di partenza di una riflessione del mondo adulto, genitoriale ed educativo perché sarebbe troppo facile pensare soltanto che “quella donna” è una criminale. E’ vero: ha commesso molti reati. Ma quei reati sono il risultato – purtroppo – di una corresponsabilità politica, economica, sociale e culturale di cui facciamo parte tutti noi.

Indirizzo

Via Cisternino 127
Locorotondo
70010

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