25/07/2026
Ogni intervento di conservazione inizia da un gesto fondamentale, restituire leggibilità al patrimonio.
Per conto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, la RECOL ha eseguito l’intervento di bonifica vegetazionale, comprendente il decespugliamento selettivo, la rimozione di rovi, arbusti e vegetazione infestante, la raccolta e il conferimento del materiale di risulta, oltre alla pulizia delle aree interne, perimetrali e delle torri del Castello di Bivona.
Si tratta di un’attività preliminare ma essenziale, liberare le strutture dalla vegetazione invasiva significa riportare alla luce le murature storiche, consentirne una corretta lettura, favorire le future attività di studio e creare le condizioni per gli interventi di conservazione.
Le fonti documentarie attestano la presenza di un edificio fortificato a Bivona già nel 1101, quando un diploma normanno cita il monasterium castellarium e il porto di Bibona. Nei secoli successivi il complesso fu più volte interessato da opere di manutenzione e potenziamento difensivo, fino a diventare, all’inizio del Cinquecento sotto i Pignatelli, un importante centro per la lavorazione della canna da zucchero, con significative trasformazioni architettoniche. Già nel XVIII secolo il castello viene descritto come in rovina, stato che le rappresentazioni ottocentesche documentano ormai in modo evidente.
Conservare significa innanzitutto conoscere. E conoscere significa restituire ai luoghi la possibilità di raccontare la propria storia.