Consorzio Forestale Sugherete del Golfo

Consorzio Forestale Sugherete del Golfo Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Consorzio Forestale Sugherete del Golfo, Servizio forestale, Località Hangar 5, Santa Marina.

Primo Consorzio Forestale
della Regione Campania

Ci impegniamo per attivare il recupero dei querceti di sughera del Basso Cilento, abbandonati da tempo e apparentemente dormienti ma che costituiscono gli alveoli dorati del Golfo di Policastro e di Velia.

05/04/2026

Due anni fa si teneva il convegno "Quercus Suber: un rebus da risolvere" .Si è trattato di un'importante iniziativa che ha riunito professionisti del settore e cittadini per discutere delle problematiche e soluzioni per la sostenibilità ambientale e sociale delle nostre sughere, promuovendo la gestione partecipata ed associata del patrimonio agro-silvo-pastorale.

Grazie a Leonardo Guzzo per aver intelaiato e composto con semplici ma chiare graphie una pagina de Il Mattino di Salern...
01/12/2025

Grazie a Leonardo Guzzo per aver intelaiato e composto con semplici ma chiare graphie una pagina de Il Mattino di Salerno sul senso del progetto del Consorzio Forestale Sugherete del Golfo
Buona lettura!!

Le foreste private sono una parte fondamentale del paesaggio rurale europeo. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, m...
22/10/2025

Le foreste private sono una parte fondamentale del paesaggio rurale europeo. Anche se spesso non ce ne rendiamo conto, molti boschi appartengono a famiglie, agricoltori o piccoli proprietari, non solo allo Stato. Questi proprietari svolgono un ruolo molto importante: si occupano della cura e della gestione sostenibile delle foreste, che sono essenziali per la nostra salute, per l’ambiente e per contrastare il cambiamento climatico.Ma gestire una foresta in modo corretto richiede risorse economiche, competenze e collaborazione. Per questo motivo è necessario che i proprietari forestali privati ricevano un sostegno adeguato, sia finanziario che organizzativo. Le sfide da affrontare, infatti, sono molte: dagli effetti del cambiamento climatico agli incendi, dal calo del valore del legno alla perdita di biodiversità.
L’Unione Europea offre già alcuni strumenti importanti. In particolare, la Politica Agricola
Comune (PAC) e i programmi di innovazione come Horizon Europe aiutano a migliorare la
resilienza delle foreste e a sostenere lo sviluppo delle aree rurali. Questi programmi
finanziano progetti per proteggere la natura, prevenire i disastri ambientali e valorizzare i
tanti benefici che le foreste offrono alla società, come l’aria pulita, l’acqua e gli spazi verdi.Tuttavia, non bastano solo i fondi. È fondamentale anche rafforzare la collaborazione tra istituzioni, comunità locali e proprietari forestali, migliorare le competenze, e rendere più facile l’accesso alle nuove opportunità, come i crediti di carbonio e la bioeconomia, che promuove l’uso sostenibile delle risorse naturali.Per avere un impatto reale, serve un approccio condiviso tra governi, investitori, cittadini e chi vive e lavora nei territori forestali. Sostenere i proprietari di foreste private significa investire nel futuro del nostro ambiente, ma anche tutelare il benessere delle comunità rurali e contribuire agli obiettivi ecologici europei.



La Strategia Forestale dell’Unione Europea per il 2030 è uno degli strumenti fondamentalidel Green Deal europeo. Il suo ...
19/10/2025

La Strategia Forestale dell’Unione Europea per il 2030 è uno degli strumenti fondamentali
del Green Deal europeo. Il suo obiettivo principale è garantire che le foreste dell’UE sianosane, resilienti, ricche di biodiversità e capaci di contribuire alla neutralità climatica, alla tutela ambientale e allo sviluppo socioeconomico sostenibile.
Le foreste europee coprono circa il 40% del territorio dell’Unione e sono essenziali per la vita sul pianeta. Assorbono CO₂, proteggono la biodiversità, regolano il ciclo dell’acqua e
forniscono materie prime rinnovabili. Inoltre, sostengono milioni di posti di lavoro, in
particolare nelle aree rurali. Tuttavia, sono sempre più minacciate da cambiamenti climatici, incendi, eventi meteorologici estremi, parassiti e una gestione non sempre sostenibile.
Tra le azioni chiave della strategia troviamo la protezione delle foreste primarie e vetuste, il
ripristino degli ecosistemi forestali degradati, e la piantumazione di almeno 3 miliardi di alberi
entro il 2030, seguendo rigorosi criteri ecologici. La strategia promuove una gestione
forestale sostenibile, che coniughi produzione, tutela ambientale e benefici sociali,
valorizzando anche funzioni culturali, ricreative e paesaggistiche delle foreste.
Un altro pilastro è il miglioramento del monitoraggio forestale, tramite raccolta dati
armonizzata, tecnologie digitali e osservazione satellitare. Inoltre, si punta al coinvolgimento
diretto di proprietari forestali, comunità locali, enti pubblici e privati, anche attraverso
incentivi economici e programmi di formazione.
Infine, la strategia mira a rafforzare la coerenza tra le politiche europee — ambiente,
agricoltura, energia, commercio — affinché le foreste non siano più considerate solo come
risorse da sfruttare, ma come alleate fondamentali per la salute del pianeta e delle persone.

Finanziato dal programma Horizon Europe Funding



Che cosa vuol dire ecosistema agro-forestale?Indica un mondo naturale in cui l’intervento antropizzante dell’uomo ben si...
01/10/2025

Che cosa vuol dire ecosistema agro-forestale?
Indica un mondo naturale in cui l’intervento antropizzante dell’uomo ben si è armonizzato con il sistema bosco. E’ una pratica agricola sostenibile che combina alberi, coltivazioni e/o animali in un’unica area, in modo integrato. Si ispira al funzionamento degli ecosistemi naturali, cercando di aumentare la produttività, migliorare la qualità del suolo, ridurre l’erosione e conservare la biodiversità. Tra gli esempi più pratici abbiamo l’uliveto con colture cerealicole tra le file, praticato nel Sud Italia;i pascoli alberati, tipici dell’Appennino, dove bovini o ovini si nutrono sotto querce o castagni, arricchendo il suolo con letame naturale; il cacao o caffè che nelle aree tropicali cresce sotto alberi d’alto fusto che offrono ombra e protezione;i frutteti misti con ortaggi e piccoli animali, diffusi in zone rurali, sono esempi validi. Questi sistemi migliorano la biodiversità e rendono l’agricoltura più resiliente. Anche le sugherete sono un esempio classico e molto efficace di sistema agroforestale tradizionale del bacino del Mediterraneo. Infatti non si tratta di semplici boschi ma di spazi gestiti in modo multifunzionale, dove si combinano produzione forestale, pascolo e agricoltura .Le sugherete, in particolare, rappresentano un perfetto equilibrio tra intervento umano e natura, poiché consentono di estrarre il sughero senza abbattere gli alberi, mantenendo vivi gli ecosistemi per generazioni. La presenza di animali al pascolo, la raccolta di prodotti spontanei e la tutela della biodiversità rendono questi ambienti un modello di gestione sostenibile del territorio. I sistemi agroforestali, come le sugherete e gli altri esempi citati, dimostrano che è possibile produrre rispettando l’ambiente, valorizzando le risorse locali e contribuendo alla lotta contro il cambiamento climatico. Sono quindi un’opportunità concreta per un'agricoltura più etica e duratura.

Progetto finanziato dal programma Horizon Europe funding

Con il post di oggi siamo qui per parlavi di uno degli argomenti trattati in tema di gestione forestale sostenibile dura...
23/09/2025

Con il post di oggi siamo qui per parlavi di uno degli argomenti trattati in tema di gestione forestale sostenibile durante la prima conferenza europea per i piccoli proprietari forestali tenutasi lo scorso
maggio a Roma.

Avete mai fatto caso ai simboli presenti su alcuni prodotti in legno/ carta/sughero, come mobili,quaderni, tappi o imballaggi? Magari avete visto le sigle FSC® o PEFC™, ma sapete cosa rappresentano?
Si tratta di certificazioni forestali, strumenti che servono a garantire che una foresta venga gestita in modo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente, delle persone e dell’economia locale. In pratica, quando
un bosco è certificato, significa che le attività di taglio, cura , estrazione delle risorse di un bosco seguono regole precise: si abbattono solo gli alberi necessari, si protegge la biodiversità, si rispettano i diritti dei lavoratori e si assicura che la foresta continui a vivere e a rigenerarsi nel tempo.
I due principali sistemi di certificazione a livello mondiale sono:
● FSC® (Forest Stewardship Council): standard internazionale, con regole più rigide e attenzione a ambiente, diritti umani e sociali. È spesso scelto da grandi marchi e mercati globali
● PEFC™ (Programme for the Endorsement of Forest Certification): sistema più flessibile, che riconosce standard nazionali. È molto usato da piccoli proprietari e foreste familiari, soprattutto in Europa.

Le certificazioni aiutano anche i proprietari forestali a migliorare la gestione dei loro boschi, a partecipare a mercati più attenti alla sostenibilità e, in alcuni casi, a generare reddito aggiuntivo, ad esempio attraverso la vendita di crediti di carbonio o altri servizi ecosistemici.Per i piccoli proprietari, esistono modelli di
certificazione di gruppo e forme di supporto pubblico, che rendono più facile
l’accesso a questi strumenti.In un’epoca in cui il cambiamento climatico è una
realtà, scegliere prodotti certificati o promuovere una gestione sostenibile delle foreste significa proteggere una risorsa fondamentale per il futuro del pianeta.

Progetto finanziato dal programma Horizon Europe Funding.

Oggi siamo qui per parlarvi di frammentazione delle proprietà forestali, una delle tematiche affrontate durante la prima...
31/08/2025

Oggi siamo qui per parlarvi di frammentazione delle proprietà forestali, una delle tematiche affrontate durante la prima conferenza dei piccoli proprietari forestali europei organizzata nell’ambito del progetto SMURF e tenutasi a Roma lo scorso Maggio.Trattasi della divisione della proprietà forestale in piccoli appezzamenti a causa di cambiamenti nei diritti fondiari , un fattore limitante significativo per la selvicoltura europea, sia a livello economico che politico.
In italia la superficie forestale è pari a circa 11milioni di ettari, di cui circa 70 % di proprietà privata , con particelle che hanno in media dimensioni di 8 ha, ma che nella maggior parte dei casi sono
inferiori ai 5.
A livello europeo, le cause sono principalmente legate a :

-Abbandono rurale: con l’urbanizzazione, molte terre forestali sono state lasciate incolte o trascurate

-Successioni ereditarie: in molti Paesi, la terra viene divisa tra tutti gli eredi , generando appezzamenti sempre più piccoli.
-Normative storiche: alcune leggi hanno favorito la frammentazione (legge romana), altre l’hanno contrastata ( legge germanica del primogenito)

Ciò si traduce in conseguenze quali:

- Gestione discontinua: piccoli appezzamenti gestiti in modo isolato impediscono interventi coordinati su larga scala.

-Perdita di biodiversità: la frammentazione può interrompere habitat naturali, ostacolando il movimento di specie e riducendo la resilienza ecologica.

-Aumento del rischio di incendi e malattie: foreste non gestite o abbandonate sono più vulnerabili a eventi estremi.

Per contrastare tale fenomeno, la strada è quella di favorire la creazione di associazioni di proprietari forestali. La nascita del nostro Consorzio ne è un esempio attraverso l’unione di 43 proprietari di fondi forestali sugherati.
Altra alternativa è quella di stimolare la formazione di realtà che facilitino la condivisone di informazioni e che offrano consulenze tecniche e supporto nell’accesso ai finanziamenti .In italia
l’esempio più calzante è quello della piattaforma Forest Sharing, nata nel 2020.

Progetto finanziato dal programma Horizon europe funding.


Ogni giorno l’ambiente ci offre una serie di benefici di cui non ci rendiamo conto, ma che sono fondamentali per la nost...
08/08/2025

Ogni giorno l’ambiente ci offre una serie di benefici di cui non ci rendiamo conto, ma che sono fondamentali per la nostra esistenza.. Questi sono definiti servizi ecosistemici. Si tratta in pratica di tutto ciò che gli ecosistemi naturali – come foreste, fiumi, laghi, montagne o praterie – ci forniscono gratuitamente.
Si dividono in quattro categorie principali:

-Servizi di approvvigionamento: come acqua, cibo, legna, piante medicinali.

-Servizi di regolazione: ad esempio la purificazione dell’acqua, la regolazione del clima, l’impollinazione o il controllo delle inondazioni.

-Servizi culturali: cioè benefici immateriali, come il valore ricreativo, spirituale o paesaggistico degli ecosistemi.

-Servizi di supporto: come la formazione del suolo e il ciclo dei nutrienti, fondamentali per il funzionamento degli altri servizi.

Questi servizi sono spesso dati per scontati, ma la loro perdita (a causa di deforestazione, inquinamento o cambiamenti climatici) può avere conseguenze gravi e costose per la società .
Per questo è nato un meccanismo chiamato Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES). L’idea è semplice: chi riceve un beneficio dalla natura può contribuire economicamente a mantenerla sana e funzionante. Ad esempio, una città che prende l’acqua da una determinata zona montana boscata può pagare chi vive lì per proteggere i boschi, garantendone una gestione sostenibile.
I PES non sono donazioni, ma veri e propri contratti volontari. Possono essere pubblici (gestiti da enti governativi) o privati (tra aziende e proprietari terrieri). L’obiettivo è rendere conveniente la conservazione: trasformare la tutela dell’ambiente in un’attività economicamente sostenibile.
In un mondo sempre più minacciato dalla crisi climatica e dalla perdita di biodiversità, i servizi ecosistemici e i PES rappresentano strumenti chiave per promuovere uno sviluppo davvero sostenibile. Aiutano a riconoscere il valore reale della natura e a proteggerla per le generazioni future.

Progetto finanziato dal programma Horizon europe funding


Con il post di oggi siamo qui per parlarvi del Laurus Network, presentato in una della sessioni della prima conferenza e...
31/07/2025

Con il post di oggi siamo qui per parlarvi del Laurus Network, presentato in una della sessioni della prima conferenza europea dei piccoli proprietari forestali a cui abbiamo preso parte a Roma loscorso Maggio .
Si tratta del primo risultato concreto legato al Progetto SMURF e consiste in una nuova rete creata a supporto delle organizzazioni dei piccoli proprietari forestali europei, con l'obiettivo di promuovere una maggiore redditività e sostenibilità nel settore forestale su piccola scala. Il mondo legato alla gestione e alla valorizzazione del patrimonio forestale mostra da sempre una chiusura o comunque dei limiti riguardo la comunicazione professionale e la condivisione di informazioni utili alla causa.
Laurus nasce proprio con l’intento di superarli e ha l’ambizione di diventare uno spazio di collaborazione e di scambio di conoscenze, attraverso l'offerta di formazione del personale, innovazione e condivisione.Saranno coinvolte anche figure di altri settori quali autorità forestali,sistemi di supporto, aziende e industrie forestali, con i quali spesso si hanno difficoltà comunicative.

Il Laurus Network offrirà nello specifico:

- Formazione pratica e specializzata e webinar incentrati su strumenti utili per migliorare le
conoscenze e il processo decisionale.

-Approcci innovativi, modelli di business e opportunità concrete per aumentare sia la redditività che la sostenibilità nella gestione forestale, con collegamenti diretti a persone che applicano con
successo queste idee.

- Uno spazio per il confronto tra pari, che consente al personale tecnico di diverse organizzazioni e
Paesi di condividere esperienze e promuovere l’innovazione nel settore forestale.

Riteniamo che si tratti di una grande opportunità che ci permetterà di ampliare le nostre conoscenze
riguardo al mondo sughericolo e soprattutto di favorire la creazione di nuove connessioni che faciliteranno lo scambio di buone pratiche.

𝐵𝑒 𝑤𝑖𝑠𝑒. 𝐵𝑒 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒. 𝐵𝑒 𝑏𝑟𝑎𝑣𝑒. 𝐵𝑒 𝐋𝐀𝐔𝐑𝐔𝐒 !

Progetto finanziato dal programma Horizon europe funding.


Oggi siamo qui per parlarvi della Close to Nature Silviculture (silvicoltura prossima alla natura) , uno degli argomenti...
25/07/2025

Oggi siamo qui per parlarvi della Close to Nature Silviculture (silvicoltura prossima alla natura) , uno degli argomenti affrontati nella prima conferenza europea per i piccoli proprietari forestali organizzata dal progetto SMURF lo scorso maggio.
Si tratta di un approccio alla gestione forestale che si ispira ai processi naturali degli ecosistemi forestali, cercando di garantire la sostenibilità ecologica, sociale ed economica del bosco, rispettando e imitando la sua dinamica naturale.
Questo tipo di silvicoltura promuove la biodiversità, la stabilità ecologica e la resilienza ai cambiamenti climatici. Gli interventi selvicolturali vengono effettuati in modo selettivo e graduale, mantenendo sempre una copertura arborea continua e privilegiando specie autoctone.
Si fonda sui seguenti principi:

-Favorire la rigenerazione naturale delle specie forestali

-Evitare i tagli rasi o su larga scala

-Integrare funzioni ecologiche, economiche e ricreative del bosco

-Conservare il suolo, l'acqua e gli habitat naturali
-Valorizzare l'interazione tra alberi di età, dimensioni e specie diverse

La sughereta rappresenta forse uno degli esempi più calzanti per l’applicazione della Close to Nature Silviculture, in quanto la Quercus Suber è una specie molto rustica che si adatta bene alla convivenza con altre specie arboree, erbacee e della fauna selvatica. Nel caso specifico verrebbero stimolati :

-La rigenerazione naturale delle sughere tra un prelievo e l’altro

-La conservazione della biodiversità punto cardine di tale ambiente

-Una gestione più sostenibile del sottobosco senza eccessi di pascolo o lavorazioni invasive

-Una maggiore resistenza agli incendi

Visto il periodo storico caratterizzato da continue crisi ambientali, il ricorso a un tipo di approccio che guarda al futuro , ma che pone le radici in una profonda conoscenza della natura, rappresenta forse la via più concreta per collaborare con i boschi accompagnandoli nel loro sviluppo naturale e cercare di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

19/07/2025

Indirizzo

Località Hangar 5
Santa Marina
84067

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