13/06/2026
🚘⚙️ Stellantis - Cercasi piano industriale. A Melfi volantinaggio tra le Lavoratrici e i Lavoratori
Il piano di Stellantis presentato il 21 maggio è del tutto insufficiente per le prospettive degli stabilimenti italiani. Questo piano prevede una riduzione di 800 mila unità della capacità produttiva europea, con il concreto rischio che questo metta in discussione stabilimenti e occupazione soprattutto nel nostro Paese. infatti le rassicurazioni date da Cappellano nei giorni scorsi sugli impatti nel nostro Paese non sono sufficienti.
Continuerà il processo di svuotamento degli stabilimenti con le uscite incentivate? Dei 36 miliardi di investimenti previsti in «marchi e prodotti», il 60% saranno destinati al Nord America mentre il restante 40% sarà diviso sulle altre Regioni. Quindi è chiara la scelta di Stellantis di concentrare le maggiori risorse fuori dall’Italia, fuori dall’Europa. L’annuncio della produzione, dal 2028, di due modelli e-car a Pomigliano non compensa tutte le non-risposte emerse dal piano. A partire proprio da Pomigliano e dalla necessità di anticipare le nuove produzioni, passando per Mirafiori dove la 500 ibrida ed elettrica, sono insufficienti a saturare l’occupazione e a dare prospettiva senza una seconda linea, Cassino, su cui non è stato detto nulla e la cui situazione è drammatica, Melfi dove dei 5 modelli previsti, almeno tre avranno numeri bassissimi, Atessa, dove non sono chiare le prospettive dei volumi e delle tecnologie utilizzate tenendolo in continua competizione con lo stabilimento gemello polacco. E poi Maserati Modena che necessita di un piano straordinario di rilancio.
Come un piano di rilancio è necessario per Alfa Romeo a fronte soprattutto delle tardive rassicurazione che si e’ voluto dare per Stelvio e Giulia. Nessuna novità sulle batterie: con l’avvio della produzione delle e-car è ancor meno comprensibile l’abbandono del progetto gigafactory, che dovrebbe contribuire anche a dare una reale prospettiva al sito di Termoli. Riteniamo a questo punto indispensabile un confronto con l’azienda e l’apertura di un tavolo presso la Presidenza del Consiglio, per salvaguardare e rilanciare con investimenti pubblici e privati l’automotive nel nostro Paese. È ormai evidente la necessità di moltiplicare gli investimenti con ulteriori ed altri produttori a patto che questi avvengano solo a fronte di un vero sviluppo di tutta la filiera evitando quindi di relegare il nostro Paese e i nostri stabilimenti a semplici fabbriche «cacciavite».
Le nostre proposte
MIRAFIORI: installazione seconda linea di produzione sulla quale allocare un nuovo modello mass-market con volumi addizionali (almeno 100.000 veicoli/anno) alla capacità attuale installata. CASSINO: progetto straordinario che non può limitarsi alla sola ibridizzazione degli attuali modelli prevedendo il ritorno alla produzione di segmenti che garantiscano volumi più alti. Tale progetto può essere realizzato anche in rapporto con altri costruttori stranieri cosi come chiediamo da anni. POMIGLIANO: anticipare la messa in produzione dei progetti annunciati e il mantenimento delle attuali due linee di produzione al fine di garantire il mantenimento almeno degli attuali livelli occupazionali.
MELFI: reintroduzione di un modello mass-market in grado di saturare la capacità produttiva dello stabilimento. Infatti, tre dei cinque modelli (DS7/DS8/Lancia Gamma) previsti nel sito sono di brand «declassati» ad appendici rispettivamente di Citroën e Fiat e quindi evidentemente con investimenti e volumi irrisori.
MODENA: definizione di un piano specifico di rilancio del marchio Maserati, con il lancio di nuovi modelli capaci di saturare la capacità produttiva dello stabilimento.
TERMOLI: ripresa e rilancio del progetto della gigafactory.
PRATOLA SERRA E VERRONE: visibilità e progetti oltre il futuro prossimo.
ATESSA: conferma dell’assegnazione del nuovo furgone Ducato. Investimenti tecnologici che rendano il sito competitivo tanto quanto lo stabilimento polacco di Gliwicez.
Le nostre richieste al Governo
Il Governo deve ripristinare il Fondo automotive come era originariamente per realizzare politiche industriali per il settore. Garantire che la produzione nazionale raggiunga la soglia minima per assicurare un futuro agli attuali siti di assemblaggio e alla filiera, pari ad almeno 1 milione di veicoli da produrre all’anno: a questo obiettivo vanno condizionati gli interventi con risorse pubbliche a sostegno del settore.
Interrompere la politica degli incentivi, che agiscono solo sulla domanda e non determinano effetti nel lungo periodo nella produzione del nostro Paese. Ammortizzatore sociale unico per la transizione ecologica. Gli impegni sulla filiera devono essere finalizzati al fatto che parti e componenti (compresi quelli delle batterie) vengano prodotti in Italia. Garantire, in caso di arrivo di nuovi costruttori, la presenza dello Stato come elemento di garanzia per l’occupazione e la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Stellantis e dell’indotto.
Fiom Cgil Nazionale - Giugno 2026