21/06/2018
Esplosione di pensieri su Nero *Explosion of thoughts on Black*
Nero, apparente simbolo di macabre tenebre. Lui che ne fa da protagonista ed al contempo da spettatore. Lui, eccentrico e “dimensionalmente” statico. Osservato ed osservatore. Perché Nero, sa di dover lasciar spazio, Nero può e sa di poter assecondare.
Dentro Nero, un’ esplosione figurativa e cromatica, che dona lui carattere e dinamicità. Ma Nero, Nero è sempre lui. Nero non cambia, Nero non si sgretola, Nero si apre ad una forma di risalto, Nero si apre ai colori. Nero può, Nero non è più solo nero.
Quel Nero, la mente ed il tormento; quei colori, un dripping dai toni più o meno caldi, volti a simboleggiare un’ esplosione di pensieri, che dal centro (nucleo) si propagano assumendo forme quanto più diverse e singolari, in simbiotico contrasto.
Questa parte del quadro è anche un omaggio a Gualtiero Marchesi, e più in particolare ad un suo piatto: il “Dripping di pesce”, a sua volta ispirato all’ artista Jackson Po***ck ed alla sua tecnica nota come “Dripping”.
Triangolo Grigio al quadrato *Gray triangle squared*
Grigio, apparentemente simbolo di stasi, dal carattere mite, tenue. Lui a metà, tra il nero ed il bianco, volgarmente evocato come la più grande tra le vie di mezzo. Lui, timido, ma anche impavido.
Grigio ha, però, bisogno di forme e di colori. Grigio ha bisogno di contorni per non sentirsi più un contorno.
Grigio è il pensiero che deve mutare, Grigio è il pensiero che si sta evolvendo. E poi ancora, Grigio è il pensiero che può restare fermo.
Ed in ultimo, le forme. Le forme simboleggiano i pensieri che assumono dimensione, come mostrano, in primis, i quadrati che si susseguono, volti alla raffigurazione del pensiero secondo un’idea di crescita dinamica e di evoluzione continua; ed infine come mostrano i due quadrati, simbolo di pensieri in contrasto, reso evidente dalla contrapposizione tra bianco e nero.
In questa parte del quadro vi è un altro riferimento a Gualtiero Marchesi, prendendo spunto da un suo piatto, a sua volta ispirato all’ artista Malevic.
Bianco. La fine o l’ inizio? *White. The end or the beginning?*
Bianco, l’ inizio e la fine. Bianco si mostra in tutto il suo tono: leggero, pacato, libero. Bianco, antagonista cromatico, ma anche fedele compagno del nero. Bianco, versatile.
Bianco porta con sé due tagli , due atti provocatori, che portano alla ricerca della dimensione. Bianco è il pensiero che ti porta al pensiero.
Bianco, ma non poi così bianco, poiché si sporca di nero, si macchia di rosso. Quest’ultimo, dal tono caldo e vivace, ne conserva un significato ambiguo, da una parte l’ idea del sangue, della sofferenza, quella stessa sofferenza che malgrado i continui cambiamenti interiori prevale e domina la scena, dall’altra un segno di passione, personalità e fiducia in sé stessi.
Anche in quest’ultima parte del quadro si fa riferimento a Gualtiero Marchesi, e più in particolare al suo piatto “Il rosso e il nero”, a sua volta ispirato all’artista Lucio Fontana.
La Chiave *The Key*
La chiave di lettura del quadro si apre a due scenari differenti:
il primo parte dal Nero e dall’esplosione per poi passare al Grigio, laddove gli elementi assumono forma e dimensione per poi riversarsi, a loro volta, nel Bianco;
il secondo parte dal Bianco che, da un lato e per mezzo dei due tagli(che assumono il valore delle frecce) ti portano a voler scegliere il proseguo del percorso, dall’altro l’ arresto imminente ed immediato alla visione del dolore.