CRONOLOGIA della Fabbrica "Le Sieci"
1880
Inizia l’avventura produttiva. Il complesso prende il nome dalla fabbrica madre di Pontassieve sorta nei pressi del torrente Sieci vicino all’Arno.
1916-1918
La fabbrica occupa quasi 5 ettari. La paga è di 15 centesimi al giorno per gli apprendisti fornaciai. Nel 1918 viene realizzato il nuovo forno Hoffman.
1927
La fabbrica produce laterizi a pieno re
gime con quasi 500 operai.
1935
L’opificio è l’unico insediamento produttivo attivo sul territorio insieme alle Fornaci Capolino. Il direttore della fabbrica è Giuseppe Romanelli.
1939-1940
Dalle “Fornaci alle Sieci” nasce la “Società Anonima per azioni Sieci – Fornaci di Scauri”. Nel 1940 si configura un nuovo assetto societario con Umberto Pasquini uomo di fiducia del gruppo toscano e Mario, figlio di Giuseppe Romanelli come direttore.
1943-1946
Con la guerra l’attività produttiva subisce una battuta d’arresto, si licenziano ben 150 operai. La fabbrica riporta ingenti danni tant’è che Umberto Pasquini avvia la ricostruzione con gli stessi materiali e secondo l’impianto originario. All’inizio del ’46 la produzione riprende a pieno regime.
1949
Nasce la “S.p.a Sieci – Fornaci di Scauri” con sede a Firenze, Via dei Gondi 2. Il bilancio della fabbrica è in attivo con 200 posti di lavoro.
1966
Venturino Pasquini, figlio di Umberto, inizia il suo periodo di gestione facendo crescere l’azienda da un capitale sociale di 200 milioni fino a 500 negli anni successivi.
1970
Inizio del declino. La produzione non regge alle richieste del mercato e della concorrenza, urge un piano ristrutturazione degli impianti.
1977-1978
Molti lavoratori sono in cassa integrazione ed il materiale giace nei piazzali a causa della crisi edilizia. L’anno successivo Venturino Pasquini redige un programma per la ristrutturazione delle Sieci.
1982
La società dichiara fallimento e viene posta in liquidazione.
1984
Dopo la procedura fallimentare il Comune di Minturno si aggiudica l’area ed il fabbricato con l’intento di garantire una destinazione pubblica.
1985 – 1987
L’ex area Sieci è oggetto di un concorso nazionale di idee. Nel 1987 l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” comincia ad interessarsi al manufatto edilizio con l’elaborazione di una serie di progetti sul possibile riuso.
1988
Si svolge a Scauri il Convegno “I segni di un passato industriale” sul recupero del patrimonio edilizio dell'archeologia industriale. Intervengono storici dell’architettura come G.K. Koening dell’Università di Firenze, G. Miano e R. Jodice dell’Università di Roma e G. Milelli e S. Santuccio dell’Università di Ancona.
1991
Si svolge un’iniziativa promossa dalla Gilda Francescana basata su una sottoscrizione popolare e corredata da un progetto di recupero di massima nonché da uno studio di prefattibilità, redatto dal prof. Santuccio. La regione Lazio approva la legge n. 58 sull’archeologia industriale che contiene espressamente le procedure per attuare il recupero dell’area Sieci riconoscendone il valore quale progetto pilota.