06/06/2026
ATTRAVERSAMENTI. Tra progetto, ricerca e immaginario. Ex Cartiera Savoni - Ceccano
Ogni architettura, una volta compiuta, entra in una nuova condizione: non appartiene più soltanto al suo autore. Ciò che per anni è stato idea, disegno, ricerca, cantiere, viene consegnato alla collettività, all’uso quotidiano, al tempo. Da quel momento l’organismo inizia una vita autonoma, fatta di attraversamenti, trasformazioni e, talvolta, anche di abbandono. Rafael Moneo ha evocato la solitudine degli edifici per descrivere questa sorte inevitabile di ogni architettura: restare nel mondo, disponibile e silenziosa, mentre chi l’ha pensata se ne allontana. Ogni opera continua a esistere oltre il proprio autore come fosse un essere umano e, forse, proprio in questo distacco risiede la sua verità più profonda. La mostra dedicata ad Alfonso Giancotti, allestita all’interno della sua prima opera realizzata, prende forma dentro questa tensione tra separazione e ritorno. Se ogni opera rappresenta un congedo, qui accade qualcosa di inedito: l’autore viene accolto di nuovo in uno spazio che ritrova trasformato dal tempo e dalle vite che lo hanno abitato. Nel frattempo, due percorsi paralleli, nati insieme, hanno continuato il loro cammino. Da una parte l’opera, affidata all’uso, al paesaggio, alle presenze quotidiane. Dall’altra l’architetto, proiettato verso nuove ricerche. Entrambi hanno attraversato gli anni, separatamente, accumulando esperienze e mutamenti. “Attraversamenti” è il momento nel quale queste due traiettorie si ritrovano. Come due amici fraterni che si incontrano dopo molto tempo, l’edificio e il suo autore sembrano riconoscersi ancora e, insieme, possono misurare ciò che il tempo ha aggiunto, sottratto o trasformato. La mostra diventa così un attraversamento del tempo: un ritorno critico e consapevole, capace di interrogare l’origine attraverso l’esperienza. Perché talvolta un’opera, dopo averci lasciati andare, sa ancora offrirci ospitalità e nuovi spunti di riflessione. D’altronde, come ama ricordare Alfonso Giancotti, ogni progetto non finisce mai, semplicemente si sospende quando diventa materia.
Grazie a e il Comune di Ceccano