Alessandra Fanì Architetto

Alessandra Fanì Architetto Progettazione ECO, OUTDOOR, NZEB. Sostenibilità in progetti ed eventi, il mio lavoro. Viaggiare, ba Concorsi, organizzazione eventi.

Architetture Compatibili Nuovi Percorsi per Progetti Contemporanei Progettazione architettonica e urbana,interior design, ecodesign, designart. Alessandra Fanì, specializzata nella PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA ECOCOMPATIBILE a “La Sapienza” di Roma, nella PROGETTAZIONE E ARREDO DI SPAZI ESTERNI PUBBLICI E PRIVATI al Politecnico di Milano ( OUTDOOR EXPERIENCE DESIGN ) e nella PROGETTAZIONE secondo

i partametri NZEB ai Corsi “Prof/Trac Horizon 2020” presso il CNAPPC. Attualmente si occupa di progettazione architettonica e urbana, interior design, ecodesign, designart, concorsi, organizzazione eventi. Espone in Italia e collabora con altri artisti e professionisti del settore per organizzare eventi e mostre e progetti legati all’Associazione da lei fondata, “D'EcoSign” . D'intesa con professionisti di vari campi, oltre ad architetti, diffonde e progetta nel campo che più le interessa, la sostenibilità. Ora ambasciatrice, insieme ad altri 45 colleghi, impegnata per la massima diffusione del linguaggio NZEB in ambito nazionale ed internazionale. Appassionata di arte declinata nelle diverse forme espressive e di fotografia,con formazione scientifica,specializzata in architettura urbana e progettazione ambientale. Attenta ad una progettazione all’insegna del rispetto per la natura e per chi la abita. Il suo modo di progettare mira alla sostenibilità ed al recupero degli elementi materiali e progettuali che rispondano ad esigenze del vivere bene comune. Con la convinzione che la libertà di manifestazione espressiva pertinente, in qualunque forma, e la cultura fatta di curiosità ed esperienza, possano muovere anche situazioni più difficili, impiega le sue energie per esprimere il proprio credo attraverso azioni creative differenti e scritti e per coinvolgere altre energie al fine di sviluppare diversi possibili percorsi e creare insieme nuove dinamiche espressive e di pensiero.

Il limite, il margine, il confine.."Il limite è un concetto cardinale, in Architettura come in ogni altra forma di pensi...
01/12/2021

Il limite, il margine, il confine..
"Il limite è un concetto cardinale, in Architettura come in ogni altra forma di pensiero umano. Come la porta dadaista evocata in apertura, è assieme nesso e separazione, è una cerniera in grado di separare e collegare: può essere soluzione di continuità che permette di dividere/distinguere diverse entità; può fungere da margine o da barriera (materiale o immateriale) per proteggere un ambito che si desidera tutelare; può farsi elemento di congiunzione, soglia, punto di contatto tra differenti territori; infine può dilatarsi e divenire “luogo” abitabile in cui sostare, intervallo, zona interstiziale o regione liminare nella quale non si è né dentro né fuori, e si può godere di un punto di vista privilegiato. Questo breve scritto giunge al suo termine, ma auspico che, come la porta di Duchamp, nel chiudersi, stia aprendo a ulteriori dimensioni…"

"Siamo sulla soglia, nel luogo dove interno ed esterno cessano di confinarsi l’un l’altro perché lì si combinano, si avvolgono tra di loro, non sono più appropriabili nella loro distinzione. Siamo sulla soglia della casa, ma questa soglia mobile può essere ogni angolo della casa stessa, anche il più protetto. E, al tempo stesso, per dir così, siamo sulla soglia di noi stessi, alla soglia del nostro essere soggetti.23"

Francesca Danesi   I – Polisemia del concetto di limite Apertura Limite, forse dal latino limus (obliquo, di traverso) e, forse, limes (soglia, abitazione, inizio), rievoca la linea di confine naturale ma anche giusta misura,Continue reading

🥰😍Ho visto una sera per caso " Strappare lungo i bordi" solo perché mi mancava da morire sentir parlare romano e perché ...
23/11/2021

🥰😍Ho visto una sera per caso " Strappare lungo i bordi" solo perché mi mancava da morire sentir parlare romano e perché mi piaceva la voce del ragazzo protagonista del fumetto.
È stata una scoperta meravigliosa nel mondo dell'animo simpatico dell'autore.
La parola giusta è meravigliosamente forte!

Schivare la vita significa non riuscire a salire su quel treno che alle stazioni rallenta giusto un po’, su cui salgono al volo i vincenti e gli integrati per sedersi insieme a quelli che in prima classe ci sono nati.

Schivare la vita significa perdere le occasioni migliori e accorgersene ogni volta senza riuscire a dimenticarselo mai, significa sentire costantemente quel senso di inadeguatezza, smarrimento e fragilità che Zerocalcare ha saputo raccontare magistralmente anche nella sua Serie Tv, che racconta alcune giornate di chi nella vita sta “impicciato” come una matassa enorme di cavi dietro a un televisore collegato su L’albero azzurro.

È anche (ma non solo) il ritratto di una generazione, quella dei trentenni come noi, che sono cresciuti nella promessa di abitare un nuovo piano del grattacielo sociale e che invece sono finiti a camminare tra le macerie, e a ogni passo finiscono con l’inciampare, creando altre macerie.
E, come tutta l’opera di Zerocalcare, è anche un richiamo ironico e dolce per tutti coloro che, nonostante gli sforzi, non riescono a trovare “naturale” questo sistema, questo mondo, questa vita.

Per usare le parole de “L’eccezione e la regola” di Brecht,
“E – vi preghiamo – quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. Di nulla sia detto: "è naturale" in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, pianificato arbitrio, disumana umanità, così che nulla valga come cosa immutabile”.

Con questa atroce consapevolezza nel cuore una via di sopravvivenza, se non di salvezza, si apre attraverso un’altra domanda, dolcissima e spietata:
S'annamo a pijà 'n gelato?

  ed altre cose.L'armonia nasce dalle proporzioni ed in ogni forma di arte ed espressione creativa non può mancare, affi...
20/10/2021

ed altre cose.
L'armonia nasce dalle proporzioni ed in ogni forma di arte ed espressione creativa non può mancare, affinché ciò che si osserva sia gradevole fino ad essere amabile a vista d'occhio.
L'armonia è nella bellezza e quella la individui subito per poter dire, di fronte ad un qualcosa creato da zero, di sentirti a tuo agio ed in comunicazione.
C'è l'emissione di un'aurea tutta particolare.
Nell'arte figurativa, scultorea ,nella scrittura, nell'architettura.
Le proporzioni di un'architettura, per esempio, nascono da un equilivrio di forze tra linee e curve, vuoti e pieni, dentro e fuori, stretto e lungo, alto e basso, luce e buio.
Semplice no? No.
L'armonia delle forme compositive si traccia nella mente prima che sul foglio e quando metti la matita giù non crei forme, subito, ma scarabocchi che come per magia generano volumi cui dai un'anima attraverso numeri, proporzioni e possibili signori che ci staranno dentro a fare qualcosa e soprattutto a sentire qualcosa mentre vivono.
C'è una grandissima responsabilità.
Non solo perché il tutto non crolli, anche e soprattutto perché dentro, fuori ed intorno tu ci possa stare al meglio. Ti passa sentire bene.
Insieme a questo, l'architettura si differenzia dall'arte perché la matematica e le proporzioni é necessario si manifestino anche e soprattutto nella materialità di ciò che si usa per realizzare e nel comfort che si crea per lo stare.
Ma tutto é legato e gli aspetti compositivi creativi con quelli tecnico matematici non si possono mai distinguere, per poter creare armonia, equilibrio e bellezza.
Siamo nell'era in cui, la media dell'architettura, ha un basso profilo.
Bisogna riprendere a viaggiare per osservare ciò che i Maestri stanno realizzando nel mondo in questo momento di confusione, oltre a ricordare guardando cosa abbiano realizzato nei periodi illuminati. Nonostante tutto, creano bellezza (che non si tratta del.mi piace o no, ma di qualcosa di più profondo e denso).
Bisogna alleggerire questo improvviso avvento moda della sola tecnica come sostegno del fare architettura consapevole, perché di bruttura, nel livello medio e medio basso architettonico, ce n'é e ce n'è stato a bizzeffe in giro.
Oggi non si sta facendo architettura in senso completo,nella maggior parte dei casi, ma nascono oggetti insignificanti e clonati. Un riflesso della nostra società purtroppo.

Capolavori progettati intorno a proporzioni auree.

❤
16/10/2021

𝗘𝗹𝗼𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗴𝗮𝘁𝘁𝗼

Rousseau: «Vi piacciono i gatti?».
Boswell: «No».
Rousseau: «Ne ero sicuro. È un segno del carattere. In questo avete l’istinto umano del dispotismo. Agli uomini non piacciono i gatti perché il gatto è libero e non si adatterà mai a essere schiavo. Non fa nulla su vostro ordine, come fanno altri animali».
Boswell: «Nemmeno una gallina, obbedisce agli ordini».
Rousseau: «Vi obbedirebbe, se sapeste farvi capire da essa. Un gatto vi capisce benissimo, ma non vi obbedisce.
[Jean Jacques Rousseau]

Amo i cappelli. Non ne butto mai uno.
10/10/2021

Amo i cappelli. Non ne butto mai uno.

Che possiamo essere così impetuosi e travolgenti, come queste due onde che si scontrano e poi si uniscono, rigenerando!!...
09/10/2021

Che possiamo essere così impetuosi e travolgenti, come queste due onde che si scontrano e poi si uniscono, rigenerando!! 🌊❤

Ed aggiungerei ogni forma d'arte. La visione che si ha di noi, degli altri e del mondo, inteso anche come Terra Madre, n...
30/09/2021

Ed aggiungerei ogni forma d'arte.
La visione che si ha di noi, degli altri e del mondo, inteso anche come Terra Madre, nasce dall'acquisizione di tutte quelle informazioni impercettibili che alimentano cuore e neuroni. È impossibile "aprirsi" senza questo profondo e spesso bagaglio. Non servono troppe nozioni, ma serve la consapevolezza e l'acquisizione di un sapere basico. Non conoscere ciò che abbia formato l'umanità e lo spirito nei secoli è come galleggiare nel nulla, è come se un ragazzo del futuro non sapesse nulla del pensiero, del sociale, della politica, delle evoluzioni e della storia di oggi. Assurdo! È la.base.
Sicuramente possibile che non tutti abbiano la stessa ricezione, ma non è importante, quello che conta di più è assorbire un bagaglio che ti riporterà verso la ricerca e un giorno si arriverà da soli a capirne l'importanza e a farne tesoro anche praticamente. Un sapere da cui germogliano le capacità personali di andare oltre e formarsi nello specifico; la mente va alimentata in tutto, non è a compartimenti stagni.
È che ci hanno fatto credere, da più di un decennio a questa parte, che il tecnicismo vince e che se sai essere un manuale sei sapiente, puoi lavorare, guadagnare, avere un posto professionale nella società, un salario almeno. Poi quando sei nella vita, con te stesso e con gli altri? Quando fai i conti con qualcosa di più ancestrale, profondo che parla di te davvero e ti permette di essere che si fa? Non c'è il passo in più, no non ce e questo nelle persone si vede. Certo possiamo pensare che tra chi c'è si crei una comunicazione e tra chi non c'è un'altra, ma la società è fatta da tutti noi e l'armonia si crea tra persone di un simil spessore, con credi simili o differenti non importa, ma con una grande capacità di apertura e comunicazione.
Sono profondamente convinta che oggi ci sia un profondo bisogno di riportare sul campo in modo importante quelle "materie" fondamentali che i permettano di vivere e comunicare con intelligenza.
Di essere completi nelle nostre imperfezioni.
Di essere vivi di sentimenti sani.
Di essere in equilibrio anche nelle difficoltà.
E di essere liberi e sapienti.

Se qualcuno dovesse chiedermi, come filosofa, che cosa si dovrebbe imparare al liceo, risponderei: “prima di tutto, solo cose “inutili”, greco antico, latino, matematica pura e filosofia. Tutto quello che è inutile nella vita”. Il bello è che così, all’età di 18 anni, si ha un bagaglio di sapere inutile con cui si può fare tutto. Mentre col sapere utile si possono fare solo piccole cose.

Agnes Heller, Solo se sono libera

❤
29/09/2021

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Teramo
64011

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