Dalla parte dei lavoratori A2A della centrale di Monfalcone (GO)

Dalla parte dei lavoratori A2A della centrale di Monfalcone (GO) Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Dalla parte dei lavoratori A2A della centrale di Monfalcone (GO), Monfalcone.

01/11/2025

Il diacono era nato nel 1954 a Cormòns ed era al vertice della Caritas diocesana. Il vescovo: «Uomo di profonda fede, si dedicava sempre ai più deboli»

20/04/2024

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24/11/2021
12/05/2021

CENTRALE A2A: PENSARE ALLO SVILUPPO E AI PROGETTI CONCRETI PER IL TERRITORIO, NON AI SOGNI IRREALIZZABILI
E’ giusto che chi fa politica aspiri ad uno sviluppo diverso per il proprio territorio, ma il progetto “alternativo” alla Centrale presentato ieri dal sindaco di Monfalcone ha ben poco di reale e concreto, soprattutto dopo il parere della Regione sulla Centrale A2A (delibera 679 del 3 maggio) che, di fatto, è un SI’ condizionato all’adempimento di 13 prescrizioni.
Irreale perché si tratta di un progetto pensato su un’area privata che il proprietario non intende cedere, perché la bonifica dell’area costerebbe cifre folli, perché l’idea di pensare a uno sviluppo croceristico, legato al benessere o alla ristorazione con di fronte il parco lamiere e una parte delle officine di Fincantieri, con a fianco l’area industriale del Lisert (con i suoi capannoni) e tutta la banchina portuale, in un’area che ha oggettivi limiti fisici e di spazio (ricordo che l’ipotesi di una nave gasiera che attraccasse in area portuale con SmartGas fu considerata pericolosa per le manovre che questa comportava in uno spazio ben più ampio), appare velleitario per la città, che ha pagato un prezzo pesante in termini di inquinamento per la presenza del carbone e dell’olio combustibile prima con Enel e poi con Endesa dagli anni ’60 in poi. E allora, anziché “vendere fumo” ai cittadini, ci si liberi quanto prima del carbone (che con il 2025 verrà meno grazie al Piano energetico nazionale fatto dal governo di centrosinistra) e, con le prescrizioni che la stessa Regione ha indicato e che il Ministero valuterà, si vada avanti con la conversione a gas. Questo significa pensare alle centinaia di famiglie che lavorano, direttamente e indirettamente, con la Centrale, che oggi sono in contratto di solidarietà al 50% e delle quali nessuno parla. Lo sviluppo di Monfalcone e del territorio, giocoforza, se si vogliono avere numeri rilevanti in termini di PIL regionale, non può che essere legato al consolidamento dell’industria (ricordo che Monfalcone è tra le zone industriali più importanti del FVG) – anche energetica - al Porto e alla logistica. Piuttosto, si pretenda da A2A che Monfalcone, con la Centrale a gas, diventi centro di riferimento di ricerca e sviluppo a livello nazionale sull’idrogeno e sulle energie rinnovabili. Un’ultima considerazione, legata all’ipotesi di “tavolo con i soggetti interessati” annunciato dall’assessore Scoccimarro nei giorni scorsi, al quale ricordo due cose: la prima è che il tavolo esisteva dal 2017 e la Giunta regionale, per accontentare il sindaco di Monfalcone, l’ha sciolto appena insediata, e la seconda che il confronto andava fatto prima dei vari pareri, e non a cose fatte, per concedere la solita passerella ai soliti personaggi.
[Articolo da Il Piccolo del 12/5/2021]

28/04/2021
Il Ministro della transizione energetica Cingolani e’ chiarissimo sulla transizione energetica: “ Il 28% di energia elet...
28/04/2021

Il Ministro della transizione energetica Cingolani e’ chiarissimo sulla transizione energetica:
“ Il 28% di energia elettrica nazionale che non sara’ MAI prodotta da energie rinnovabili, non potra’ essere certo fatta con le dinamo delle biciclette! Verra’ prodotta con il gas naturale ( impianti a metano).
Idrogeno? Non possiamo perdere il treno dell’idrogeno, al quale stiamo destinando grandi risorse nel PNRR, ma ad oggi non siamo ancora pronti e ci vorra’ del tempo!”

Piu’ chiaro di così....

Dati certi, progetti depositati regolarmente e facilmente consultabili.  Non PAROLE!
21/04/2021

Dati certi, progetti depositati regolarmente e facilmente consultabili. Non PAROLE!

20/04/2021

CISINT MI ACCUSA DI REMARE CONTRO IL TERRITORIO? PECCATO CHE I FATTI DICONO BEN ALTRO. DA LEI, INVECE, LE SOLITE OFFESE ALLE QUALI E’ INUTILE RISPONDERE…
La reazione, del tutto sguaiata e fuori luogo, condita dalle solite accuse - false e offensive - del sindaco Cisint alle mie osservazioni sull’esito dell’incontro romano sull’escavo del Porto, conferma che le difficoltà che ho segnalato non sono affatto inventate. Lascio stare gli squallidi riferimenti personali e professionali che il Sindaco ha voluto fare nei miei confronti (si commentano da soli) perché rappresentano il classico atteggiamento di chi è debole, ha paura del confronto e non accetta il dissenso. Accusarmi di “remare contro” lo sviluppo del territorio non sta in piedi. Sull’escavo (opera che tutto il territorio ha sempre chiesto) ho detto, e ribadisco, che dopo 23 anni di continui tira e molla tra enti, un parere molto circostanziato del provveditorato delle opere pubbliche che di fatto impone un nuovo progetto (con annesse caratterizzazioni e campionamenti), alla mancata consegna delle aree alla Regione, per aggiungerci le costanti “attenzioni” da parte della Procura della Repubblica di Gorizia, l’incontro romano non ha risposto a nessuna delle questioni in campo. Non solo: essendoci state due audizioni in Consiglio regionale a ottobre 2019 e novembre 2020 sul tema, (dopo peraltro l’assegnazione della gara per l’inizio lavori a giugno 2020 e il passaggio della pratica alla Direzione Ambiente) nulla si è mosso. Si aggiunga il fatto che, in un sistema portuale unico tra Trieste e Monfalcone, le navi che oggi attraccano a Portorosega hanno un pescaggio medio di 8 metri, e nel frattempo la piattaforma logistica a Trieste è già operativa. Di fronte quindi, al rischio serio di dover cambiare progettazione e far ripartire l’iter dell’escavo da zero, ho ritenuto corretto porre il tema, visti i tempi ancora indefiniti, che forse i 16 milioni di euro della Regione andrebbero svincolati da subito a favore di altri interventi a beneficio del Porto di Monfalcone (che peraltro ieri Zeno D’Agostino ha ben evidenziato). Su A2A, chiedo al sindaco perché dire di no a 500 milioni di euro a Monfalcone di investimenti sul territorio nei prossimi due anni, con la prospettiva di creare un centinaio di nuovi disoccupati (a questo porterebbe la chiusura della Centrale)? Ha un’alternativa della stessa portata? Il sindaco, invece di accusarmi, risponda a questo. Un ultimo accenno al tema della ZLS, che forse conosco meglio di lei: le ricordo che lo strumento è nato con il Governo Gentiloni a fine 2017 e il primo atto in Regione è frutto di una delibera di Giunta del febbraio 2018, e come PD stiamo seguendo il tema da allora, sollecitando in più occasioni la Regione a intervenire, tant’è che a luglio 2020, su mia iniziativa, è stata approvata all’unanimità una mozione (la n. 185) che prevede per il Friuli Venezia Giulia l’attivazione di una zona logistica semplificata (imperniata sull’Autorità Portuale) che è un tema che sarà portato con il Recovery plan della Regione. Di tutto mi si può accusare, non certo di “remare contro” lo sviluppo del territorio.
[Articolo da Il Piccolo del 20/4/2021]

11/03/2021

Agrusti: «Rispetto la politica ma la riconversione dell’impianto di A2A è di straordinaria importanza»

06/03/2021

Cgil-Cisl-Uil: “Investimento importante per occupazione, riduzione costi energetici e impatto ambientale”

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