11/06/2026
Verificare se tra i riservisti israeliani arrivati in Sardegna vi siano militari sospettati di crimini di guerra o già segnalati nell’ambito delle indagini internazionali sui fatti di Gaza.
È questa la finalità dell’esposto presentato dal Comitato Costituzione Attiva alla Corte Penale Internazionale dell’Aja, alla Procura di Roma e ad altre autorità italiane dopo l’arrivo nell’Isola di almeno un centinaio di famiglie di riservisti delle Forze di Difesa Israeliane, ospitati in strutture turistiche del sud Sardegna nell’ambito di un programma di soggiorno dedicato ai reduci delle operazioni militari.
L’esposto non sostiene che i militari presenti nell’Isola abbiano commesso reati né formula accuse individuali. Chiede però che venga accertata la loro identità e che sia verificata l’eventuale presenza di persone già citate in denunce, segnalazioni, rapporti investigativi o procedimenti collegati alle indagini internazionali sulla guerra nella Striscia di Gaza.
Secondo il Comitato, la presenza in Italia di gruppi organizzati di riservisti provenienti da un esercito impegnato in un conflitto oggetto di accertamenti da parte della Corte Penale Internazionale giustifica una verifica da parte delle autorità competenti.
L’obiettivo è mettere a disposizione della magistratura italiana e della Corte dell’Aja eventuali informazioni utili alle indagini già in corso. In altre parole, capire se tra le persone ospitate in Sardegna vi siano militari che potrebbero avere un ruolo, diretto o indiretto, nei fatti oggetto delle inchieste internazionali sui presunti crimini commessi durante la guerra a Gaza.
La questione si sposta così dal terreno politico a quello giudiziario. Non si discute più soltanto dell’opportunità di ospitare questi soggiorni nell’Isola, ma della possibilità che tra i partecipanti possano trovarsi persone rilevanti per accertamenti che coinvolgono uno dei conflitti più controversi degli ultimi anni.
𝑪𝒍𝒂𝒖𝒅𝒊𝒐 𝑪𝒉𝒊𝒔𝒖
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