SubstratumStudio

SubstratumStudio Riferimenti:
Giorgia Castellani | [email protected]
Giovanni Tamburro | g.tamburro@substra

Substratum, ovvero steso sotto, già di per sé è materiale progettuale in quanto pre-esistenza che chiede di essere restituita ad una contemporaneità inattuale. In un senso arcaico è ciò che sta sotto, talora nascosto, ma pur sempre ciò che tiene, materia fatta di relazioni solide, connessioni costanti, collegamenti persistenti. Esige uno sguardo acuto, dinamico, capace di leggere dal basso verso l

’alto e ritorno, di lato e di traverso, fuori e dentro. Un’indagine attenta non solo alle luci ma soprattutto alle ombre, perché sono queste a dare spessore e sostanza, capace di rintracciare segni e disegni, di ricostruire tessuti e trame, di connettere idee ad altre idee, colori a forme, gesti a corpi, sensi a sogni, suoni a forme, forme a idee, e da capo. Scegliamo di ascoltare un palinsesto storico, architettonico e archeologico con pensiero critico nella Roma in cui ogni giorno camminiamo, città per antonomasia stratificata e a più livelli di lettura, complesso sistema semiotico composto da segni urbani, pervaso da dialettiche tra pieni “significanti” da un lato e vuoti “significati” dall’altro. Indaghiamo il sostrato, se oscurato, negato o in ombra, per riportarlo alla luce perché tra l’arcaico e il moderno c’è sempre un appuntamento segreto, se basamento antico per riconoscerlo come fondazione su cui poggiare o sospendere l’intervento contemporaneo. Ricerchiamo in ogni caso una buona accordatura, generatrice di rinnovati sensi e di nuovi usi e fruizioni, scegliendo se intervenire in continuità o in discontinuità, ma comunque sposando la via della riconoscibilità e distinguibilità, consapevoli che l’architettura vive in un rapporto contingente e rotondo con il tempo. Ci auguriamo di costruire ponti e stringere legami e nodi con differenti contesti, antropici e naturali, in un dialogo serrato e costante con la stratificazione, intesa, questa, trasversalmente, sia nella sua orizzontalità fisica fatta di sovrapposizioni, giustapposizioni e compenetrazioni, sia nella sua verticalità complessa di molteplici sensi e tempi, di plurime narrazioni urbane ed architettoniche. Osserviamo il basso per guardare l’alto, ricuciamo il sotto per tessere un sopra.

18/12/2025
Mise en place*Un’isola monolitica che cela e si cela nelle sue forme pure e nel suo nero che tutto assorbe, un mobile a ...
29/08/2024

Mise en place
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Un’isola monolitica che cela e si cela nelle sue forme pure e nel suo nero che tutto assorbe, un mobile a giorno che mostra e si mostra nella sua essenza lignea, che riscalda; questi i due elementi scelti per l’allestimento della cucina: un dialogo tra forme e materiali, a contrasto con le pareti bianche della Galleria.

Il focus visivo dello spazio è l’isola, disegnata senza gole o maniglie e concepita in un unico materiale, il fenix, affinché si astraesse nello spazio come pura forma. A denunciarne la sua funzione è solo il piano cottura ad induzione, elemento riflettente nel volume opaco.

A dialogare con l’isola e lo spazio, le opere dell’artista Nordine Sajot, formatasi in arte e design, e che, dalla fine degli anni ’90 lavora sull’alimentazione, le relazioni sociali, la globalizzazione. In questo caso, analizzando i gesti e gli utensili della tavola e della cucina solleva questioni antropologiche e culturali radicate nell’inconscio collettivo e i sistemi di dominanza collegati ai rituali della preparazione e del consumo del cibo.

A livello formale e concettuale l’arte e il design di “Mise en place” parlano di contenitore e contenuto, di bianco e di nero, di luci e di ombre, di impronte lasciate nella materia, di memoria che diventa rito.

Nel corso dei quattro mesi di esposizione si sono succeduti eventi che hanno concretizzato la nostra volontà di fare della Galleria un luogo di relazione e di incontro: vernissage e finissage, ma anche una degustazione d’arte per esplorare il significato simbolico di alcuni alimenti serviti nelle opere della Sajot, e una limonata. In occasione di questi eventi l’artista è stata invitata a sviluppare degli approfondimenti, in relazione con l’arredo e lo spazio, creando un flusso fra i diversi linguaggi, punto focale del progetto.
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In collab. con Situazione Architettura
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Arredo di Timeforkitchen
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Opere di

Fotografie - serie analogica su carta baritata - senza titolo - pezzi unici.

Sculture P.G.R. serie - ceramiche smaltate - dim. variabili da impronte.

Serie di piatti e contenitori - degustazione - ceramiche cristallinate.
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Communication Manager Amalia di Lanno

In Villa Riccio Il bagno è l’unica stanza rivestita di travertino chiaro, ad omaggiare la romanità novecentesca. I mater...
22/05/2024

In Villa Riccio

Il bagno è l’unica stanza rivestita di travertino chiaro, ad omaggiare la romanità novecentesca. I materiali delle finiture e degli arredi sono scelti naturali per accogliere e mostrare il passaggio del tempo.

Cliente: privato
Anno: 2022
Foto:

In Villa Riccio Il bagno è l’unica stanza rivestita di travertino chiaro, ad omaggiare la romanità novecentesca. I mater...
15/05/2024

In Villa Riccio

Il bagno è l’unica stanza rivestita di travertino chiaro, ad omaggiare la romanità novecentesca. I materiali delle finiture e degli arredi sono scelti naturali per accogliere e mostrare il passaggio del tempo.

Cliente: privato
Anno: 2022
Foto:
Opere: ceramica

La camera da letto è inondata dalla luce bianca del fronte sud e dal profumo dei tigli. A terra una superficie di parque...
04/05/2024

La camera da letto è inondata dalla luce bianca del fronte sud e dal profumo dei tigli. A terra una superficie di parquet stonalizzato contrasta con le pareti di un bianco lino lasciate “silenziose”. I materiali delle finiture e degli arredi sono scelti naturali per accogliere e mostrare il passaggio del tempo.

Cliente: privato
Anno: 2022
Foto:

In Villa Riccio Nel controcampo del soggiorno, due varchi murari gemelli di accesso alla cucina e all’ingresso segnano l...
03/05/2024

In Villa Riccio

Nel controcampo del soggiorno, due varchi murari gemelli di accesso alla cucina e all’ingresso segnano l’alternanza dei pieni e dei vuoti, riproponendo l’importante altezza delle finestre con cui dialogano. La camera da letto è inondata dalla luce bianca del fronte sud e dal profumo dei tigli. A terra una superficie di parquet stonalizzato contrasta con le pareti di un bianco lino lasciate “silenziose”. Il bagno è l’unica stanza rivestita di travertino chiaro, ad omaggiare la romanità novecentesca. I materiali delle finiture e degli arredi sono scelti naturali per accogliere e mostrare il passaggio del tempo.

Cliente: privato
Anno: 2022
Foto:

Con cura*Il terzo progetto quadrimestrale di SUBSTRATUM GALLERIA intende riportare l’attenzione sulla consapevolezza del...
24/01/2024

Con cura
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Il terzo progetto quadrimestrale di SUBSTRATUM GALLERIA intende riportare l’attenzione sulla consapevolezza del fare, sentire e prendere a cuore la vita in relazione a noi stessi e agli altri e al senso abitativo d’insieme. Lo spazio espositivo, si trasforma in una sala da pranzo nella quale ogni cosa è ideata, creata e vissuta Con Cura. L’allestimento abbraccia l’idea di relazione e collettività, immette visivamente in una camera riservata all’accoglienza e alla condivisione. In questo soggiorno ci sentiamo avvolti; nella diversità di forme, colori e temperature è il raccoglimento; nido diviene così casa e famiglia riunita al tavolo, un invito al ricongiungersi in una ritualità partecipativa laddove, riconoscersi insieme, risulta significativo nel vissuto di un interno, fisico e trascendente.
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In collaborazione con Mobilia Scatena di Battaglini Gabriele e C.
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Arredo di
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Opere di
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Con la partecipazione di
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Communication Manager
Amalia di Lanno

Con cura*Il terzo progetto quadrimestrale che inaugura la nuova stagione di SUBSTRATUM GALLERIA intende riportare l’atte...
22/01/2024

Con cura
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Il terzo progetto quadrimestrale che inaugura la nuova stagione di SUBSTRATUM GALLERIA intende riportare l’attenzione sulla consapevolezza del fare, sentire e prendere a cuore la vita in relazione a noi stessi e agli altri e al senso abitativo d’insieme. Lo spazio espositivo, si trasforma in una sala da pranzo nella quale ogni cosa è ideata, creata e vissuta Con Cura. L’allestimento abbraccia l’idea di relazione e collettività, immette visivamente in una camera riservata all’accoglienza e alla condivisione. In questo soggiorno ci sentiamo avvolti; nella diversità di forme, colori e temperature è il raccoglimento; nido diviene così casa e famiglia riunita al tavolo, un invito al ricongiungersi in una ritualità partecipativa laddove, riconoscersi insieme, risulta significativo nel vissuto di un interno, fisico e trascendente.
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In collaborazione con Mobilia Scatena
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Arredo di Kristalia
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Opere di Daniela Daz Moretti
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Con la partecipazione di Bottega Buonarroti
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Communication Manager
Amalia di Lanno Amalia Di Lanno ArteCultura

Casa delle magnolie Nello studio, lo spazio più personale della casa, le anime di Loro sembrano guardarsi: il pianoforte...
22/12/2023

Casa delle magnolie

Nello studio, lo spazio più personale della casa, le anime di Loro sembrano guardarsi: il pianoforte antico di Lui, in legno di noce, e la cappelliera in ferro di Lei, con i suoi piccoli bracci ad imbuto, parte terminale di un sistema libreria con scrivania grafica, esile, leggera

Cliente: privato
Anno: 2022
Foto:

Indirizzo

Via In Selci 84b
Rome
00186

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