12/05/2021
CENTRALE A2A: PENSARE ALLO SVILUPPO E AI PROGETTI CONCRETI PER IL TERRITORIO, NON AI SOGNI IRREALIZZABILI
E’ giusto che chi fa politica aspiri ad uno sviluppo diverso per il proprio territorio, ma il progetto “alternativo” alla Centrale presentato ieri dal sindaco di Monfalcone ha ben poco di reale e concreto, soprattutto dopo il parere della Regione sulla Centrale A2A (delibera 679 del 3 maggio) che, di fatto, è un SI’ condizionato all’adempimento di 13 prescrizioni.
Irreale perché si tratta di un progetto pensato su un’area privata che il proprietario non intende cedere, perché la bonifica dell’area costerebbe cifre folli, perché l’idea di pensare a uno sviluppo croceristico, legato al benessere o alla ristorazione con di fronte il parco lamiere e una parte delle officine di Fincantieri, con a fianco l’area industriale del Lisert (con i suoi capannoni) e tutta la banchina portuale, in un’area che ha oggettivi limiti fisici e di spazio (ricordo che l’ipotesi di una nave gasiera che attraccasse in area portuale con SmartGas fu considerata pericolosa per le manovre che questa comportava in uno spazio ben più ampio), appare velleitario per la città, che ha pagato un prezzo pesante in termini di inquinamento per la presenza del carbone e dell’olio combustibile prima con Enel e poi con Endesa dagli anni ’60 in poi. E allora, anziché “vendere fumo” ai cittadini, ci si liberi quanto prima del carbone (che con il 2025 verrà meno grazie al Piano energetico nazionale fatto dal governo di centrosinistra) e, con le prescrizioni che la stessa Regione ha indicato e che il Ministero valuterà, si vada avanti con la conversione a gas. Questo significa pensare alle centinaia di famiglie che lavorano, direttamente e indirettamente, con la Centrale, che oggi sono in contratto di solidarietà al 50% e delle quali nessuno parla. Lo sviluppo di Monfalcone e del territorio, giocoforza, se si vogliono avere numeri rilevanti in termini di PIL regionale, non può che essere legato al consolidamento dell’industria (ricordo che Monfalcone è tra le zone industriali più importanti del FVG) – anche energetica - al Porto e alla logistica. Piuttosto, si pretenda da A2A che Monfalcone, con la Centrale a gas, diventi centro di riferimento di ricerca e sviluppo a livello nazionale sull’idrogeno e sulle energie rinnovabili. Un’ultima considerazione, legata all’ipotesi di “tavolo con i soggetti interessati” annunciato dall’assessore Scoccimarro nei giorni scorsi, al quale ricordo due cose: la prima è che il tavolo esisteva dal 2017 e la Giunta regionale, per accontentare il sindaco di Monfalcone, l’ha sciolto appena insediata, e la seconda che il confronto andava fatto prima dei vari pareri, e non a cose fatte, per concedere la solita passerella ai soliti personaggi.
[Articolo da Il Piccolo del 12/5/2021]