20/07/2020
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Due operai morti a Roma oggi per una caduta dall’alto
Il tragico incidente avvenuto oggi in un cantiere edile a Roma, in cui hanno perso la vita due operai precipitati da un’altezza di oltre venti metri, riporta l’attenzione sul rischio delle cadute dall’alto che rappresentano circa un terzo degli infortuni mortali sui luoghi di lavoro (dati 2008-2012) e da cui proprio il settore delle costruzioni risulta maggiormente colpito, seguito da quello dell’agricoltura.
Dall’analisi dei fattori di rischio delle dinamiche infortunistiche, in un recente lavoro dell’Istituto sono state individuate sei principali sottocategorie di caduta dall’alto:
-caduta per sfondamento di copertura
-caduta da scala portatile
-caduta da parte fissa di edificio
-caduta da ponteggi, impalcature fisse
-caduta all’interno di varco
-caduta da mezzi di sollevamento o per lavori in quota.
In relazione a queste modalità di infortunio, è sempre fondamentale l’applicazione di quelle misure preventive che possano eliminare o ridurre il rischio di caduta.
Nei casi in cui i lavori temporanei in quota che non possano essere eseguiti in condizioni, ergonomiche e di sicurezza, adeguate è necessario scegliere le attrezzature di lavoro più idonee per garantire condizioni di lavoro sicure in conformità ai seguenti criteri:
- priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale
- dimensioni delle attrezzature di lavoro confacenti alla natura dei lavori da eseguire, alle sollecitazioni prevedibili e ad una circolazione priva di rischi
- scelta del tipo più idoneo di sistema di accesso ai posti di lavoro temporanei in quota in rapporto alla frequenza di circolazione, al dislivello e alla durata dell’impiego.
Si devono, inoltre, individuare le misure finalizzate a minimizzare i rischi per il lavoratore, insiti nelle attrezzature in questione, prevedendo, laddove necessario, l’installazione di dispositivi di protezione contro le cadute.