03/06/2026
L’export italiano tiene bene, anche in un contesto internazionale sempre più instabile.
Nel primo trimestre del 2026 le esportazioni italiane sono cresciute del +4,0% in valore rispetto al quarto trimestre del 2025, con un contributo positivo sia dai mercati extra-UE (+4,8%) che da quelli UE (+3,2%).
Anche il confronto con gennaio-marzo 2025 conferma un quadro positivo: tra i mercati in maggiore crescita troviamo Svizzera (+44,1%), Cina (+11,4%), Polonia (+5,6%), Austria (+4,0%) e Russia (+2,0%).
Ma il dato più importante arriva da marzo, primo mese del conflitto in Iran. Il Medio Oriente ha subito un crollo verticale delle nostre vendite: -52,5% tendenziale, contro il +15,2% registrato nello stesso mese del 2025. Un’inversione netta, che avrebbe potuto pesare sull’intero quadro.
Una frenata così forte avrebbe potuto pesare sull’intero quadro dell’export italiano. Invece, non è successo.
La crescita si è consolidata grazie alla forte accelerazione registrata proprio a marzo su altri mercati: le vendite in Svizzera sono cresciute del +84,6% e in Cina del +23,9%, insieme ai principali partner europei, assorbendo parte dello shock e confermando la capacità del sistema esportativo italiano di riorientarsi rapidamente quando un mercato si chiude.
Questa capacità di adattamento è un punto di forza del sistema esportativo italiano. Va sostenuta con politiche commerciali attive, accordi internazionali e strumenti che aiutino le imprese - soprattutto le PMI - a presidiare mercati alternativi prima che le crisi li rendano necessari.
La resilienza dell’export italiano è un punto di forza. Il nostro compito è fare in modo che lo resti.