Bieco srl

Bieco srl Realizzazione e gestione di impianti di discarica per rifiuti inerti e rifiuti speciali non pericolosi

Scala Coeli, conclusa la messa in sicurezzaScongiurato ogni pericolo per l’ambienteLa Bieco annuncia la conclusione dell...
05/08/2023

Scala Coeli, conclusa la messa in sicurezza
Scongiurato ogni pericolo per l’ambiente

La Bieco annuncia la conclusione delle attività in emergenza. Ripristinato lo stato dei luoghi

Scala Coeli, sabato 5 agosto 23- Completata l’attività di tempestivo ripristino dello stato dei luoghi nell'area interessata dal recente sversamento di liquami dall’invaso dell'impianto. La messa in sicurezza in emergenza, conformemente a quanto previsto dal quadro normativo, è stata portata a termine con il massimo impegno da parte di tutti gli Enti coinvolti.

Sin dalle prime battute e in tempi record, senza risparmiarsi, la società Bieco (proprietaria dell’infrastruttura) ha immediatamente attivato il piano di intervento, coinvolgendo le autorità competenti, provvedendo alla celere asportazione del liquido accidentalmente fuoriuscito dall'impianto e attivando ogni misura preventiva ed azione di contenimento previste per siffatte tipologie di eventi.

In particolare mediante la realizzazione di bacini artificiali e provvisori, il liquido è stato opportunamente confinato al fine di mitigare qualsiasi possibile impatto ambientale per poi essere rimosso in tempi celeri grazie ad un’opera incessante e complessa di asportazione, trasporto e smaltimento presso impianti autorizzati anche fuori Regione.

Successivamente, è stata eseguita la pulizia e la scarificazione del terreno interessato, eliminando ogni traccia dei liquami. Tutte le analisi effettuate hanno riportato esiti positivi, confermando l'efficacia delle misure adottate e la conformità agli standard di sicurezza ambientale.

La Bieco ha provveduto pertanto a ripristinare lo stato dei luoghi e, conseguentemente, a riaprire gli argini dei bacini delle acque al fine del ripristino del loro regolare deflusso.

Con grande soddisfazione la Bieco ha concluso le attività di messa in sicurezza e ripristino dei luoghi facendo leva su un’articolata e onerosa opera resa possibile anche grazie al monitoraggio continuo e all’assistenza di tutti gli Enti interessati.

Si è cosi scongiurato il verificarsi di ogni ulteriore pericolo per l’ambiente e prevenuta qualsivoglia situazione di danno ambientale.

La Bieco ha conseguentemente predisposto e presentato il Piano di Indagini Preliminari agli enti competenti, volto a verificare ulteriormente le condizioni delle acque e dei terreni sotterranei, a conferma del costante rispetto dell'azienda alle norme in materia di sicurezza ambientale e trasparenza amministrativa.

Nel mentre la BIECO procedeva all’esecuzione delle operazioni di messa in sicurezza in emergenza e al ripristino dello stato dei luoghi, la stessa ha dovuto fronteggiare un'ingiustificata campagna di aggressione mediatica, caratterizzata da dichiarazioni infondate quanto allarmistiche in danno dell'intera valle del Nicà e del territorio circostante.

Si è a tratti assistito a dichiarazioni giornalistiche, e non solo, nelle quali non si comprendeva se l’auspicio dei dichiaranti fosse l’uscita dalla situazione di emergenza ambientale o, viceversa, l’aggravamento degli effetti di un evento utilizzato da alcuni addirittura quale biasimevole vetrina di visibilità.

Ad oggi purtroppo non sono terminati i continui tentativi di fomentare dubbi sulla incessante opera realizzata da Bieco e dagli Enti preposti nonché di diffondere nella popolazione preoccupazioni ingiustificate e allarmanti, con continue campagne di manipolazione della realtà e di terrorismo mediatico.

Scala Coeli, alla fase finale la messa in sicurezza delle areeBieco ha completato la rimozione del liquido e ringrazia l...
15/07/2023

Scala Coeli, alla fase finale la messa in sicurezza delle aree

Bieco ha completato la rimozione del liquido e ringrazia le autorità per il supporto durante le attività.

Scala Coeli, sabato 15 luglio 2023

L'attività di messa in sicurezza e ripristino dello stato dei luoghi procede a ritmi serrati.

A seguito dell'evento, per arginare il liquame fuoriuscito dall’invaso, sono stati immediatamente realizzati alcuni bacini artificiali nel fosso Capoferro e nel torrente Patia, evitando così che lo stesso potesse confluire nel fiume Nicà.

La Bieco ha senza indugio attivato tutte le procedure del caso e - seppur riscontrando enormi difficoltà nel reperimento di impianti di smaltimento autorizzati - si è prodigata per risolvere tempestivamente il problema, conferendo in impianti dislocati in diverse regioni d’Italia, mobilitando anche numerosi trasportatori, che hanno garantito l’impiego fino a 40 cisterne/giorno.

L'attività di aspirazione del liquame risulta perciò ormai conclusa, nonostante le sorgenti presenti nell’area abbiano contribuito a rallentare i tempi di intervento, aumentando esponenzialmente il quantitativo di rifiuto liquido da prelevare e portare a smaltimento.

Si sta ora procedendo al completamento delle attività di messa in sicurezza nell'intera area interessata, mediante scarificazione del terreno superficiale, sottoponendo al vaglio delle competenti Autorità specifiche proposte tecniche di intervento urgente.

Si coglie l’occasione per esprimere un sentito ringraziamento a tutte le Pubbliche Autorità che stanno offrendo il loro prezioso supporto nell'azione intrapresa, posto che la fattiva collaborazione tra la società e le Istituzioni è risultata di fondamentale importanza per il definitivo superamento della situazione di emergenza venutasi a determinare.

Bieco desidera sottolineare altresì che la sicurezza e la tutela dell'ambiente rappresentano le massime priorità dell'azienda e che la situazione è costantemente monitorata, essendo state adottate tutte le precauzioni necessarie per garantire il pieno controllo dell'evento.

Pertanto, si confida anche nella corretta e trasparente informazione dei media, al fine di evitare inutili, quanto deprecabili, allarmismi nella comunità locale.

Al riguardo, la società ribadisce che sarà costretta a reagire legalmente nei confronti di coloro i quali continuano pervicacemente a diffondere notizie false e tendenziose, fonte di danno all'immagine e alla reputazione aziendali, oltre che strumento di procurato allarme collettivo.

Bieco si impegna a mantenere informata la Comunità sugli sviluppi futuri, continuando ad improntare il proprio operato alla massima trasparenza e responsabilità.

DISCARICA, PROSEGUE L’ATTIVITÀ DI RIPRISTINOCON IL SUPPORTO DELLE AUTORITÀImpegno costante per garantire sicurezza e col...
10/07/2023

DISCARICA, PROSEGUE L’ATTIVITÀ DI RIPRISTINO
CON IL SUPPORTO DELLE AUTORITÀ

Impegno costante per garantire sicurezza e collaborazione con le istituzioni. Massima disponibilità nei confronti della Magistratura. L’invito è alla prudenza nei giudizi

Scala Coeli, lunedì 10 luglio 2023

Prosegue in fase avanzata e senza sosta l'attività di ripristino dello stato dei luoghi nell'area antistante alla discarica Pipino di Scala Coeli. La società Bieco, proprietaria dell'impianto, precisa che l'evento si è verificato in una situazione assolutamente eccezionale e imprevedibile, e sin da subito sono state attuate le procedure previste per la messa in sicurezza di tutta l'area interessata.

La Bieco sta lavorando dal primo giorno, con impegno incessante, per ripristinare lo stato delle cose, nonostante le difficoltà oggettive nel reperimento di impianti disponibili per lo smaltimento dei liquidi, raggiungendo anche impianti extraregionali, in particolare nelle regioni Sicilia e Campania. La proprietà sta ricevendo il massimo supporto dalle autorità preposte, con cui si condivide ogni iniziativa.

Ad oggi, l'impianto risulta perfettamente ripristinato nella sua piena funzionalità e, anche in occasione del tavolo tecnico tenutosi presso la Cittadella regionale venerdì 6 luglio, la società ha esposto agli organismi competenti soluzioni tecniche complementari per accelerare i tempi della integrale bonifica, sebbene vi sia chi tenta di ostacolare le attività.

La stessa azienda mantiene un rapporto di totale disponibilità e di assoluta collaborazione con la Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari, verso cui esprime la più assoluta fiducia.

È stato dato mandato ai legali per l’inoltro di istanze utili ad accelerare e definire lo stato di emergenza nonché per la presentazione di un esposto contro ignoti che hanno provocato l'apertura con mezzo meccanico di uno degli argini contenenti le acque sorgive (oggetto di attenzione mediatica), prontamente ripristinato.

Legittima può essere la preoccupazione, che è di tutti, inclusa quella dell'impresa Bieco, che non avrebbe mai permesso che una cosa del genere potesse accadere.

È quindi irresponsabile creare una situazione di allarmismo con diffusione di notizie del tutto infondate da parte di chi, per l’ennesima volta sembra augurarsi un disastro per l’ambiente di cui non v’è traccia stando agli esiti dei risultati elaborati dagli organismi preposti.

Appare francamente paradossale poi che a qualche sedicente ambientalista sia consentito screditare addirittura l'Arpacal, rea di aver confermato la balneabilità delle acque. Si tratta di sobillatori irresponsabili, che sfruttano il momento per cercare di costruirsi una carriera politica, come altri hanno già fatto nel recente passato.

Tali comportamenti e dichiarazioni, fondati sul mero “sentito dire”, oltre a diffondere nell’opinione pubblica un ingiustificato sentimento di allarme ambientale, in particolare sull’inventato inquinamento delle acque del mare, screditando di fatto gli organismi preposti, rappresentano la fonte dei veri danni all'immagine del territorio, avente forte vocazione turistica.

Al di là delle polemiche, la Bieco continua a lavorare incessantemente: oltre alla messa in sicurezza del tratto interessato e all’avviata bonifica dei corsi d’acqua in modo da ripristinarne la salubrità in misura superiore a quella preesistente all’evento, fornisce anche supporto agli agricoltori mediante il rifornimento di acqua potabile con apposite cisterne.

L’invito è di tornare al senso della responsabilità, guardando ai fatti ed evitando di procurare allarmismo e danni al territorio nel rispetto della stagione turistica appena iniziata.

A che punto è il Piano regionale di gestione dei rifiuti in  ? Qual è la strategia della   per adeguare al proprio PRGR ...
12/05/2023

A che punto è il Piano regionale di gestione dei rifiuti in ? Qual è la strategia della per adeguare al proprio PRGR al PNGR? Quali sono - se ci sono - le criticità a cui far fronte?

Scopriamolo insieme a rappresentanti istituzionali, imprenditori e professionisti locali il 18 maggio al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria!

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati, prenota subito il tuo: https://statiregionali.maidiremedia.it/calabria/



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SCALA COELI, BIECO: LEGAMBIENTE GENERA ALLARME E PRENDE QUERELEL’impianto di località Pipino è a norma, così come confer...
13/01/2023

SCALA COELI, BIECO: LEGAMBIENTE GENERA ALLARME E PRENDE QUERELE

L’impianto di località Pipino è a norma, così come confermato dalle relazioni degli organismi di controllo. Nonostante ciò, gli ambientalisti continuano a diffondere notizie false e tendenziose

Corigliano Rossano, venerdì 13 gennaio 2023

Le recenti uscite pubbliche da parte di Legambiente, in particolare del Circolo “Nicà” di Scala Coeli confermano una volontà di creare falsa informazione sulla gestione della discarica di località Pipino oltre alla malafede con la quale si tenta di generare ingiustificato allarme su presunti pericoli ambientali.
Denunce infondate e confusione creata ad arte, attraverso notizie destituite di ogni fondamento, concorrono alla diffusione di informazioni false e tendenziose che costituiscono fonte di procurato allarme per le popolazioni interessate.
Già da tempo e ben prima delle ultime gravi esternazioni dell’associazione ambientalista, Bieco srl, società proprietaria dell’impianto di località Pipino sita in Scala Coeli, ha fatto ricorso all’Autorità giudiziaria perché si valutino le responsabilità di chi, attraverso pretestuosi esposti e segnalazioni anche sui mezzi di informazione e social, si sta da tempo rendendo protagonista di condotte dalla rilevanza penale.
La misura ormai è colma e di fronte all’ennesimo ritorno di un vero e proprio “ambientalismo ad orologeria”, scatta una nuova querela.
L’azienda non teme alcun esposto o controlli vari per il lungo iter autorizzativo svolto e la perfetta regolarità nella gestione alla luce delle innumerevoli relazioni effettuate dagli organismi di controllo preposti da cui emerge con evidenza che le procedure seguite dalla società Bieco sono conformi al quadro normativo regionale, nazionale e locale.
Nessuna violazione è stata commessa o accertata, né sussistono pericoli di inquinamento ambientale. Contrariamente alle tendenziose dichiarazioni pubbliche degli ambientalisti, gli Organi di controllo si sono sempre attivati per effettuare nuove verifiche sempre con esito negativo ma con il risultato dell’ingiusta e grave interruzione del loro pubblico servizio.
Ancor più grave che le inconsistenti segnalazioni promanino da rappresentanti di associazioni ambientaliste che esercitano l’attività di pubblico ufficiale e che, per ragioni di carrierismo politico, si cimentano in guardiani della natura, ben consapevoli che la verità non può appartenere a chi subisce condanne per falsità, mascherandosi da innocenti solo grazie all’intervenuta prescrizione.
Inoltre, come già ribadito in più occasioni, l’impianto di Scala Coeli è destinato a ricevere solo ed esclusivamente rifiuti speciali non pericolosi. Dal 2000 la Legge vieta l’abbancamento in discarica dei rifiuti solidi urbani. Pertanto, nonostante la continua confusione sul punto montata ad arte da Legambiente, la discarica di località Pipino non può in alcun modo sostituirsi agli impianti per il trattamento dei rifiuti solidi urbani, bensì può offrire uno sbocco per lo smaltimento degli scarti che questi impianti producono. Così come può smaltire i fanghi degli impianti di depurazione al fine di evitare che detti impianti possano inquinare il nostro prezioso mare.
A fronte di cotanto livore perpetrato nei confronti della sola discarica Pipino e a conferma che l’impianto destinato al conferimento di rifiuti non pericolosi è in regola, è pervenuta da tempo la regolare autorizzazione da parte della Regione Calabria. L’impianto è attivo dal 2012. L’iter autorizzativo è durato lunghi anni, durante i quali il progetto è stato analizzato in ogni sua parte da circa 15 Enti che hanno valutato ogni singolo atto, il tutto sotto il controllo della stessa Legambiente, chiamata a partecipare alle conferenze di servizio.
Per quanto attiene la realizzazione della strada intercomunale (il tratto che dalla provinciale porta all’impianto di discarica) sia la fase progettuale sia la costruzione è a carico della Bieco. Il tratto ha una lunghezza di 1,2 km, compreso un ponte che oltrepassa il Fiume Nicà, che la Bieco consegnerà gratuitamente al Comune di Scala Coeli.

13/01/2022

Discarica Pipino, tutto in regola. Atteggiamento eversivo del civismo

30/06/2019

Scala Coeli. Impianto Pipino, grave ingerenza del Sen. Morra. L'azienda proprietaria replica al parlamentare del M5s intervenuto nei giorni scorsi

MISERI ATTACCHI ALLA FAMIGLIA PULIGNANOMACCHINA DEL FANGO RIPUGNANTECorigliano Rossano, mercoledì 10 aprile 2019 In più ...
10/04/2019

MISERI ATTACCHI ALLA FAMIGLIA PULIGNANO
MACCHINA DEL FANGO RIPUGNANTE

Corigliano Rossano, mercoledì 10 aprile 2019

In più occasioni siamo stati associati o quasi ritenuti organici a cosche malavitose o affiliati alla ‘Nrangheta mediante risibili interpretazioni o deduzioni incomprensibili di un soggetto, iscritto all’Ordine dei Giornalisti, titolare di un sito telematico di cui è direttore responsabile, sottoposto quindi ad obblighi di legge che impongono riscontri e verifiche prima di procedere alla pubblicazione di una notizia ancor più se relativa a fatti di particolare rilevanza. Accuse gravi, infamanti, che ledono la onorabilità della persona, della famiglia, dei figli, di quanti lavorano all’interno di un’azienda.

Conoscendo il livello di spregiudicatezza del soggetto siamo consapevoli che saremo destinatari e vittime di nuove invettive, ma abbiamo l’obbligo civico e morale di rivolgerci all’ampia platea di lettori a cui va precisato che la nostra famiglia è estranea ad ogni forma di continguità sia a organizzazioni criminali sia politiche/partitiche. Siamo imprenditori, abbiamo iniziato questa esperienza con umiltà e sacrifici, in una area dove tutto diventa più difficile. Abbiamo creato posti di lavoro, ci esponiamo a rischi di investimento e non solo. Per nostra natura, siamo abituati sempre ad assumerci le responsabilità. Certe gratuite affermazioni dunque, non possono trovare ospitalità né essere tollerate.

A tutto c’è un limite!

Mai, da queste parti, il giornalismo è sceso così in basso per stile, forma, garbo e contenuti. Lo scenario che si offre è degradante, da macelleria mediatica.
Taciamo su pur ragionevoli opinamenti che valgono a svelare le misere ragioni che sottendono a tali vergognosi attacchi. Non amiamo trascendere, lasciamo ad altri tale modus agendi. L’informazione deve esercitare anche una funzione pedagogica, formativa, e di crescita culturale. Tutto questo non avviene, e spiace dover constatare come metodi e condotte aberranti trovino accoglienza in like di cittadini utenti pur se consapevoli di assistere ad atti di sciacallaggio senza precedenti nella storia del giornalismo calabrese per volgarità e per tracotanza nell’offesa di persone e professionalità, stravolgendo le regole del vivere civile che devono caratterizzare lo Stato di diritto!

La macchina del fango si mette in moto ogni qualvolta si è prossimi a una campagna elettorale e si chiamano in causa soggetti imprenditoriali, associandoli alla ‘ndrangheta, trincerandosi nella impenetrabilità di una “lettera firmata” ma anonima, alimentando forme clandestine della stampa, anch’esse penalmente perseguibili, di imbarbarimento della civiltà dei rapporti.

Denunce gravi che si lasciano nel limbo dell’incognito con evidente rappresentazione di una profonda viltà non solo per l’autore degli scritti ma anche per chi, a vario titolo concorre alla pubblicazione.

Si pubblica una lettera senza i firmatari privilegiando la strada della riservatezza e non già della trasparenza, contrariamente ai contenuti pubblicati, dove, invece, si citano nomi, cognomi, nomignoli, etc etc, tutelando e incentivando i corvi. Il teorema che si mette in piedi è quello secondo il quale chi opera nel settore dei rifiuti sia necessariamente collegato alla criminalità organizzata, e lo si fa per deduzione populistica, per sensazionalismo, o per azione di spettacolarizzazione della notizia. Senza uno straccio di prova o indizio, se non la presenza di letterine anonime! E ciò che è agghiacciante è che si specula sulla vita delle persone a volte per un click in più così da rientrare in una spicciolata di rimborsi dai colossi social, tal altra sotto pagamento da parte di chi commissiona articoli ad orologeria nell’ambito di scenari politici a cui la nostra azienda è totalmente estranea, così come è totalmente estranea a qualsivoglia ipotesi di vicinanza o appartenenza a forme di criminalità organizzata. Quel che il cittadino deve auspicare è una informazione chiara e trasparente, socialmente utile, non certo quella dell’insinuazione, del dubbio, del dileggio! Né si può pensare a forme di impunibilità solo perché non si ha nulla da perdere!

A differenza di chi si nutre di maldicenza, la nostra società ha invece da perdere e, soprattutto, è a repentaglio il futuro di intere famiglie a cui viene garantito il lavoro in una terra difficile come la nostra.
Chi opera nel settore dell’informazione dovrebbe essere a conoscenza che una società operante sul mercato è condizionata dai media. Come è possibile non comprendere che un’impresa, se viene collegata ad organizzazioni malavitose, potrebbe subire gravi conseguenze nell’impatto con l’esterno, con la burocrazia, con la politica, e con la pubblica amministrazione la cui attività è monitorata costantemente dall’anticorruzione! Come si può essere così superficiali nelle pubblicazioni che gettano discredito su soggetti giuridici chiamati ad attenersi a principi di attendibilità e credibilità aziendale!

A questa forma degenerativa di gratuito scandalismo siamo chiamati ovvero costretti da ineludibili pulsioni morali, a difenderci dando mandato a uno Studio Legale, confidando in un immediato intervento non solo della Magistratura ma anche dell’Ordine dei Giornalisti di competenza a cui è demandato il compito di intervento per infrenare, correggere e reprimere devianze dalle regole e dai doveri di corretta informazione.

Eugenio Pulignano (Amministratore Bieco)
Walter Pulignano (Socio Bieco)

Indirizzo

Contrada Sant'Irene/Zona Industriale
Rossano
87064

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