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Impianti elettrici, un morto al giorno: come difendersi
17/02/2021

Impianti elettrici, un morto al giorno: come difendersi

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20/06/2020

Detrazione fiscale impianto di antifurto casa

La Legge di Stabilità ha prorogato il bonus fiscale per le ristrutturazioni edilizie (comprese le spese sostenute per la protezione e la sicurezza, quindi quelle relative
all’ installazione di un impianto d’allarme anti intrusione e di videosorveglianza). Le spese sostenute fino al 31 dicembre 2020 sono detraibili nella misura del 50%. Il bonus opera sotto forma di detrazione dell’IRPEF delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione delle abitazioni. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.
Chi può usufruire delle Detrazioni allarme 2020?

Tutti i contribuenti assoggettati all’IRPEF. In particolare, l’agevolazione spetta ai proprietari, ai titolari di un diritto reale di godimento dell’abitazione in cui viene installato l’impianto.


Quali spese si possono detrarre con le Detrazioni allarme 2020?

Spese per la progettazione e per le altre prestazioni professionali connesse;
Spese per l’acquisto dei materiali;
Compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
Sui lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata è previsto l’applicazione dell’IVA ridotta al 10%.
Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).


Come ottenere le Detrazioni allarme 2020?

Per beneficiare della detrazione del 50% occorre:

Indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile;
Conservare ed esibire tutti i documenti relativi ai lavori;

Effettuare i pagamenti con bonifico bancario o postale nella modalità “parlante” indicando causale del versamento, codice fiscale del soggetto che paga, codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Hai bisogno di altre informazioni? Scrivici subito alla pagina Facebook Ele-Tron

Con l'approvazione del DL Rilancio il Super bonus del 110% è sarà applicabile anche al fotovoltaico e ai sistemi di accu...
28/05/2020

Con l'approvazione del DL Rilancio il Super bonus del 110% è sarà applicabile anche al fotovoltaico e ai sistemi di accumulo. Ci sono però delle condizioni da rispettare. Vediamo quali.
Indice dei contenuti

Cosa è il super bonus al 110 per cento
Super bonus con detrazione fiscale al 110 per cento: requisiti per ottenere il fotovoltaico praticamente gratis
L'acquisto del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo deve far parte di un investimento più ampio
Chi può chiedere la super-detrazione
Deve trattarsi di un intervento su edificio domestico principale
Questi interventi green devono garantire un miglioramento di due classi energetiche
Il costo del fotovoltaico non può superare determinate soglie
Le spese devono essere sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021
Super bonus fotovoltaico al 110 per cento: non compatibile con altre forme di incentivo
Le norme sul super bonus sono già efficaci?

Il Super bonus al 110 per cento coinvolgerà anche il fotovoltaico e i sistemi di accumulo. In pratica significa che a fronte del prezzo complessivo dell’intervento può essere applicata una detrazione fiscale al 110%. Ma ciò che rende ancora più interessante questa misura è la possibilità di ottenere il credito d’imposta con conseguente sconto in fattura. Questo credito può essere ceduto anche alle banche, proteggendo così le piccole imprese installatrici dalle difficoltà sulla liquidità.

Come è stato dichiarato anche nella conferenza stampa del C.D.M, si tratterà di un “investimento” del tutto gratuito per i proprietari di casa. Questa opportunità per gli utenti domestici sembra molto più appetibile del vecchio Conto Energia. Si, perché con il vecchio Conto Energia dovevi avere un esborso iniziale anche piuttosto oneroso e successivamente recuperare gli incentivi.

Con questa misura puoi avere la detrazione fiscale al 110% spalmato in 5 anni su tutto il costo degli interventi ammessi. Quindi ad esempio se spendi 10.000 euro, ogni anno potrai vantare un credito di imposta per 2200 euro per 5 anni. Tale importo va a diminuire in compensazione ciò che avresti pagato in tasse.

Il Decreto Rilancio reintroduce la possibilità di cedere questo credito di imposta direttamente al fornitore o ad un ente terzo, comprese le banche. Da qui si comprende che se vengono soddisfatti i requisiti necessari, il fotovoltaico può essere ottenuto anche senza esborso iniziale.

È chiaro che ci devono essere delle condizioni per ottenere questo grande beneficio. Quali sono queste condizioni che ti permettono di ottenere l’impianto fotovoltaico e il sistema di accumulo per casa praticamente gratis?
Super bonus con detrazione fiscale al 110 per cento: requisiti per ottenere il fotovoltaico praticamente gratis

Se ci conosci da tempo sai che cerchiamo di portarti solo informazioni comprovate e da fonti attendibili. Di questo nuovo incentivo se ne parla in tutte le testate giornalistiche. Se vuoi puoi anche fare un tuo approfondimento in questo articolo sul Sole 24 Ore relativo a questo nuovo Ecobonus.

Partiamo quindi con le condizioni necessarie per ottenere l’ecobonus trasformato in superbonus al 110 per cento anche per il fotovoltaico.
Scarica il decreto-legge
L'acquisto del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo deve far parte di un investimento più ampio

L’incentivo potenziato è dedicato in particolare:

all’isolamento termico delle superfici opache verticali o orizzontali per oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e,
alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a p***a di calore, o anche per l’acqua calda sanitaria.

“L’acquisto” del fotovoltaico e del sistema di accumulo deve essere combinato con uno di questi due maxi-interventi. In alternativa deve essere legato ad un intervento antisismico.

Non solo, puoi aggiungere anche delle colonnine per la ricarica per le auto elettriche. Ottimo modo per sfruttare l’energia solare.
Chi può chiedere la super-detrazione

I soggetti ammessi a questa forma di incentivo sono:

persone fisiche (che non agiscono come ditte);
i condomini;
IACP o in house company per l’edilizia sociale;
Cooperative di abitazione.

Deve trattarsi di un intervento su edificio domestico principale

Quindi sono escluse tutte le aziende e i capannoni delle imprese. Può essere fatto solo a favore di persone fisiche e per gli edifici ad uso abitativo principale. L’obiettivo è quello di incrementare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni principali.

Quindi, devi possedere o detenere l’edificio e puoi installarlo anche su: edifici pubblici, edifici aperti al pubblico e nuovi edifici.

Posso chiedere il super bonus per la seconda casa? Secondo le ultime modifiche comunque puoi beneficiare del super bonus al 110 per cento sul fotovoltaico anche se lo installi su una seconda casa, ma solo se è parte integrante di un condominio. Certamente non deve trattarsi di una villa unifamiliare.
Questi interventi green devono garantire un miglioramento di due classi energetiche

Potrai accedere al Super Bonus se nel complesso migliorerai l’edificio di due classi energetiche. Questo andrà dimostrato tramite Ape (attestato di prestazione energetica). Se ciò non è possibile perché il tuo edificio ha già una classe energetica elevata devi riuscire ad arrivare almeno alla classe energetica più alta.

Inoltre, per quanto riguarda il “capotto” termico, i tuoi tecnici dovranno dimostrare di aver utilizzato materiali isolanti che rispettano i requisiti minimi ambientali previsti dal decreto Ambiente 11 ottobre 2017. Considera poi che sia per l’isolamento termico che per gli interventi legati alla climatizzazione invernale bisognerà osservare anche altri requisiti minimi come previsto dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63.

Questo dovrebbe farti riflettere soprattutto sul fatto che dovrai affidarti realmente a personale competente, altrimenti potresti rischiare di generarti danni economici.
Il costo del fotovoltaico non può superare determinate soglie

Come abbiamo indicato l’impianto fotovoltaico deve essere acquistato contestualmente agli altri interventi principali. Comunque non deve superare il costo massimo di 2400 euro per ogni kW. Nel caso invece di demolizione e ricostruzione dell’edificio il costo massimo è di 1600 euro al kW.

In effetti non si tratta di un parametro così difficile da rispettare, anche perché rispecchiano i costi medi di mercato di un impianto fotovoltaico chiavi in mano.

La spesa massima nel’insieme non può superare comunque 48.000 euro per chi possiede o detiene l’immobile.
Le spese devono essere sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021

Ecco, questa è la finestra temporale. Si tratta di circa un anno e mezzo. Forse in passato sei rimasto deluso per aver perso delle opportunità importanti. Non sei riuscito in qualche modo a beneficiare del Conto Energia, o magari non hai fatto a tempo a sfruttare la cessione del credito terminata alla fine del 2019.

Questa volta non sbagliare, informati per tempo e fatti seguire da tecnici esperti. Ma non aspettare all’utimo minuto come fanno in tanti, se le aziende installatrici sono sovraccariche dovranno necessariamente escludere qualcuno e potresti perderti nuovamente questa opportunità.

Tieni conto che se non desideri lo sconto in fattura potrai avere comunque la detrazione fiscale in 5 quote annuali.
Super bonus fotovoltaico al 110 per cento: non compatibile con altre forme di incentivo

Permettimi l’espressione: “e ci mancherebbe altro!” Il tuo impianto fotovoltaico o il tuo sistema di accumulo non potrà godere di altre forme di incentivo. Onestamente è del tutto comprensibile visto che praticamente te lo stanno “regalando”.

Per essere più corretti te lo pagherai con le tasse che altrimenti avresti dovuto versare allo stato. Può essere visto comunque come un acquisto ottenuto grazie al tuo lavoro. Quindi sicuramente il tuo approccio dovrà essere comunque piuttosto attento. Sono risorse a tua disposizione, ma non illimitate.

Fino ad ora abbiamo analizzato le informazioni in nostro possesso che abbiamo ottenuto dalle nostre fonti. Questo articolo continuiamo ad aggiornarlo tenendo conto del fatto che ora il decreto rilancio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Se hai scaricato il decreto-legge che abbiamo messo a disposizione cerca l’articolo 119, che è quello su cui si basa la considerazione che abbiamo fatto finora.
Le norme sul super bonus sono già efficaci?

Anche se il decreto-legge è stato approvato, questi incentivi potrebbero essere ritoccati ancora con il passaggio alle Camere per la conversione in legge entro 60 giorni (il 18 luglio di quest’anno quindi).

Non solo, è importante sapere che bisogna aspettare che:

si indichino i requisiti minimi di prestazione mediante decreto;
si fornisca la modalità di trasmissione delle necessarie asseverazioni;
ci sia un provvedimento attuativo del direttore dell’agenzia delle entrate.

Bonus ARERA per il rifacimento delle colonne montantiUn contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettri...
07/03/2020

Bonus ARERA per il rifacimento delle colonne montanti

Un contributo per promuovere il rinnovo dei vecchi impianti elettrici interni ai condomini (PARTI COMUNI N.d.R.), per migliorarne sicurezza ed efficienza, con rimborsi al condominio per i lavori edili effettuati, fino a 1.200 euro per appartamento coinvolto e fino a 900 euro per ogni piano.

Sono i principali contenuti della delibera con cui ARERA – l’Autorità per l’energia e l’ambiente – ha avviato una procedura sperimentale per l’ammodernamento delle “colonne montanti” vetuste, negli edifici condominiali più datati.

Si tratta in particolare degli interventi su quella che viene definita tecnicamente “la linea in sviluppo prevalentemente verticale che attraversa parti condominiali”, cioè i cavi che giungono fino ai contatori elettrici dei singoli appartamenti.

La fase sperimentale della regolazione durerà tre anni, dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, per l’ammodernamento degli impianti realizzati prima del 1970 o nella fascia tra il 1970 e il 1985 se ritenuti critici.

Il contributo viene erogato se i lavori edili vengono svolti direttamente dal condominio, differenziato in relazione al tipo di finitura presente, e vanno dai 400 euro ai 600 euro per piano e dai 700 ai 900 euro per utenza.

Gli importi sono aumentati (da 700 a 900 euro per piano e da 1000 a 1200 euro per utenza) se in occasione dei lavori sulla colonna montante il condominio decide anche di centralizzare tutti i misuratori in un unico vano. In tal caso il contributo è maggiore perché vengono effettuati anche i lavori di posa dei nuovi collegamenti elettrici tra i contatori centralizzati e gli appartamenti, collegamenti che resteranno di proprietà del condominio.

Si aggiungono poi 100 euro al metro (fino ad un massimo di 1500 euro) per l’eventuale parte di cavo destinata a collegare la colonna montante con il confine di proprietà.

Una volta rinforzata la rete elettrica e resa più sicura, per i condomini dovrà essere possibile attivare anche potenze contrattali fino a 6 kW.

L’obiettivo della delibera dell’Autorità è quello di facilitare l’accordo tra gli amministratori di condominio e i distributori di energia elettrica per rinnovare le “colonne montanti” più vecchie, mantenendo in sicurezza gli edifici e predisponendole alle eventuali richieste di aumento di potenza, visto il crescente ricorso registrato negli anni a nuovi apparati di riscaldamento e raffrescamento elettrico (pompe di calore) o per cucinare (piastre a induzione).

Un provvedimento particolarmente importante per quei condomini con vecchi impianti elettrici che stanno valutando ristrutturazioni o la centralizzazione dei contatori, considerando che il rimborso varierà anche in funzione del livello di pregio delle finiture dell’immobile.

La delibera di ARERA, nel regolare i rapporti tra distributore e condominio, ricorda che si dovrà partire da un’informativa preliminare, nella quale il distributore prospetti anche la sottoscrizione di un accordo sui costi, tempi e modalità per l’ammodernamento delle colonne montanti vetuste.

Le imprese dovranno definire entro il 30 giugno 2020, una versione sperimentale di contratto-tipo.

Al condominio (che dovrà conservare la documentazione su costi eventualmente sostenuti) saranno riconosciuti i dovuti rimborsi, erogati direttamente dal distributore. Verranno effettuati controlli a campione per evitare eventuali abusi.

Con l’occasione, attraverso le disposizioni finali della delibera, ARERA istituisce un censimento nazionale del parco colonne montanti vetuste e potenzialmente ammodernabili, obbligatorio per ogni distributore, anche al fine di disporre di una valutazione quanto più puntuale dei potenziali investimenti e dell’impatto in tariffa.

Indirizzo

Tortoreto
64018

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 18:00
Martedì 08:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393899306915

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