23/05/2026
Antonio Giannattasio "O Poeta"
La Filctemcgil Avellino ricorda oggi con amore, con rispetto e con una gratitudine che non si spegne Antonio Giannattasio, per tutti noi semplicemente Tonino, ’u poeta.
Un uomo che ha saputo trasformare la fatica quotidiana della conceria in un universo di parole, immagini, emozioni. Un operaio che non ha mai smesso di essere anche un poeta, e un poeta che non ha mai smesso di essere un operaio. Tonino apparteneva a quella rarissima stirpe di persone capaci di guardare il mondo dal basso e dall’alto allo stesso tempo: con i piedi immersi nel fango della Solofrana e lo sguardo rivolto verso un orizzonte che molti non vedono più.
Le sue poesie – nate nel silenzio, custodite per pudore, rivelate solo più tardi – hanno raccontato la Solofra vera, quella delle ciminiere, dei vicoli stretti, delle sirene che logorano l’anima, ma anche quella dei sogni che resistono, dei giovani sorrisi, delle bandiere che ancora sanno muovere il vento.
Tonino ha dato voce agli “Introno un vento di bandiere”, a chi vive la fatica, la rassegnazione, la solitudine, ma anche a chi non smette di credere che un domani diverso sia possibile.
Ha raccontato un mondo che spesso non trova spazio nei libri, nei giornali, nei salotti della cultura.
Eppure, proprio da quel mondo, Tonino ha saputo far nascere una poesia limpida, necessaria, capace di parlare a tutti.
La sua Solofra – “il tuo respiro, Solofra / il mio respiro” – non era solo un luogo: era una ferita, un amore, una promessa mancata e sempre rinnovata.
Era la metafora di un’Italia che cambia troppo in fretta o troppo lentamente, che esalta l’apparenza e dimentica i giusti, che teme i sogni perché costano caro.
Per questo, oggi, vogliamo dire grazie.
Grazie a Tonino per averci lasciato parole che non evaporano.
Grazie per averci ricordato che la cultura non è un lusso, ma un diritto.
Grazie per aver mostrato che anche in una conceria, tra il rumore delle macchine e l’odore acre della pelle, può nascere poesia.
E che quella poesia può diventare un patrimonio collettivo.
Tonino non è stato un poeta “operaio”: è stato un poeta, punto.
E proprio per questo, per la sua autenticità, per la sua voce mai gridata ma sempre vera, rimarrà per noi un compagno di strada.
Uno di quelli che non si dimenticano.
Alla sua famiglia, ai suoi amici, ai suoi compagni di lavoro e di vita, va l’abbraccio più grande e più sincero della CGIL.
Caro Tonino salutami a Francesco Gentilucci e a Raffaele Lieto un pezzo di storia va via con voi ciao il vostro ragazzo Carmine De Maio