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30/09/2022

Enrico Fermi (Roma, 29 settembre 1901 – Chicago, 28 novembre 1954) è stato un fisico italiano naturalizzato statunitense, conosciuto principalmente per i suoi studi nel campo della fisica nucleare e della meccanica quantistica.

Nasce il 29 settembre 1901 a Roma. È figlio di Alberto Fermi, funzionario del Ministero dei Trasporti e di Ida De Gattis, maestra.
Fin da piccolo dimostra di possedere una spiccata intelligenza che gli permetterà di primeggiare negli studi.
Frequenta il liceo ginnasio Umberto di Roma e si iscrive successivamente all’ Università Normale di Pisa dove si diplomerà il 7 luglio del 1922 con la formula magna cm laude.

L’anno successivo si trasferisce a Gottigen, alla scuola di Max Born, per migliorare le sue conoscenze di fisica quantistica. Nonostante l’ambiente stimolante, questo periodo non si rivelò particolarmente fruttuoso per Fermi che non ebbe modo di lavorare come avrebbe voluto con i suoi colleghi Born, Heisenberg, Pauli e Jordan.

Fermi ottiene successivamente la cattedra di Fisica Teorica a Roma, creata dal Prof. Corbino, direttore dell'Istituto di Fisica. I due cercarono congiuntamente di trasformare l'Istituto di Via Panisperna in un centro di avanguardia a livello mondiale.
Venne a questo proposito formato un gruppo di giovani studenti e collaboratori noto come i "ragazzi di Via Panisperna" composto da Rasetti, Segré, Amaldi, Majorana, Trabacchi e Pontecorvo.

Successivamente alla scoperta della radioattività artificiale di Irene Curie e Frederic Joliot del 1934, Fermi sostiene una serie di esperimenti: utilizza neutroni per irradiare sistematicamente gli elementi della tavola periodica nel tentativo di produrre nuovi elementi radioattivi.
Vennero irradiati circa 60 elementi e in almeno 40 casi vennero prodotti nuovi elementi radioattivi. Il gruppo guardando ai risultati fu convinto di aver scoperto inoltre due nuovi elementi transuranici: in realtà quello che avevano osservato era la fissione di torio e uranio.
Alla fine di quella stessa estate lo scienziato fece un’ulteriore scoperta: inserendo un blocco di paraffina tra la sorgente di neutroni e il campione da bombardare, venne osservata una consistente amplificazione nella produzione di elementi radioattivi. Fermi spiegò il fenomeno utilizzando i così detti “neutroni lenti”. I neutroni impiegati negli esperimenti, infatti, venivano rallentati in una serie di urti elastici con i protoni della paraffina aumentando in questo modo la loro efficacia nel provocare la radioattività artificiale.

Per queste sue scoperte Enrico Fermi viene insignito nel 1938 del premio Nobel per la Fisica per "l'identificazione di nuovi elementi della radioattività e la scoperta delle reazioni nucleari mediante neutroni lenti".

Negli anni successivi accetta la cattedra alla Columbia University, mentre il suo amico Segrè, accetta la cattedra di fisica a Berkeley. Il gruppo dei "ragazzi di Via Panisperna" quindi si scioglie, anche come conseguenza delle leggi razziali emanate dal regime fascista in quel periodo.
Subito dopo l'arrivo alla Columbia inizia a concentrarsi sullo studio della fissione nucleare e durante gli anni della Seconda guerra mondiale prenderà parte al progetto Manhattan, concepito con lo scopo di produrre il primo ordigno nucleare.

Nell'estate del 1954 inizierà a soffrire dei primi sintomi del cancro allo stomaco che lo porterà alla morte il successivo 29 novembre a Chicago, negli Stati Uniti.
Tra i suoi numerosi allievi ben otto furono, in seguito a lui, vincitori del Premio Nobel. In suo onore è chiamato l’elemento di numero atomico 100, il fermio (Fm), oltre che il cratere lunare Fermi e l’unità di misura Fermi.

[Cristina]

30/09/2022

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