17/11/2025
È finito l’amore: una frase che tradisce un fraintendimento.
Chi dice “è finito l’amore” quasi mai parla di amore. Parla di: emozione svanita, attrazione affievolita, aspettative disattese, gratificazioni che non arrivano più.
L’amore…quello vero non finisce!
Le emozioni finiscono, l’amore no.
E infatti quando una relazione termina, ciò che è terminato non è l’amore ma il coinvolgimento emotivo, lo slancio iniziale, l’innamoramento.
Se il sentimento che si “spegne” è capace di spegnersi, allora non era amore ma un’esperienza sentimentale.
Innamorarsi è umano. Amare è divino.
Questa distinzione è fondamentale.
Capita di Innamorarsi, ma si sceglie di amare.
L’innamoramento è spontaneo, naturale, “ti succede”.
L’amore è un atto di volontà, un orientamento del cuore, una responsabilità assunta.
Un genitore non “smette” di amare un figlio perché è stanco, ferito, deluso, o perché riceve meno di quanto dà.
Perché?
Perché l’amore genitoriale non nasce da ciò che il figlio produce, ma da ciò che il genitore è.
È un amore che viene dall’identità, non dal calcolo.
Il punto è che molti non avendo relazione con Dio non sanno amare e, l’anaffettività è il risultato che ne come consegue.
Se Dio è amore — non “ha” amore ma è amore — allora chi vive lontano dalla sua sorgente: può provare sentimento, può provare affetto, può provare desiderio, può provare passione, ma non può generare amore nella sua pienezza, perché l’amore vero non è un prodotto dell’anima umana ma è un riflesso dell’immagine di Dio in noi.
Per questo le relazioni moderne sono fragili: perché cercano di vivere l’amore senza la sorgente dell’amore.
È come voler far andare un motore senza carburante. Funziona per un po’.
Poi si spegne.
E quando si spegne, si dice: “è finito l’amore”.
Ma non è finito l’amore:
è finita la capacità di sostenerlo con energie puramente umane.
L’amore vero è come quello di un genitore: non pone condizioni, non è basato sulla reciprocità, non cambia perché cambia l’altro, non si nutre di ciò che riceve ma di ciò che dona.
Gesù infatti non dice: amate chi vi ama, ma: amate come IO vi ho amati.
Cioè: amate con un amore che nasce da Dio, non da voi.
Le relazioni moderne invece assomigliano più a contratti che a doni.
Ti do se tu dai.
Se mi fai felice continuo.
Se non mi sento come prima, allora è finito.
Questo non è amore.
È scambio emozionale.
Chi ama davvero non lo dice: lo vive
Se ami, lo alimenti in maniera naturale, come respirare.
L’amore vero, quando c’è, genera: tempo, presenza, cura, sacrificio, fedeltà…
E tutto questo non pesa. Non è uno sforzo. Non è una prestazione. È la manifestazione spontanea di ciò che provi.
Per questo un padre una madre non dice: oggi faccio uno sforzo per amarti. Lo ama e basta.
Quando una coppia smette di alimentare il legame, quasi sempre non è perché l’amore è finito, ma perché non c’era un amore vero su cui edificare.
Quindi… io francamente questo non lo vedo amore.
È affetto condizionale,innamoramento emozionale, attaccamento psicologico, bisogno di conferma, paura della solitudine, necessità di essere desiderati.
Ma non è amore.
L’amore vero: non si spegne, non si ritira, non scappa, non smette, non si misura, non si contratta.
E soprattutto: non dipende dall’altro. Dipende da chi decide di amare.
L’amore umano autentico esiste, ma è un riflesso dell’amore di Dio.
Quando si vive lontani da Lui, si vive di copie, di simulazioni, di surrogati emotivi che non possono reggere il tempo.
Molti non sanno più amare perché non sono più connessi alla sorgente dell’amore.
Per questo le relazioni si sfaldano.
Per questo si confonde l’innamoramento con l’amore.
Per questo si dice “è finito l’amore”.
La verità è che: ciò che è finito non era amore.
L’AMORE é tutt’altra cosa!
L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.
1 Cor.13:4-7
L.V.