23/05/2020
Nel 1501 Antonio da Sangallo il Vecchio, su incarico di Alessandro VI Borgia, consegna alla storia un gioiello di architettura difensiva: Forte Sangallo a Nettuno.
La fortezza, caratterizzata da quattro bastioni cuoriformi, è impostata su di un blocco tronco piramidale di circa 40 metri di lato: percorrendo la marciaronda in direzione sud est, si giunge alla torre oggetto del progetto di restauro.
I primi interventi di conservazione risalgono già alla fine del 1500 ma grandi modifiche furono compiute solo a partire dagli anni Venti del secolo scorso quando il barone Alberto Fassini Camossi, nuovo proprietario del Forte, collezionista di opere d'arte, imprenditore cinematografico e primo imprenditore di fibre sintetiche in Italia, chiese all'architetto Carlo Busiri Vici di trasformare l'edificio militare in una residenza estiva lussuosa e mondana. La torre e le stanze del corpo di guardia annesse, divennero un appartamento con vista sul mare.
Il manufatto, a causa dell’avanzato stato degrado, è stato sottoposto ad un impegnativo lavoro di consolidamento statico e di restauro conservativo. L’intervento ha consentito inoltre l’eliminazione di una rampa spuria in cemento armato e la realizzazione di una scala in acciao corten che collega i due livelli della torre.
Attualmente l’ingresso al Forte è reso possibile da un ponte levatoio ma anticamente vi si accedeva solo dal mare, attraverso una scala levatoia in legno che sarebbe interessante ripristinare.