31/10/2025
Tra il 1949 e il 1950 Luigi Moretti realizza a Roma una delle opere più emblematiche del dopoguerra italiano: la Casa “Il Girasole”, in via Bruno Buozzi, nel quartiere Parioli.
È un edificio residenziale ma, come sempre in Moretti, il confine tra architettura e scultura si dissolve: il prospetto principale si piega, ruota, si apre alla luce proprio come un girasole che segue il sole, da cui il nome.
La facciata, in travertino e laterizio, è scandita da pieni e vuoti che creano un ritmo quasi musicale, con logge e balconi asimmetrici, pensati per far “respirare” gli ambienti interni. Ogni appartamento è diverso dall’altro: Moretti rifiuta la serialità e costruisce lo spazio come un organismo vivente, dinamico, fatto di curve, nicchie, scorci e tagli di luce.
Il contrasto tra il rigore strutturale e la sensualità delle forme rappresenta la sua cifra più riconoscibile. Con “Il Girasole”, Moretti inaugura una nuova stagione dell’architettura romana, lontana dal razionalismo puro ma anche dalle derive decorative, anticipando le poetiche del barocco moderno che ispireranno poi architetti come Portoghesi e Ridolfi.
L’edificio fu inizialmente guardato con sospetto per la sua libertà compositiva, ma oggi è considerato uno dei capolavori assoluti dell’architettura italiana del Novecento, inserito tra le opere simbolo della ricostruzione e della sperimentazione formale nel dopoguerra.