29/10/2026
ROGER LAMBELIN e il Capro Espiatorio.
Questa curiosa e stravagante varietà di Ibrido Perpetuo, comparsa in Francia nel 1890, aldilà delle caratteristiche strettamente botaniche, contiene in sé almeno tre aspetti che la rendono intrigante.
Anzitutto Roger Lambelin è lo "sport" di una rosa preesistente, "Prince Camille de Rohan". Uno "sport" è la mutazione genetica e spontanea di una rosa che in modo inatteso mostra, in uno o più rami, variazioni somatiche. Tali variazioni possono riguardare il fogliame ( ad esempio, da opaco a lucido o viceversa), oppure il portamento stesso della pianta (una rosa arbustiva che produce una mutazione rampicante), ma soprattutto il fiore: il numero dei petali, la sua dimensione, il colore e il profumo. Se la mutazione è stabile, il ramo viene selezionato e potrebbe dar vita ad una nuova varietà. In caso contrario, la mutazione è instabile e la rosa tende a ritornare al suo aspetto originario (reversione).
Questo fenomeno, a differenza di quanto si possa pensare, non è infrequente nella storia delle rose e nell'800 ha interessato in particolare proprio la classe degli Ibridi Perpetui.
Un altro aspetto rilevante è dato dal fatto che Roger Lambelin fu ottenuta, a quanto si sappia caso più unico che raro, da una donna. Marie Louise Trievoz fu la seconda moglie di Joseph Schwartz (1846 - 1885), un importante e promettente ibridatore di rose al quale dobbiamo intramontabili capolavori come "M.me Alfred Carrière" e "Reine Victoria", e morto appena 39enne di polmonite. Marie Louise proseguì l'opera di ricerca del marito presso il vivaio di famiglia, creando una cinquantina di nuove varietà, non tutte sopravvissute, e che immise sul mercato nominandosi sempre come "Vedova Schwartz".
Ma chi era Roger Lambelin?
Roger Lambelin (1857-1929) fu un ufficiale dell'esercito francese ma anche giornalista e scrittore di saggi storici e politici. Cresciuto ed educato negli ambienti più conservatori della società francese dell'epoca, realista e cattolica, fu un acceso e convinto sostenitore del pericolo incombente rappresentato dal complotto giudaico-massonico per la conquista del mondo e manifestò apertamente i suoi sentimenti antisemiti, oltre che nei propri scritti, anche nella stesura della prefazione ai tristemente famosi (e fasulli) "Protocolli dei Savi di Sion". La biografia di questo personaggio, insieme alla circostanza che gli venga addirittura dedicata una rosa, mette perfettamente in evidenza il clima antisemita che avvelenava la società europea dell'epoca, e quella francese in particolare, e che di lì a poco (1896) sarebbe sfociato nello scandalo politico e giudiziario noto come l'Affaire Dreyfus.
Alfred Dreyfus, giovane e promettente capitano di artiglieria dell'esercito francese, ma di origine ebraica, sulla base di documenti falsati ad arte, venne accusato di alto tradimento, degradato pubblicamente e condannato ai lavori forzati presso la colonia penale dell'Isola del Diavolo nella Guiana Francese. L'Affaire Dreyfus rappresenta forse uno dei casi più emblematici nella storia moderna di come pregiudizi razzisti e nazionalistici possano fabbricare un capro espiatorio ideale, orchestrato al solo scopo di occultare e insabbiare verità scomode e imbarazzanti per il potere.