Studio Acrivoulis

Studio Acrivoulis "La costruzione è per tenere su: l'architettura è per commuovere." Le Corbusier Architettura & Interior Design

Durante l’intervista con Giorgio Tartaro al B-CAD, una domanda che mi ha costretta a riflettere sul mio approccio alla r...
05/09/2026

Durante l’intervista con Giorgio Tartaro al B-CAD, una domanda che mi ha costretta a riflettere sul mio approccio alla ristrutturazione è stata quella di scegliere una parola chiave che rappresentasse il mio lavoro.

Credo che una delle caratteristiche del mio lavoro sia uno studio attento e consapevole dei materiali, che non definiscono solo il linguaggio estetico, ma soprattutto la capacità di rendere unico un ambiente e di entrare in relazione con la luce e con chi lo abita.

Ne abbiamo parlato anche attraverso uno dei lavori in corso dello studio: la ristrutturazione di una villa, in cui una scala a mensola diventa un elemento quasi sospeso, definito da volumi materici che si lasciano modellare dalla luce naturale.

Perché è questo che cerco di esprimere nel mio lavoro: non solo trasformare lo spazio, ma costruire ambienti da vivere.

Spazi in cui luce e materia possano creare una sensazione di equilibrio, accoglienza e benessere.

Grazie a Giorgio Tartaro per le domande e GIOVANNOZZI marmi per la splendida location e l'accoglienza.

Ogni progetto attraversa molte fasi. Quella del cantiere è, ancora oggi, una delle più appassionanti.È il luogo in cui i...
21/07/2026

Ogni progetto attraversa molte fasi. Quella del cantiere è, ancora oggi, una delle più appassionanti.

È il luogo in cui il progetto incontra la realtà e in cui esperienza, capacità di ascolto e attenzione ai dettagli diventano parte del processo costruttivo.

In cantiere ogni scelta si misura con lo spazio costruito: ogni dettaglio conta, ogni imprevisto richiede attenzione, ascolto e capacità di trovare la soluzione più adatta.

Essere presenti significa osservare, verificare, dialogare e accompagnare il progetto mentre prende forma.
Perché l'architettura non è solo immaginare gli spazi. È esserci, mentre prendono vita.

11/07/2026

𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗢 𝗔𝗜𝗗𝗜𝗔 𝟮𝟬𝟮𝟲

Ieri pomeriggio, presso la sede dell’Ordine si è svolto un importante incontro dedicato al Premio AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti), alla presenza dell'architetta Maria Acrivoulis. L’evento ha rappresentato un momento cruciale di confronto sul valore del dialogo tra istituzioni, professioni e associazioni, elementi chiave per la costruzione di una società più equa, partecipata e inclusiva.
Il Premio AIDIA, infatti, porta con sé un significato profondo che supera il semplice riconoscimento delle eccellenze professionali, si configura come una reale opportunità per promuovere una cultura fondata sull'inclusione, sulla valorizzazione del talento, sulla parità di opportunità e sul riconoscimento del valore che ogni professionista può offrire alla crescita e allo sviluppo della collettività.
Da questo confronto è emersa la chiara volontà di rafforzare la collaborazione tra l'Ordine degli Architetti di Latina e AIDIA, affinché possano nascere nuove iniziative e progettualità condivise, capaci di promuovere l'inclusione, sostenere il merito e favorire una partecipazione sempre più ampia e consapevole.

Il confronto che fa crescere il progetto.Il dialogo vero non evita il confronto, ma lo prepara e attraversa. Non sempre ...
25/05/2026

Il confronto che fa crescere il progetto.

Il dialogo vero non evita il confronto, ma lo prepara e attraversa.
Non sempre cliente e architetto sono immediatamente allineati. Ed è giusto così.

È nel momento delle scelte che il progetto prende forza. Dire no quando serve è un atto di responsabilità.

Proporre un’alternativa migliore è parte del ruolo. Le soluzioni più riuscite nascono spesso da domande difficili e da punti di vista differenti.

Il progetto migliore non è quello che mette tutti d’accordo subito.
È quello che convince, passo dopo passo.

Allestiamo Visioni di Architettura. La mostra fotografica che curo con Aidia e che racconta l'architettura delle donne, ...
15/05/2026

Allestiamo Visioni di Architettura. La mostra fotografica che curo con Aidia e che racconta l'architettura delle donne, torna per Open House, ospite di Accademia Italiana.

È un'emozione rivedere con l'occhio di fotografe e fotografi contemporanei opere speciali come il Mercato Nomentano, a Roma, progettato da Elena Luzzatto Valentini, la prima donna a laurearsi in architettura in Italia, nel 1925. Questa mostra è un modo per tenere accesa la memoria sul contributo delle architette nella storia e nella costruzione della città.


roma

Questa mattina, alla presentazione del premio Idee per un mondo che cambia, che coordino per Aidia, ospite del Consiglio...
13/05/2026

Questa mattina, alla presentazione del premio Idee per un mondo che cambia, che coordino per Aidia, ospite del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, ho avuto la sensazione fortissima che certe battaglie non appartengono soltanto al presente.
Attraversano il tempo, e chiedono continuamente di essere alimentate.

Parlare di parità di genere insieme ad Amalia Ercoli Finzi ha avuto un significato speciale. Prima donna in Italia a laurearsi in Ingegneria aeronautica, nel 1962, consulente scientifica di Nasa, Asi ed Esa, Amalia è una figura che ha voluto e saputo aprire possibilità nuove quando quelle possibilità sembravano ancora impensabili. Aidia era nata cinque anni prima, nel 1957. Nella sua missione si parlava già all'epoca di architette e ingegnere, al femminile. Un segno importante, che ci ricorda quanto le parole contino e quanto i diritti non siano mai acquisiti una volta per tutte.

Il racconto di Amalia ci ha ricordato che il futuro non è qualcosa che accade da solo. Va costruito, sostenuto, immaginato ogni giorno. Vale quando guardiamo alla Luna e a Marte progettando la vita lontana anni luce da qui, ma vale anche su questa Terra, nel modo in cui mandiamo avanti le nostre vite, il lavoro, la società.

Grazie ad Amalia Ercoli Finzi per aver condiviso con noi la sua visione, la sua energia e il suo esempio.



castagna


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Il primo lavoro non è disegnare, ma ascoltare.Il cliente non porta soluzioni: porta desideri. Porta abitudini, aspettati...
08/05/2026

Il primo lavoro non è disegnare, ma ascoltare.
Il cliente non porta soluzioni: porta desideri. Porta abitudini, aspettative, dubbi, a volte richieste che sembrano già definitive.

Ma spesso ciò che viene espresso è solo la superficie di un’esigenza più profonda. Ascoltare davvero significa andare oltre la richiesta iniziale, capire cosa viene detto e cosa resta tra le righe.

Tradurre un bisogno in spazio è un atto progettuale tanto quanto tracciare una pianta. Un buon architetto sente le parole, legge tra le righe.

Il mio Fuorisalone in dodici tappe. E una certezza: in un mondo digitale, è tornata al centro la materia. 1–2Da Martinel...
30/04/2026

Il mio Fuorisalone in dodici tappe. E una certezza: in un mondo digitale, è tornata al centro la materia. 

1–2
Da Martinelli Luce si danza intorno a Grammoluce: una lampada che si accende e si modula con un gesto semplice: posare una o più sfere sul paralume. Un'esperienza fisica, quasi rituale.

3
Con Glamora il lino diventa materia viva. Lasciato libero di incresparsi, acquista tridimensionalità e una morbidezza che si percepisce con lo sguardo.

4
Da Itlas il legno si organizza in una trama che guarda al Giappone: segni ordinati, ritmo misurato. Ne nascono pannellature per il bagno che trasformano la superficie in architettura.

5
Con Geometriae per Moroso, Anna Lindgren e Sofia Lagerkvist (Front) lavorano sulla forma come linguaggio. La geometria diventa un modo per raccontare come le cose stanno insieme.

6
Ancora da Moroso, Twinkle: perline veneziane fatte a mano reinventano il classico separé che qui è proposto in una geometria a diversi livelli che evocano un paesaggio domestico.

7
La geometria ritorna anche nei radiatori di Antrax: segni netti, pattern che trasformano un elemento tecnico in presenza visiva. Funzione che diventa disegno.

8
La luce, ancora. Nei progetti di Peter Zumthor per Bey si fa geometria: un cono preciso, quasi assoluto. Ma basta cambiare forma e diventa morbida, diffusa, accogliente.

9
Quella di Urban Lighting è una luce minima, ma tutt’altro che fredda: un piccolo cilindro sospeso che reinterpreta il faretto trasformandolo in oggetto. Legno o marmo, cambia tutto.

10-11
Da Time & Style il legno giapponese torna leggero, quasi disegnato nell’aria. Linee sottili, equilibrio perfetto e grande eleganza.

12
Imola Ceramica invita architetti e visitatori a lasciare un segno, a scrivere, a disegnare. Un gesto semplice, ma raro e delizioso.

13 e 14
Carpanese Home parte dal legno e lo mette in dialogo con la ceramica. Il design ha voglia di tornare alla materia, di rimettere la materialità al centro.

15

Da Manerba, l'art director Ilaria Marelli porta colori audaci ma mai sopra le righe. Coraggio e stile.

Indirizzo

Viale Bruno Buozzi 3
Rome
00197

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+390645491688

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